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Non c’è nulla di “strano” nell’indagine UEFA su Inter e Roma per il Fair Play Finanziario: ecco perché

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 26-09-2014 - Ore 10:30

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Non c’è nulla di “strano” nell’indagine UEFA su Inter e Roma per il Fair Play Finanziario: ecco perché

Cn il Comunicato della UEFA rilasciato il 24 settembre 2015, il Club Financial Control Body (ovverosia l'organismo UEFA deputato alle verifiche del rispetto delle normative in tema di Fair Play Finanziario) annunciava:

  • di aver sospeso temporaneamente l'erogazione dei premi in denaro a favore di 5 squadre (Bursaspor, CFR 1907 Cluj, FC Astra Giurgiu – precedentemente FC Astra Ploiești -, FK Budućnost Podgorica e FK Ekranas) a causa del mancato rispetto dei termini nel pagamento di debiti verso altri Club o di natura fiscale/sociale al 30.06.2014;
  • di aver avviato un'indagine formale su 7 Club (AS Monaco FC, AS Roma, Beşiktaş JK, FC Internazionale Milano, FC Krasnodar, Liverpool FC e Sporting Clube de Portugal) che presentano un deficit di bilancio per gli esercizi 2012 e 2013 (i primi due del periodo di monitoraggio della stagione 2014/15) ai quali saranno richiesti ulteriori approfondimenti nei mesi di ottobre e novembre 2014.

La notizia ha subito fatto scalpore, in quanto tutti si attendevano che le prime azioni formali del CFCB non potessero che avvenire nella primavera 2015, cioè durante il periodo che porta alla verifica definitiva del rispetto dei parametri del Fair Play Finanziario e alla definizione delle eventuali sanzioni e/o degli accordi transattivi, come accaduto alla fine dello scorso mese di maggio.

In realtà l'equivoco di fondo è pensare che l'attività del CFCB sui Club che partecipano alle competizioni europee 2014/15 parta a gennaio/febbraio 2015, mentre è invece esattamente allo stadio in cui dovrebbe essere.

Se guardiamo questo schema, riferito alla stagione passata, possiamo infatti notare che è composto da vari passaggi:

  • entro il 31 maggio i Club che hanno fatto domanda per l'ottenimento della Licenza UEFA e ritengono di avere buone possibilità di partecipare o sono qualificati, devono fornire alla UEFA il documento (attualmente denominato FS.2014.01) che contiene le informazioni in merito ai risultati di bilancio delle due stagioni precedenti (per quest'anno la 2012 e 2013). Sulla base di tale documentazione il CFCB inizia i propri controlli.
  • entro il 30 giugno, i Club che si sono qualificati per le competizioni UEFA devono produrre l'evidenza di essere in regola con il pagamento dei debiti nei confronti del personale, di altre squadre, dello Stato;
  • nel mese di luglio i Club devono aggiornare le informazioni sui propri risultati economici e finanziari con una previsione di chiusura al 30 giugno. 

A questo punto il CFCB inizia ad operare ed ha gli elementi per effettuare una prima valutazione in merito al rispetto/mancato rispetto del requisito del pareggio di bilancio ("break-even rule") e dell'assenza di debiti scaduti ("no overdue debt") e decidere che gli stessi siano sottoposti a monitoraggio (in questo momento sono in questo stadio un totale di 115 dei 237 Club partecipanti, peraltro), ovvero aprire delle investigazioni formali, come fatto con i 7 Club citati, dando tempo fino a ottobre/novembre per fornire i chiarimenti richiesti.

Ecco, in questo momento siamo esattamente a questo livello del processo di analisi della UEFA. Quello che sta probabilmente accadendo è probabilmente che la UEFA sta alzando il livello di visibilità delle procedure previste, nel senso che nonostante la gravità delle violazioni commesse, l'anno scorso il CFCB non aveva scritto alcunché sui 9 Club che poi hanno firmato gli accordi transattivi a maggio (fra i quali il PSG ed il Manchester City), nonostante le problematiche fossero note e certamente anche in quel caso era stato attivato un processo formale di monitoraggio e/o investigazione.

I passaggi successivi, fra gennaio e aprile sono quelli in cui il CFCB entra nel vivo delle valutazioni fino a giungere, indicativamente nel mese di maggio, all'adozione dei provvedimenti ritenuti necessari (sanzioni, accordi transattivi, ecc.)

Che cosa potrà accadere ora? Le squadre indagate cosa rischiano?

Non è facile rispondere a questa domanda. In linea del tutto teorica queste squadre non hanno ancora formalmente commesso una violazione, perché la decisione finale del CFCB deve ancora proseguire l'iter previsto e, quindi, è attesa per maggio 2015.

Ciononostante il CFCB potrebbe, in presenza di casi eclatanti (es esempio quelli di Roma e Inter che certamente non potranno migliorare la loro posizione con il bilancio al 30.06.2014), iniziare già da ora un percorso di negoziazione teso a giungere più rapidamente e con minori tensioni dell'anno scorso alla definizione nel merito degli accordi transattivi (da formalizzare a tempo debito) anche anticipandone alcuni effetti.

È ad esempio il caso di un possibile parziale blocco dei proventi UEFA che sarebbero di competenza di queste squadre, che come nel caso degli accordi già siglati diventano in parte multe distribuite alle altre squadre ed in parte vengono solamente "congelati" in attesa di verificare se il Club rispetta gli accordi previsti.

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Fonte: Tifosobilanciato.it

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