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Pallotta lascia la Roma? Bufale, critiche e interessi che girano dall'era Di Benedetto

condividi su facebook condividi su twitter Di: Davide Aprilini 15-03-2016 - Ore 13:22

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Pallotta lascia la Roma? Bufale, critiche e interessi che girano dall'era Di Benedetto

News eclatanti, visite e social che impazzano. La nuova, l'ennesima, notizia che James Pallotta sarebbe in procinto di cedere la Roma, spinto da Goldman Sachs qualora il progetto stadio non venisse presentato ufficialmente in regione, è il solito ritornello cantato e ripreso più volte all'interno dell'etere romano, ma più recentemente anche da illustri e rispettabili firme e quotidiani.

Il terrore fu ampiamente diffuso già nel non lontano 2011 quando, appena arrivata la cordata con Thomas Di Benedetto uomo di copertina, si vociferò da subito che gli americani senza introiti se ne sarebbero andati senza troppi scrupoli, lasciando la Roma nel baratro del fallimento. All'epoca il progetto stadio non fu presentato ma solamente annunciato e preannunciato nelle intenzioni. Una simile polemica fu ripresa al termine della prima stagione americana, dove dello stadio neanche l'ombra, e venne lanciato (dai soliti noti) lo slogan "American Straccions", un antipatico epiteto che però trovò successo nelle menti giallorosse adirate ed alterate dai scarsi risultati delle prime stagioni  a stelle e strisce.

L'ERA DI BENEDETTO E IL PASSAGGIO A PALLOTTA - Il 27 Agosto del 2012 Thomas Di Benedetto fu scalzato da James Pallotta, e dopo i proclami del predecessore del bostoniano, arrivarono i fatti proprio dall'attuale patron giallorosso. Dopo due anni di arduo lavoro, tempestato ancora una volta dalle solite voci di un abbandono americano in quanto non si vedevano i risultati e nemmeno il progetto stadio, James Pallotta presentò il progetto stadio con una nota ufficiale di Marzo 2014, dove sottolineò per l'ennesima volta la centralità e l'importanza del progetto riguardante la nuova casa giallorossa: "Lo “Stadio della Roma” è parte centrale della visione e strategia della nuova proprietà del club, che punta a posizionare il club tra i protagonisti assoluti del calcio globale. Accanto al nuovo stadio sorgerà una struttura di altissimo livello che ospiterà gli allenamenti della squadra. Il complesso comprenderà due campi regolamentari, un campo di piccole dimensioni, palestre e strutture di riabilitazione fisica, progettati per garantire al club tutti gli strumenti necessari per competere ai massimi livelli. “Abbiamo lavorato con grande energia e trasparenza negli ultimi due anni, e in particolare negli ultimi mesi, collaborando con il sindaco Marino e la sua amministrazione, cui va il nostro sentito ringraziamento, allo sviluppo di questo progetto avveniristico pensato per i nostri fantastici tifosi, per la società e per il Comune di Roma".

ESTATE 2015, LA PRIMA PIETRA - L'estate scorsa si ebbe la posa di quello che può essere considerato il primo mattone del nuovo Stadio della Roma, il 15 Giugno 2015 la Roma depositò in comune il dossier ufficiale del progetto, verificato e passato all'iter amministrativo della Regione Lazio il 21 Luglio del 2015, come si può constatare attraverso il sito ufficiale del progetto: stadiodellaroma.com. Ma tra il 2014 e il 2015 non si sono placate le solite voci riguardante il fallimento del progetto americano e un loro probabile addio con la mancata nascita della struttura. E senza il bisogno ulteriore di rimarcare le solite speculazioni giornalistiche dettate da forti interessi privati o addirittura politici si arriva all'anno che stiamo vivendo.

2016, ITER IN CORSO, POLITICA E IMPAZIENZA – Nei primi tre mesi del 2016 sono già due i casi in cui si è provato a rimarcare la facile e possibile cessione della Roma in caso di esito negativo del progetto alla Regione Lazio. Come contorno, la caduta di Marino e la necessità di nuove elezioni politiche, dove i fan e cittadini giallorossi di Roma dovranno fare attenzione nel votare, visto che ci sono candidati che senza avere la minima conoscenza del progetto lo hanno già etichettato come 'ecomostro' o peggio 'di inutile interesse'. Ultima e non meno importante nota la merita l'impazienza, sia della piazza, quanto degli avversari. Mentre la prima dà in escandescenza come ormai abitudine alle prime note stonate, i secondi non perdono tempo a rivangare e rimodellare ad arte articoli dal ben diverso significato originale. La realtà dei fatti passa dagli atti ufficiali, non dalle chiacchiere di corridoio né tantomeno dagli interessi dati da appartenenze sociali o politiche.

IL 2016 DI JAMES PALLOTTA, IN ATTESA DEL DOSSIER E DELA REGIONE – Negli ultimi due mesi James Pallotta si è fatto sentire molto, di qui ne derivano le numerose richieste di vederlo e sentirlo sempre più spesso, soprattutto per quanto concerne la questione stadio. "Qualcuno sta cercando di creare problemi", disse nel Febbraio 2016, per poi aggiungere: "Il dossier dovrebbe eessere pronto tra Marzo e Aprile, basta creare problemi". Il ritardo ulteriore è dato per le nuove integrazioni richieste dalla Regione Lazio, che prima di dare il via libera vuole vederci chiaro. Dalla presentazione del dossier ufficiale alla Regione Lazio, l'ente regionale avrà a disposizione 180 giorni per esaminare il progetto nella Conferenza di Servizi decisoria. L'ultima risposta risale alla scorsa mezzanotte: "Non ho mai pensato di vendere il club, né ho mai discusso questa eventualità. La Roma è saldamente mia".

Una cosa è vera, i tempi di costruzione e realizzazione dello Stadio si sono oltremodo allungati anche grazie a polemiche, problemi, richieste e integrazioni nell'investimento di un privato. Pallotta ha sin qui investito, ricapitalizzato e lavorato economicamente per aumentare il brand Roma, troppo per ipotizzare un suo abbandono in caso di esito negativo dalla regione, anche se di comprensibile logica agli occhi di chi si augura uno scenario simile. Ma lo Stadio della Roma resta un'opera che la Capitale non può farsi sfuggire. Altro che ecomostro, arrivano migliorie stradali e posti di lavoro, oltre che una vera e propria casa per tutti noi che amiamo la Roma e che lo sognamo dai tempi di Dino Viola.

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