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Pardo (Mediaset): "Temo che chiudere gli stadi non serva a niente..."

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 08-04-2015 - Ore 12:55

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Pardo (Mediaset):

E perché temo che chiudere gli stadi non serva a niente...

IL RISPETTO: Gli striscioni erano orribili. - Ognuno ha il diritto di vivere un lutto così grande come vuole, senza essere giudicato e senza prese in giro. Antonella Leardi é certamente spesso in tv e sui giornali, ma lo fa per portare un messaggio positivo. Non ha mai pronunciato parole di vendetta. Suo figlio é morto e in attesa che la magistratura ci spieghi cosa é realmente accaduto in quel tragico giorno, questa é l'unica, piena verità e il suo dolore va rispettato. Come quello di tutte le vittime di tutti gli stadi.

LA SENTENZA DI TOSEL - La squalifica della Curva Sud però non ha senso. Punisce gli innocenti: chi é abbonato e quello striscione non l'avrebbe mai scritto, chi quel giorno non c'era proprio (con i biglietti nominativi basta un secondo per scoprirlo) e non potrà andare allo stadio contro l'Atalanta, i giocatori stessi, a cui mancherà il supporto della curva. Di contro finisce per legittimare chi invece quelle cose le ha scritte e oggi si sentirà (a ragione) ancora più potente. In più ci sono i precedenti. In casi analoghi, (cori e striscioni su Superga, Heysel ecc) ci sono state solo lievi sanzioni pecuniarie. Una evidente disparità frutto a mio avviso di un aspetto anche emotivo che rischia di alimentare polemiche e ulteriori divisioni.

IL RUOLO DELLA AS ROMA - Pallotta stavolta non ha aspettato a urlare il suo "fucking idiots". La As Roma si sente parte lesa di tutta questa vicenda. Il 3 maggio Pallotta era a Boston, la squadra in ritiro a Catania davanti al televisore. Sabato scorso, l'ha detto chiaramente il Presidente, non aveva strumenti efficaci. Non poteva far togliere materialmente lo striscione dagli steward (rischi di ordine pubblico) e adesso chiede aiuto alle istituzioni per tutelare i veri tifosi e la squadra. Deve però rimproverarsi due cose: allo stadio serviva un richiamo formale da parte dello speaker (avrebbe costituito attenuante per il giudice sportivo) e più in generale la Roma avrebbe bisogno di comunicare di più e meglio. Manca completamente una figura capace di assumersi davanti all'opinione pubblica il ruolo di portavoce nelle situazioni delicate che troppo spesso si presentano.

CONCLUSIONI - Per me il problema si può risolvere solo punendo i diretti colpevoli, come succede all'estero, invece in Italia si chiudono gli stadi e si impedisce a chi non ha fatto niente di andarci. La responsabilità oggettiva ha fallito. Se chiudere la curva servisse a qualcosa sarebbe un prezzo che pagheremmo tutti volentieri, ma come si é visto negli ultimi anni non é così. Anzi, il tariffario discutibile delle sanzioni rischia di dividere e accendere gli animi, ancora di più. In queste ore sul web si continuano a leggere cose orrende. Invece di concentrarsi sul desiderio di salvare il calcio da Nord a Sud con stadi migliori, più civili e sicuri c'è ancora chi si insulta, in un cortocircuito infinito da perenne "noi contro voi". Come se il dolore e la morte non fossero uguali per tutti.

Fonte: etalia.net

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Alberto 08/04/2015 - Ore 16:25

Come mai il buon Pardo non si è scandalizzato per nulla quando a Bergamo hanno chiuso la Curva Pisani per TRE - TRE mesi dopo i disordini FUORI DALLO STADIO proprio con i romanisti ? Anche a Bergamo ci sono abbonati che hanno qualche diritto. Due pesi, due misure, come sempre.

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