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Premio Scopigno, Sabatini: "Strootman? E' un nostro giocatore e lo aspettiamo. Totti campione intramontabile"

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 02-10-2014 - Ore 17:08

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Premio Scopigno, Sabatini:

Il Comune di Rieti ha ospitato la manifestazione del Premio Scopigno, allenatore del Cagliari campione d'Italia 1969-70. Quest'anno il premio è stato assegnato al direttore sportivo della Roma Walter Sabatini come miglior manager di serie A per la stagione 2013/2014.

La giuria ha deciso che per l’anno 2013/2014 il premio come miglior allenatore di serie A andasse a Rudi Garcia. Il premio come miglior allenatore di Serie B è stato vinto da Maurizio Sarri, tecnico dell'Empoli.

Sabatini si è fermato a parlare con i cronisti presenti alla manifestazione e ha detto: “E’ un premio prestigioso e che voglio condividere con tutta la Roma. la Champions? Noi avevamo già giocato una partita di Champions contro il CSKA, squadra tutt’altro che debole. Siamo andati a Manchester e giocato il nostro calcio. Abbiamo acquistato consapevolezza. Corsa a due Juve-Roma? Spero di no. Vedremo che le altre squadre si avvicineranno e sarà un campionato molto più combattuto di quello scorso. Sull’offerta del Manchester di Van Gaal per Strootman – ha continuato - Sono spifferi che vengono tutti dall’Inghilterra. Strooman è un nostro giocatore importante e aspettiamo che rientri con noi. Infine, su Totti: “Un campione intramontabile, è un giocatore che si è sempre messo al servizio della squadra”.

 

Durante la manifestazione il DS della Roma ha aggiunto: "Grazie a chi ha pensato di conferirmi questo premio e sono orgoglioso di ritiralo e mi è stato dato da una giuria che apprezzo molto, anche a livello umano".


"La mia intima soddisfazione è che lo penso come un premio dedicato alla Roma, non tanto quella pubblica che va in campo ma a quella invisibile fatta da dicine di persone. Senza questa base emozionale difficilmente la Roma otterrebbe questi risultati. Dedico questo premio alla Roma, la Roma che va dal presidente all’ultimo collaboratore".


E’ stato un approccio turbolento quello avuto con la Roma, devo dire che io non risano il balancio ma lo risana Pallotta. La mia con la Roma è stata una storia importante fata anche di errori, scopro giorno dopo giorno i tifosi della città e quanto siano eccezionali. Siamo riusciti ad adeguare le nostre scelte, facendo autocritica, non abbiamo percepito i due anni come fallimentari, aboliamo la parola progetto. Poi abbiamo avuto la fortuna di individuare un allenatore di grande levatura morale e tecnica".

"Credo che la necessità e l’esigenza di una società di calcio sia creare un possibile evento e poi la partita si risolve in 90 minuti. Importante è creare l’aspettativa, uno Juventus-Roma giocata con un’altra classifica avrebbe avuto meno senso, così invece è un grande evento sportivo che entrambe le società hanno lottato per realizzare".

"Roma e Juventus nel campionato inglese lotterebbero per il titolo. Si parla del campionato come un campionato depresso, sono solo dei cicli che favoriscono o meno un determinato paese. Il calcio italiano è sempre stato e continuerà ad essere competitivo".

"Totti non posso descriverlo come calciatore perchè si descrive da solo, la cosa sbaloditiva di questo ragazzo è che ha vissuto da Totti come persona normale. E’ difficile essere Totti per 20 anno e viverla con una semplicità disarmante e questa è una prerogativa che non appartiene a nessun calciatore di nessun’altra epoca".

"La Roma va a Torino con lo stesso spirito e mentalità di Manchester, vogliamo giocare alla pari con tutti e per prevalere e l’idea che il risultato sia possibile. Non è una mia opinione ma scaturisce direttamente dal campo".

 

Fonte: centrosuonosport

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