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Prova di maturità per la Roma

condividi su facebook condividi su twitter Di: Edoardo Bandini 07-03-2016 - Ore 18:34

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Prova di maturità per la Roma

E’ arrivata l’ora della prova di maturità. E’ arrivato il momento di che pasta si è fatti. La Roma che arriva al Santiago Bernabeu è una Roma forte e sicura di  se. Le 7 vittorie consecutive in campionato hanno riportato tranquillità a tutto l’ambiente e quella consapevolezza che si è tornati grandi. La bella vittoria contro la Fiorentina di Paulo Sousa ha confermato che ora per lo scudetto non ci sono solo la Juventus e il Napoli, ma che forse la squadra di Luciano Spalletti è rientrata prepotentemente in questa rincorsa al tricolore. Domani sera però, l’impresa è di quelle difficilissime, ma non impossibile. Perché nulla è impossibile. Infatti la Roma e Spalletti hanno già compiuto insieme questa stessa impresa nella stagione 2007-2008, battendo il Real Madrid sia all’andata sia al ritorno proprio agli ottavi di Champions League. Questa volta però sembrerebbe più difficile. I Blancos hanno vinto 2 a 0 all’andata giocata allo stadio Olimpico. I giallorossi si sono battuti fino alla fine meritando sicuramente qualcosa di più. Vedi i due rigori non fischiati su El Shaarawy e Florenzi.

La squadra scesa in campo era si un pò difensiva ma non rinunciataria, perché con l’attacco dei piccoli ma veloci, la Roma ha creato grandi occasioni da gol, ma che purtroppo non sono state sfruttate a dovere. Al Bernabeu Pjanic e compagni dovranno giocare con serenità perché hanno tutto da guadagnare e nulla da perdere. Bisogna giocare come all’andata, perché i Galacticos hanno sofferto e non poco in alcuni momenti della gara. Quello che i tifosi sperano è che la dea bendata del fato, questa volta, sia dalla parte dei ragazzi di mister Spalletti. Sarebbe però ancora più bello rivedere giocare al Santiago Bernabeu Francesco Totti. Lui nel 2002 in questo  stadio riuscì a far emozionare tutto il pubblico presente. Ma questa è un’altra storia. Il bello del calcio è che non lo si conosce mai abbastanza bene. L’imprese delle squadre sfavorite avvengono proprio quando nessuno se l’aspetta. Ma ora lasciamo la parola al campo e che vinca il migliore.

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