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Qualche curiosità sulla Roma e i ritiri estivi

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 08-07-2015 - Ore 10:50

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Qualche curiosità sulla Roma e i ritiri estivi

“Si può anche tornare a fare un ritiro a Norcia di 30 giorni, ma quello sport ormai non esiste più”. Parole non troppo datate di Walter Sabatini, l’attuale Direttore Sportivo giallorosso, a proposito dell’evoluzione del calcio negli ultimi anni, soprattutto per quanto riguarda le fasi di preparazione estiva.

Sabatini, prima di diventare un abile dirigente, un ritiro a Norcia lo fece davvero. Da calciatore. Correva l’agosto del 1976, l’estroso fantasista di Marsciano si trovò nella quarta Roma targata Nils Liedholm insieme a gente del calibro di Bruno Conti, Sergio Santarini, Loris Boni, Giancarlo De Sisti, Agostino Di Bartolomei, Francesco Rocca, Paolo Conti. All’epoca si prediligeva l’aria salubre dell’alta montagna per incamerare energie, le tournée all’estero erano merce rara e venivano collocate più nei periodi di fine stagione. “Ma oggi per stare al passo con i grandi club è necessario partecipare ai tornei internazionali che vengono organizzati”, sempre dichiarazioni del DS.

Tuttavia, nei primi anni dalla fondazione del club (1927), si preferì ricorrere ai paesi a pochi passi dalla Capitale: Velletri, Bagni di Farfa, Acquapendente, Sora per citarne alcune. La prima volta che si andò fuori dal Lazio risale al 1949: il gruppo allenato da Fulvio Bernardini si trasferì all’Aquila, in Abruzzo, dal 6 agosto al 1 settembre. Poco più di tre settimane di duro lavoro, che però non portò i risultati sperati in Serie A (diciassettesimo posto finale).

La località di montagna che più delle altre ha visto preparare la Roma è Riscone di Brunico: quindici volte, tra gli Anni 70, 80 e 2000. Qui, tra le lande della Val Pusteria, mosse i primi passi pure la formazione dello scudetto del 1982-1983, nonostante una sonora e storica sconfitta con il Trento (3-0) rimediata il 3 agosto ‘82.

Quanto a Pinzolo, dove si trova quest’anno la rosa di Garcia, c’è da dire che non si tratta di un inedito. Il comune a pochi passi da Madonna di Campiglio venne popolato di giallo e rosso nel 1989, con Luigi Radice in panchina. Da lì partì la Roma del Flaminio, che non vinse nulla (si posizionò sesta), ma che ancora oggi viene ricordata come una delle squadre più generose e divertenti della storia romanista.

In Austria, invece, si formò il gruppo tricolore del 2001. Fabio Capello si affidò ai campi di Kapfenberg per dare la prima impronta sullo scudetto, anche se i pezzi da novanta come Gabriel Omar Batistuta, Emerson Ferreira da Rosa e Walter Adrian Samuel si sarebbero uniti alla truppa solo successivamente nel raduno di Trigoria.

Venendo a tempi ancor più recenti, da segnalare la decisione di Luciano Spalletti per le estati 2007 e 2008: il tecnico di Certaldo preferì le mura del centro sportivo “Fulvio Bernardini”. “Qui abbiamo tutti i mezzi necessari per lavorare al meglio. Il caldo? Durante il giorno è un problema che hai pure in montagna, per la notte cercheremo di ovviare con l’aria condizionata”. Il primo anno fu secondo posto e il tricolore lo vinse l’Inter di tanto così. Il successivo andò peggio (sesta posizione) e il preparatore atletico Bertelli ammise alcuni errori: “Abbiamo sbagliato qualche scelta nella preparazione”. Il resto è storia recente: l’ultima sede del ritiro (2014) è stata Bad Waltersdorf, in Austria.

Fonte: asroma.it

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