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Repubblica Ceca-Italia 0-0. Super Buffon, espulso Balo

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 07-06-2013 - Ore 22:40

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Repubblica Ceca-Italia 0-0. Super Buffon, espulso Balo

A Praga contro la Repubblica Ceca brutta prova degli azzurri, mai pericolosi e salvati dalle parate dello juventino. Nella ripresa due gialli in 4' a Supermario. Situazione tranquilla in chiave Brasile 2014

L’Italia pareggia 0-0 a Praga, contro la Repubblica Ceca. Un risultato che va bene, classifica del girone B alla mano, in cui la Nazionale guarda tutti dall’alto in basso. Ma il risultato in chiave qualificazione a Brasile 2014, è stato forse l’unica cosa da salvare della prestazione degli Azzurri. Irriconoscibili. Messi sotto per lunghi tratti da un avversario feroce, come determinazione, ma modesto, in quanto a tecnica. Buffon ha fatto parate ottime, e pure mezzi miracoli. E’ stato il migliore in campo. Tra le note negative di serata c’è pure l’espulsione di Balotelli per doppia ammonizione. Per falli non cattivi, ma gratuiti e ingenui. Insomma, l’Italia sull’aereo per il Brasile, che prenderà domenica sera alle 22.30, destinazione Rio de Janeiro, non si porta certezze recenti come bagaglio a mano. Quelle pesanti, che erano già nella stiva, risalgono allo scorso Europeo, l’ultimo torneo affrontato prima di questa imminente Confederations Cup in cui affronterà Messico, Giappone e Brasile, dal 16 giugno.

ITALIA IN APNEA — Nella prima mezz’ora la pioggia attesa e mai arrivata a Praga si manifesta piuttosto sotto forma di tiri in porta verso Buffon. Che mette su il tergicristallo e non fa passare niente. Para il colpo di testa di Sivok in fuorigioco, il portierone azzurro, bravissimo anche se non conta, e poi, soprattutto, fa muro in uscita bassa su Jiracek, che sta mandando al manicomio Abate e Marchisio. L’Italia fa fatica come una Cinquecento in salite da Giro d’Italia. Eppure è una fuoriserie, sono i risultati dell’era Prandelli a dimostrarlo. Ma i cechi la buttano sul ritmo, sulla voglia matta di fare il colpaccio di fronte ai loro tifosi, e pur senza fare nulla di trascendentale come gioco, dominano. Con Kozak davanti che farebbe a gomitate pure col Diavolo, e un tridente a suo supporto nel quale spicca per tecnica Rosicky che è come il Brunello - se l’annata è buona, il tempo non gli fa male -, i bianchi costringono i vicecampioni d’Europa sulla difensiva. Altro che i 90’ nella metà campo avversaria in cui sperava Prandelli alla vigilia.

LA TEMPESTA SI PLACA — Abate rischia una clamorosa autorete con un ripiegamento fuori equilibrio, e la burrasca passa solo dopo il 30’. Perché la Nazionale sceglie il minor male e abbassa il ritmo, imbastisce un minimo di possesso palla, e così placa gli avversari. Ma Pirlo non ha gambe e per una sera neppure idee, e allora la difesa ceca per gli Azzurri diventa off limits come il Ponte Carlo ai turisti dopo il nubifragio dei giorni scorsi.

DENTRO GIOVINCO — Nel secondo tempo in campo c’è Giovinco, entrato al posto di un deludente El Shaarawy. La gara è bruttina, ma quantomeno equilibrata, ora. Al 15’ un lampo: lancio lungo per Kozak, sul sinistro del lungagnone centravanti di casa Buffon è ancora provvidenziale, di piede. La scena si ripete poco più tardi: stessi protagonisti, il duello lo vince ancora il portiere, stavolta sul destro del laziale. Balotelli viene cacciato dall’arbitro norvegese Moen per doppia ammonizione prima della mezz’ora finale. L’Italia ringrazia pure il palo colpito da Jiracek a botta sicura e il sinistro di Kolar nel recupero, che va fuori di poco. Finisce 0-0. Ma per fare strada in Brasile ci vorrà un’Italia ben diversa.

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