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Ricomincio da quattro

condividi su facebook condividi su twitter Di: Lorenzo Imperiale 28-11-2016 - Ore 11:30

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Ricomincio da quattro

LORENZO IMPERIALE - Il numero 4 è nel destino di questa Roma. E' il numero che più coerentemente si avvicina allo svolgimento di un compito, rappresenta il primo passo per assolverlo. Le caratteristiche di questo numero sarebbero quelle di portare ordine, organizzare e responsabilizzare, mansioni che svolge con più o meno successo Spalletti tutti i giorni a Trigoria e la domenica durante le gare. Questo numero rappresenta una una guida per gli altri, possiede forza di volontà e non è attratto dalle idee bizzarre. La prima serve per rincorrere un avversario troppo più forte di te (almeno sulla carta), ma che ha dimostrato di essere fragile ed umano anch'esso lasciando punti per strada. La seconda riguarda il fatto di pensare solamente allo Scudetto, idea più bizzarra non penso ci possa essere a questo mondo. Spalletti lo sa. La guida lo sa. Il numero 4 invoglia a pensare che sia un'utopia pensare di poter raggiungere la Juventus, la allo stesso tempo invoglia a farlo. Il pensiero è una cosa, i fatti sono un'altra. Una squadra troppo fragile mentalmente, che domina il malcapitato Pescara in un primo tempo dove se i giallorossi fanno 4 gol nessuno può dire nulla, ma che nel secondo sono i romanisti a pensare di essere i malcapitati dentro ad un film già visto, dentro l'ennesima rimonta. Ma così non è stato. Anzi, il tifoso la sera, dopo aver giustamente sbraitato contro la sua squadra per avergli fatto perdere altri anni della sua preziosa vita, guarda la classifica e lo vede. Eccolo li. Ancora una volta il numero 4: 4 gol subiti in più della corazzata bianconera, 4 gol in più segnai più dei marziani di Torino, 4 punti di distanza dagli extraterrestri del calcio.

Si dice che chi è associato al numero 4 utilizza metodi tradizionali e consolidati per risolvere un problema, è meno incline alle novità, più cauto. La sua forza è tratta dalle situazioni stabili, la sua parola d’ordine è concretezza. Su quest'ultimo punto siamo tutti d'accordo: il miglior attacco della Serie A parla da sè, con 33 palle infilate in fondo al sacco che, questo bisogna dirlo, se questa concretezza fosse stata più limata, potevano essere almeno il doppio. Sulla stabilità e la novità non ci siamo. La prima manca palesemente, dato che questa squadra abbiamo visto tutti che non è capace di gestire la gara con un comodo vantaggio di 2 reti. E' una squadra matta, capace di disfare la preziosa tela cucita in solii 4 minuti di gioco. La novità nemmeno, o meglio in piccola parte si: ieri ogni tifoso ha pensato "ecco, ora fanno il 3-3 e addio sogni di gloria, è la solita Roma". Non è una novità quindi sprecare le occasion per giocatori e tifosi della Roma vedersi sfuggire occasioni così ghiotte. ieri invece una sorta di cambiamento c'è stato. Non abbastanza per far storcere la bocca a molti, ma c'è stato. 

Se queste qualità non fossero così precise come descritto, per chi ha un 4 nel destino è consigliato l’esercizio del radicamento. Qualità che sicuramente non manca a Daniele De Rossi, romano e romanista, radicato con squadra, società e tifosi ormai da anni e che ieri ha toccato quota quattro(cento) con la squadra del suo cuore. Il quattro è nel suo destino, è nel destino della Roma.

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