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Roma 3 punti, ma che fatica!

condividi su facebook condividi su twitter Di: Massimo De Caridi 14-09-2014 - Ore 12:15

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Roma 3 punti, ma che fatica!

Contavano i 3 punti e la Roma li porta a casa. Rudi Garcia mette in campo un attacco sperimentale con Florenzi, Destro e Ljajic ma con il resto della squadra che dovrebbe invece giocare il maggior numero di partite. Il risultato è una formazione che arriva sino alla trequarti dell’Empoli abbastanza facilmente e poi si perde in un bicchiere d’acqua. L’inizio di partita è molto stentato e la prima occasione è dell’Empoli: Verdi non aggancia un pallone invitante in area di rigore ed a pochi passi da De Sanctis. Poi la Roma si scioglie un po’ dal torpore d’inizio gara e grazie alla corsia di destra Maicon-Florenzi crea un paio di occasioni pericolose, prima col centrocampista romano che si vede respingere il tiro dal limite dall’estremo difensore toscano e successivamente, il brasiliano che mette in mezzo un pallone invitante ma con 2 romanisti troppo vicini alla porta empolese per poter arrivare sulla sfera. A quel punto, tutta la Roma comincia a crescere e le occasioni si susseguono. Prima un’azione arrembante dei giallorossi porta Maicon davanti a Sepe ma riesce solo a prendere il palo, sulla ribattuta interviene Pjanic che tira  a botta sicura e colpisce il braccio di Tonelli ma per Gervasoni non è rigore. L’ultima azione degna di nota prima del gol partita di Nainggolan è di Cole che si fa vedere in avanti ma dopo una buona progressione sulla sinistra, decide di passare indietro il pallone anziché crossare permettendo ai toscani di recuperare palla.

Quando ormai si pensava che il primo tempo sarebbe finito a reti inviolate, l’ex centrocampista del Cagliari lascia partire un tiro a filo d’erba che si stampa sul palo e colpisce prima la testa e poi la schiena di Sepe e termina in gol. Nainggolan ha sicuramente cercato la rete ma bisogna ammettere che la sorte ha sorriso ai giallorossi. La ripresa inizia con un cambio precauzionale tra i romanisti: fuori Castan, reduce da un infortunio e dentro Astori, che così può dare continuità alle buone prestazioni fornite all’esordio con la Roma a fine agosto e nelle 2 partite della nazionale di Conte. Al suo fianco gioca Kostas Manolas, che da queste parti ha il duro compito di sostituire il miglior difensore dello scorso campionato e che invece sembra esser un veterano sia della serie A e sia all’interno della squadra di Garcia. Il greco è sempre puntuale, pulito nell’anticipo e duro nei contrasti. Probabilmente, non ha ancora la sicurezza che aveva Benatia né la sua eleganza nell’uscire palla al piede ma certo in questi 2 incontri la Roma non ha sofferto la mancanza del marocchino. Sulla fascia sinistra forse il più grosso punto interrogativo del mercato romanista: Cole sarà ancora quello degli splendidi anni di Arsenal e Chelsea o è venuto a Roma in gita? Nella gara d’esordio non aveva fatto cose spettacolari ma una sufficiente certamente, contro l’Empoli invece sono state più le cose negative di quelle positive sia in fase di possesso palla, rischiando troppo il dribbling in zone del campo pericolose e sia in fase di non possesso quando lasciava troppi metri di spazio agli avversari, vedendo superato in diverse circostanze. Dall’altra parte, sua maestà Maicon.

Chiunque avesse avuto minimamente un dubbio sul brasiliano, al Castellani non ha potuto far altro che ammirare l’ex terzino dell’Inter in tutto il suo splendore. La forza fisica e la sua tecnica non le scopriamo certo oggi ma si pensava che dopo il mondiale, per di più finito molto male per il Brasile, Maicon potesse aver perso le motivazioni. Da non dimenticare anche che c’è un contratto in scadenza e che andrebbe ridiscusso e poi la vicenda del suo allontanamento dalla Selecao non trasmettevano segnali incoraggianti. Il campo parla per Maicon: nella partita del suo esordio stagionale, ha macinato chilometri, messo in mezzo decine di pallone, recuperato palloni in ogni zona del campo, mostrato grande classe negli scambi coi compagni e nelle chiusure difensive ed in più è andato vicino al gol 2 volte. Proprio quest’ultimo aspetto è forse l’unico neo in una partita esemplare del brasiliano: nella prima circostanza, riesce a prendere il palo quando era più facile prendere lo specchio della porta e nella ripresa, cerca il pallonetto a tu per tu con il portiere dell’Empoli ma facendosi respingere il pallone. L’ultimo episodio poteva costare caro alla Roma che da lì in poi ha sofferto moltissimo sino al fischio finale pure se De Sanctis ha dovuto fare solo una parata determinante su un tiro dai 25 metri. A centrocampo luci ed ombre. Il faro della zona mediana è senz’altro Nainggolan. Il belga migliora di partita in partita e più gioca e più sembra forte non solo nei contrasti e nelle chiusure, dove eccelle ma anche in fase di regia. Si sostituisce a Strootman in ogni aspetto anche con altre caratteristiche. Discontinua la prova di De Rossi: alterna cose molto pregevoli come serpentine spettacolari anche se rischiose o recupera in tackle in puro stile Premier a passaggi sbagliati che fanno partire in contropiede avversarie, nel complesso discreta la sua prova può fare molto meglio. L’ombra del centrocampo è certamente Pjanic. Il bosniaco è reduce da una serataccia con la sua nazionale dove si è sentito in colpa per la sconfitta casalinga contro poiché responsabile della mancata trasformazione di un calcio di rigore. Fisicamente stava bene ma si vedeva che era meno lucido del solito. Davanti Garcia ha rivoluzionato tutto ed i meccanismi forse andavano oliati meglio. Florenzi è certamente il più positivo dei 3 ma soprattutto per il dinamismo che mette nel match anche se commette un numero eccessivo di errori tecnici e sbaglia molti cross. Destro non ha molti palloni giocabili ed è avulso dalla manovra, pur impegnandosi moltissimo Ljajic è apatico, svogliato ed esce dal campo dopo 80’ dove non ha fatto vedere nulla, con il pubblico romanista diviso tra lo fischiava e chi lo incoraggiava. Tardivo il cambio con Gervinho. Garcia ha ottenuto ciò che voleva: far riposare il tridente titolare per la Champions e portare a casa i 3 punti ma la fatica fatta per ottenerli è stata eccessiva e su questo bisognerà ragionarci.

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