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Roma, l'imprevedibilità come marchio di fabbrica. O arma a doppio taglio

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 11-09-2015 - Ore 19:10

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Roma, l'imprevedibilità come marchio di fabbrica. O arma a doppio taglio

Multiforme, versatile, ma anche senza punti di riferimento: l'imprevedibilità tattica, nel calcio, può essere una carta in più nel mazzo a disposizione di un allenatore come una palla al suo piede, a seconda del momento che si vive e della possibilità che l'effetto sorpresa si riveli o meno un'arma a doppio taglio. Di certo, è questa il marchio di fabbrica scelto da Rudi Garcia per la sua Roma: lo ha chiarito lo stesso allenatore francese, negando l'esistenza di una squadra tipo in vista della sfida contro il Frosinone. 4-3-3, 4-3-1-2 o 4-2-3-1: dalla cintola in su, tutto può essere; ma anche sotto, visto che Wojciech Szczesny sembra aver conquistato il posto da titolare, ma con Morgan De Sanctis pronto alle sue spalle certezze non ve ne sono. A centrocampo, difficile ipotizzare una linea che non sia a tre, pena l'arretramento di De Rossi in difesa: peraltro, in un centrocampo a due Miralem Pjanic sarebbe di troppo e verrebbe comunque spostato sulla trequarti. Da qui in poi, l'unica sicurezza parla bosniaco: Edin Dzeko, pronto a vedere un nugolo di attaccanti tecnici e più o meno rapidi ruotare attorno a sé. Mohamed Salah pare aver già convinto l'ex tecnico del Lille, Iago Falqué dovrà sgomitare ancora per dare battaglia a Gervinho e Juan Manuel Iturbe. Senza dimenticare, ovviamente, Francesco Totti: è sempre troppo presto perché l'ottavo re di Roma lasci il suo scettro. Imprevedibilità tattica, croce o delizia, comunque nuovo leit-motiv giallorosso, per sorprendere gli avversari e cercare di non rimanere sorpresi da sé stessi.

Fonte: Ivan Cardia- TMW

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