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Roma, non chiamatela favorita

condividi su facebook condividi su twitter Di: Federico Paolini 22-04-2013 - Ore 11:19

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Roma, non chiamatela favorita

E' successo a Palermo, stava per succedere a San Siro e poi ieri, un pareggio contro il Pescara ultimo in classifica. 

E' palese la difficoltà della squadra di Andreazzoli ad affrontare impegni apparentemente facili. Se è vero che le squadre materasso non esistono nel nostro campionato, è anche vero che una rosa con le qualità tecniche della Roma non può trovare tutte queste difficoltà, in tante partite, contro avversari inferiori. 

Il risultato di ieri è ancora più clamoroso, se consideriamo che la squadra abbruzzese ha ormai mollato per il discorso salvezza. La Roma del primo tempo è stata quantomeno irritante, con un giro palla lento senza quasi mai verticalizzare. Nel secondo è andata meglio, con l'inserimento di Destro, ma non si è andati oltre l'uno a uno. 

Troppo fermo Osvaldo, troppo lenti nelle giocate De Rossi e Pjanic, fuori posizione Torosidis a sinistra. E se ci si mette anche Marquinhos, colpevole sul gol di Caprari, si capisce che non è proprio giornata. 

Aldilà del discorso tecnico-tattico, però, la Roma la partita l'ha sbagliata con la testa. C'è questa tendenza, involontaria quasi fosse una malattia, ad affrontare alcune partite con l'indolenza dei presunti fenomeni.

E' un discorso che rientra in cose già dette, alla Roma manca il carattere e la mentalità vincente, che solo l'allenatore e la società possono trasmettere. E' un vero peccato vedere una squadra di tali qualità, fare figuracce sui campi più improbabili o contro avversari ormai retrocessi.

Ci vuole una scossa per la prossima stagione, perchè dopo due anni a questi livelli, il "progetto" sta perdendo credibilità.

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