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Roma, pari contro il City in trasferta grazie alla leggenda Totti

condividi su facebook condividi su twitter Di: Massimo De Caridi 01-10-2014 - Ore 14:00

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Roma, pari contro il City in trasferta grazie alla leggenda Totti

La leggenda di Francesco Totti non tramonta mai. La stampa inglese ne aveva cantato le gesta nei giorni scorsi e puntualmente, il capitano ha regalato un’altra perla del suo vasto repertorio. E’ vero, la Roma non ha vinto neanche stavolta in Inghilterra, secondo pareggio in 8 gare ma ha giocato alla pari contro il Manchester City, una delle squadre più importanti del panorama europeo. L’inizio è stato molto difficile, dopo meno di 4’, gli uomini di Garcia sono già sotto poiché l’arbitro olandese Kuipers assegna un calcio di rigore che in Italia spesso non concedono ma in Champions League è la norma. Il cross di David Silva per il Kun Aguero è decisamente invitante e Maicon, per non farlo tirare indisturbato, lo sposta in maniera non plateale ma l’argentino accentua il fallo, cadendo. Il direttore di gara fischia immediatamente la massima punizione, ammonendo il romanista, poiché non era una chiara occasione da gol. I giallorossi non si perdono d’animo ed anzi cominciano a giocare come svegliati da una doccia gelata. Lo stesso Maicon medita la rivincita e cerca di farsi perdonare, quando riceve un cioccolato da Totti e scarica un tiro potente che si stampa sulla traversa per poi scendere a pochi passi da Cole, che non può intervenire per il tap-in. La Roma fa la partita ed il City si difende, sembra quasi un incontro del campionato italiano e gli uomini di Garcia non si fanno cogliere impreparati ed anzi giocano esattamente come in Italia. Possesso palla e manovra avvolgente: questa è l’idea tattica di Rudi Garcia per superiore la doppia barriera dei Citizens, più impauriti che alla ricerca della seconda rete. Dzeko ed Aguero non trovano sbocchi e devono arretrare molto il loro raggio di azione per avere palloni giocabili. L’unico che tenta di creare gioco è David Silva, folletto mancino tuttofare che provoca un po’ di scompiglio nella difesa ospite. Manolas e Yanga Mbiwa non sembrano esser alla terza partita insieme ma una coppia collaudata negli anni. Quando la formazione di Pellegrini si affaccia nella trequarti romanista, il greco ed il centroafricano escono a turno a disturbare il portatore di palla, aiutati da un sontuoso Keita. Il maliano si piazza davanti alla difesa ed amministra palloni con eleganza, saggezza ed una serenità che sono proprie di fenomeni del calcio come Xavi e Pirlo. La corsia difensiva di sinistra è stata molto criticata, soprattutto quando in campo c’è Ashley Cole. Garcia, scherzando, ha detto nelle interviste post-gara che l’inglese ha sentito l’aria di casa ma la sua prestazione è stata in linea con la carriera straordinaria di questo calciatore. La pressione e la voglia di dare giudizi sommari è forse il difetto maggiore della Capitale italiana, che aveva già bollato l’ex Chelsea come un calciatore finito buono al massimo per Major League. Pellegrini ha dovuto addirittura sostituire Jesus Navas, vista la manifesta superiorità del terzino romanista e nonostante Milner sia un ottimo giocatore, ha fatto poco meglio dello spagnolo. A centrocampo, oltre al professor Keita, la Roma è scesa in campo ancora una volta con Nainggolan e Pjanic, giocatori eccelsi ma che continuano a non fermarsi mai. La prova dei 2 è stata ottima: il belga ha fornito l’assist del pareggio a capitan Totti mentre il bosniaco è stato pericoloso sia con tiri da fuori che in area di rigore ma anche grazie ad alcuni ricami di alta scuola. Davanti, Gervinho si è dato molto da fare ed in quelle rare occasioni in cui è riuscito a partire, ha creato grossi grattacapi nella difesa del City. La prova dell’ivoriano è stata la meno brillante della sua squadra ma comunque di sacrificio. L’altro esterno offensivo era Florenzi, reduce dal primo gol nella partita contro il Verona. La duttilità tattica, il dinamismo e l’aiuto in copertura quando Maicon veniva avanti, sono state utilissime e Florenzi può dirsi più che soddisfatto per la sua prestazione. Dulcis in fundo, La Leggenda. Francesco Totti ha da poco compiuto 38 anni e la sua rete gli permette di diventare il giocatore più anziano ad aver segnato in Champions League da quando questa manifestazione ha cambiato nome. In generale, solo Puskas ha realizzato un gol in età più avanzata ma solo di pochi mesi, chissà che Totti non possa superare anche l’ex stella del Real Madrid. Il gol della Roma arriva al 23’: Keita a centrocampo riceve palla, si libera di un avversario, passa il pallone centralmente a Nainggolan con un tocco di esterno pregevolissimo, il belga di prima intenzione e col contagiri serve la sfera a Totti, che parte da posizione regolare, a quel punto il capitano della Roma ha davanti solo Hart, che scivola ma riesce ad arrivare in tempo per coprire praticamente tutto lo specchio della porta. Totti trova l’unico spicchio di porta che il portiere della Nazionale inglese non è riuscito a coprire e lo buca con un pallonetto meraviglioso che finisce sul secondo palo senza che nessun difensore del City riesca ad impedirlo. La Roma gioca 70’ di calcio bellissimo in una terra per lei sempre ostile e solo nei minuti finali soffre sia per stanchezza e sia perché i centrocampisti continuano a non avere ricambi. Brava Roma, il cammino è lungo ma con un Totti così, sognare di passare il girone non è proibito.

Fonte: Massimo De Caridi

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