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Roma rediviva

condividi su facebook condividi su twitter Di: Edoardo Bandini 17-03-2016 - Ore 18:24

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Roma rediviva

Quest’anno il Campionato di Serie A è stato alquanto schizofrenico. Caratterizzato da tante novità e sorprese, come il bel gioco espresso dalla Fiorentina di Paulo Sousa, l’ottimo impatto su una grande  panchina di Maurizio Sarri e il crollo dell’Hellas Verona. Ci sono state anche tante conferme, come quelle del Sassuolo e dell’Empoli, ma soprattutto tante rinascite. Quella della Juventus che con le 15 vittorie consecutive si è rilanciata per la corsa allo scudetto, o quella del Bologna che grazie all’arrivo di Roberto Donadoni ha risalito la classifica salvandosi con molto anticipo. La Roma di Luciano Spalletti è riuscita a fare una grande remuntada, che forse ha lasciato l’amaro in bocca. Grazie al tecnico toscano la squadra è ritornata nelle zone alte della classifica che le competono e si è fatta rispettare, anche se è stata eliminata,  nell’ottavo di finale di Champions League contro il Real Madrid. La Roma è risorta dalle ceneri come una fenice, esprimendo a tratti un ottimo gioco e ritrovando fiducia nei propri mezzi. Adesso la squadra capitolina ha una striscia aperta di ben 8 vittorie consecutive, che di certo tutto l’ambiente spera non finisca troppo presto. Questa rinascita giallorossa lascia l’amaro in bocca ai tifosi, perché se la dirigenza avesse esonerato prima Rudi Garcia, adesso si sarebbero potuti avere quei 4-5 punti in più che avrebbero inserito anche la Roma nella lotta scudetto.

Anche se il Campionato è ancora tutto aperto e si deciderà proprio con  quattro delle nove partite che aspettano i giallorossi da qui a fine campionato. Questi scontri diretti sanciranno i verdetti finali di ogni squadra che occupa la parte sinistra di classifica. Si parte subito nel weekend con lo scontro diretto per il terzo posto contro l’Inter. Dopo la sosta della Nazionale Italiana ci sarà il derby contro la Lazio e poi il 25 Aprile arriverà all’Olimpico il Napoli. Infine all’ultima giornata in quel di San Siro la partita con il Milan. La Roma però deve pensare partita dopo partita e adesso c’è solo la squadra di Roberto Mancini. Batterla vuol dire assicurarsi quasi sicuramente il terzo posto, così a fine Aprile, in caso di vittoria, la squadra romana giocherà alla pari con il Napoli. Per entrambe le squadre sarebbe importantissimo qualificarsi direttamente per la fase a gironi della Champions League. Tra il secondo e il terzo posto c’è un abisso, soprattutto perché influenza il mercato estivo. Anche se questo alla fine è un problema di lusso. Nelle ultime settimane la squadra che ha avuto la forma migliore è stata proprio quella di Spalletti, che ha avuto il merito di far ritornare ai giocatori la voglia di correre e di sacrificarsi per la squadra. Alcuni giocatori erano entrati in un tunnel, ma con l’arrivo dell’allenatore di Certaldo sono riusciti ad uscirci e a tornare più forti di prima. Salah non abbassa più la testa e non corre solo in attacco. Adesso serve i compagni con assist perfetti e torna in difesa a dare una mano. Dzeko piano piano sta tornando cinico e sta dimostrando grande orgoglio. Szczesny è ritornato il portiere affidabile di inizio anno. Anche gli acquisti gennaio si sono rialzati dopo periodi non proprio esaltanti. Vedi El Shaarawy l’emblema di chi si è rilanciato con professionalità rimettendosi in discussione. Ma anche Perotti, che ha smesso di prendere ammonizioni o lunghe espulsioni, sempre più utile come centravanti di manovra. Infatti il mister toscano è riuscito a far cambiare la mentalità a tutta la squadra, ha riportato a Trigoria una mentalità vincente. Fin da subito ha fatto vedere e capire che è la testa la cosa più importante.

Uno degli episodi che evidenzia ciò è stato quello allo Juventus Stadium, quando Florenzi è stato cambiato nel corso del secondo tempo. Spalletti  l’ha aspettato a bordo campo per fargli una bella lavata di capo, dicendogli: “In campo non si parla, si gioca!”. Alessandro da quell’episodio ha capito molte cose sul suo nuovo allenatore e che deve avere i cosiddetti atteggiamenti giusti. Nello spogliatoio è tornata la serenità, i giocatori si rispettano reciprocamente. Lo dimostra il fatto che nell’ultima partita contro l’Udinese Keita, in mancanza di Totti e De Rossi, sarebbe dovuto essere il capitano ma ha lasciato la fascia a Florenzi. Il maliano ha capito la potenzialità del numero 24 sia come giocatore che come persona. Questo fatto ricorda molto quello che successe un paio di anni fa fra Aldair e Totti. La rinascita della Roma è forse arrivata un po’ tardi, però l’importante è che sia arrivata! Perché in un campionato così pazzo, dove nessuna partita è scontata, la migliore cosa che potesse capitare alla squadra di Pallotta è stata proprio l’arrivo di Luciano Spalletti. 

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