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Rosella Sensi: "Ai nostri tempi non c’erano ancora i Social Network - a volte è meglio credere alle favole che alla verità"

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 25-06-2013 - Ore 12:57

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Rosella Sensi:

L'ex presidente della AS Roma Rosella Sensi è intervenuta stamani, all'interno della trasmissione radiofonica "Te la do io Tokyo". Ecco le sue parole:

“Vorrei salutare il presidente e conoscerlo per raccontargli 18 anni di Roma. Ai nostri tempi non c’erano ancora i Social Network, ma a lui posso dire che mio padre Franco ha messo in pedi la piattaforma Stream. Noi ci siamo più dedicati alla parte tecnica ed i risultati si sono in gran parte visti. Auguro a Pallotta di riportare la Roma a qui livelli di risultato e di appartenenza, e questo lo dico come semplice tifosa della Roma”

“La curva? Non è quella che conoscevo io. Il presidente della Roma deve essere in grado di subire a volte, anche gli insulti. Deve fare da ombrello alla squadra, recepire le sensazioni dei tifosi sparsi per il mondo. Vedere quella curva mi lì viene tristezza, la preferivo quando mi insultavano. Non sto incitando all’insulto, però una curva che esulta e che si arrabbia fa parte del tifo romanista”

“Mai schiavi del risultato? Mio padre era schiavo del risultato, quando si perdeva, la sera non si cenava. Quando si è tifosi si è un po’ dipendenti dal risultato. Che si parli di Franco Sensi che non ha fatto nulla e non aveva rapporto con i tifosi mi dispiace perchè lui era lì, in mezzo ai tifosi ed era un grande tifoso. Perchè si dicono queste cose? Non giovano al presidente Pallotta”.

Totti? Fategli firmare un nuovo contratto, non fatelo andar via. 5 anni fa quando glielo feci firmare io, venni presa di mira. Ha dimostrato di essere in gran forma, io lo terrei stretto. Perderlo significherebbe perdere l’ultimo simbolo di un calcio che, al mondo non c’è più. De Rossi? Io non l’ho perso. All’epoca mi fecero un’offerta straordinariamente alta, decisamente superiore ai 50 milioni. Alcuni mi dicono che sono stata una sciocca, io credo di no e me ne assumo le responsabilità. Quando si fa un mestiere del genere bisogna essere estremamente razionali ed estremamente innamorati di quello che si fa perchè fare il presidente della Roma è una cosa unica. Speriamo di tornare a vincere perchè è una cosa che ci cambia la quotidianità”.

“Quando parlo di affabulatori, parlo di persone che raccontano favole come ai bambini perchè i bambini vogliono sentire le favole. Se ci sono affabulatori o bambini in giro, io non posso farci niente, a volte è meglio credere alle favole che alla verità”

Pradè? E’ un grande conoscitore di calcio. Noi avevamo una squadra eccezionale con Bruno Conti, Cristina Mazzoleni, Vito Scala. Daniele è un conoscitore di calcio pazzesco, un grandissimo esperto e una persona perbene oltre che grande tifoso della Roma. Credo che le sue prestazioni alla Fiorentina lo abbiano dimostrato. Se stava alla Roma era meglio ma sono contenta per lui”.

“Sull’acquisizione della Roma? C’è tanto e poco da dire, rimanderemo a momenti più felici, per adesso vorrei vedere la Roma vincere”.

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