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Selfie e polemiche, Roma-Lazio non finisce mai- Il punto

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 13-01-2015 - Ore 16:29

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Selfie e polemiche, Roma-Lazio non finisce mai- Il punto

Dopo il selfie di Francesco Totti arrivano le scommesse, le repliche, i tweet, gli sfottò e le controrepliche. E il derby tra Roma e Lazio non finisce mai. A 48 ore dalla partita pareggiata 2-2 all'Olimpico, il duello si è spostato sul piano dialettico. In campo, stavolta, non i giocatori ma i dirigenti. Claudio Lotito, presidente della Lazio, ha iniziato i tempi supplementari lunedì con le dichiarazioni a 'Un giorno da pecorà: «Lo scudetto andrà alla Juve, ci scommetto la mia presidenza. Il selfie di Totti è stato inopportuno», ha detto in sostanza il numero 1 biancoceleste. La risposta di James Pallotta, presidente della Roma, è stata affidata al profilo Twitter del club di Trigoria: «È un peccato come Lotito commenti Totti. È stato un gran momento ma avrei quasi preferito un suo selfie con la sua faccia sul gol», ha detto il presidente in un messaggio riportato in inglese e in italiano. Tutto finito? Macché. Al Coni, per un convegno sulla giustizia sportiva, si sono ritrovati Lotito e Mauro Baldissoni, direttore generale della Roma. Il dirigente giallorosso, sollecitato dai cronisti, ha piazzato un'altra stoccata: «Scommetto sullo scudetto? No, no, alla Lazio sono esperti di scommesse... noi non ce ne intendiamo», ha detto. 

«C'è il rischio che se» Lotito «si gioca la presidenza anche i tifosi della Lazio faranno il tifo per la Roma», ha aggiunto facendo riferimento al rapporto non sempre idilliaco tra il popolo biancoceleste e il numero 1 della società. A stretto giro, e a pochi km di distanza dal Foro Italico, nuovo messaggio biancoceleste. In maniera interlocutoria, ai microfoni di Sky Sport, ha preso la parola Stefano De Martino, responsabile della comunicazione della Lazio. «La battuta del presidente Lotito era diretta ad un interlocutore in studio. Il derby si sa, è anche sfottò, ma quando rimane in un certo alveo. Non mi soffermo sulle dichiarazioni di Baldissoni perché, se ci sarà un commento, sarà da parte della presidenza», ha detto. E il commento, alla fine, è arrivato. «Baldissoni ha detto che siamo esperti nel campo delle scommesse? Non voglio fare polemiche, ma vorrei dirgli di non perdere tempo dietro a queste cose e di dedicarsi invece a tenere in ordine i conti della propria società», ha detto Lotito, spostando il mirino sulla situazione finanziaria dei cugini. «Se vuole può venire a Formello -ha aggiunto- così gli facciamo vedere le scommesse vinte ai fini del risanamento e dell'efficienza della Lazio». 

Inevitabile una nuova riflessione sul selfie tottiano, ritenuto «inopportuno in quel contesto e in quel momento, tanto è vero che dopo ci sono stati dei problemi di ordine pubblico. Immaginate adesso cosa può capitare dalla prossima giornata se ognuno fa la stessa cosa. Il telefonino innanzitutto non può essere detenuto all'interno del recinto del campo, quindi è motivo di sanzione, ma adesso se ricapiterà cosa accadrà? Sarà sanzionato come comportamento oppure no? Se verrà sanzionato vorrà dire che ci sarà una disparità di trattamento». «Quello che io chiedo alle persone che hanno un alto tasso mediatico -ha proseguito il presidente- è di avere il senso della responsabilità dei propri comportamenti nei momenti opportuni. E avrei detto le stesse cose a un calciatore della Lazio, ma un mio giocatore non lo avrebbe mai fatto perché è educato e ha rispetto dei valori». A ridimensionare il 'caso multimedialè ha provato, alla fine, il presidente del Coni. «Non ho capito se, quella cosa, Totti l'ha decisa sul momento o fosse programmata, ma mi è sembrato un gesto molto divertente e innocente», ha detto Giovanni Malagò

«Tra l'altro ho visto che i tifosi delle altre squadre, anche quelli della Lazio ci hanno ricamato sopra ed è stato anche quello molto divertente -ha aggiunto il numero uno dello sport italiano a margine della Giunta Coni-. Ha dato spazio a quello sfottò sano che è il sale del calcio». «Secondo me è uno spot che va oltre a una partita cittadina, uno spot per il calcio», ha detto ancora Malagò, che dopo la stracittadina ha sentito il capitano della Roma. «A 38 anni, con la carriera che tutti conosciamo, è una di quelle cose che fanno vendere in assoluto più biglietti al campionato italiano, perché le persone vogliono vedere all'estero le nostre partite. Uno come Francesco è una pubblicità in positivo, come lo sono stati Del Piero, Maldini e Zanetti». 

Fonte: Adnkronos

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