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Si arrabbi, Presidente

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 06-06-2013 - Ore 11:46

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Si arrabbi, Presidente

di Marzio Gestra - L’ultima volta che un presidente della Roma si arrabbiò sul serio fu Franco Sensi. La Lazio aveva appena vinto lo scudetto, si era in pieno anno giubilare e Roma per una volta ancora era l’ombelico del mondo. Neanche il tempo di digerire la vittoria festeggiata dall’altra parte del Tevere e già a Trigoria tremavano le pareti, scosse dalle urla di rabbia di un presidente che non aveva altro verbo che vincere. Non gli interessava come o quanto sarebbe costato e allora sbattuti ripetutamente i pugni sulla scrivania tuonò: “voglio il meglio, non alternative, ma il meglio” . I  suoi collaboratori non capivano e forse pensarono “il presidente è impazzito” invece no, era lucidissimo il presidente nella sua disamina e la sua soluzione aveva una sola risposta: Fabio Capello, il migliore allenatore del momento, un vincente, ma che nessuno avrebbe mai accostato alla panchina giallorossa. Invece una chiacchierata col ribollente presidente giallorosso ed ecco fatto, contratto firmato e la promessa, poi mantenuta, di far trovare a a Trigoria Batistuta, Samuel ed Emerson all’arrivo di don Fabio come regali di nozze. Una pedina per reparto, l’attaccante più forte del mondo, il pensatore del Brasile e un muro argentino da issare davanti al proprio portiere. Il resto è storia, conosciuta più o meno da tutti: la Roma fa una cavalcata impressionante, prima dall’inizio alla fine e la certezza di aver formato un gruppo che di li ai prossimi dieci anni sarebbe rimasto ai vertici del calcio mondiale. 

Beh, oggi la Lazio non ha vinto lo scudetto, non ci sarà il Giubileo e forse il signor James Pallotta non sarà così passionale come il presidente Franco, ma è arrivato il momento di sbattere i pugni sulla scrivania, che sia quella di Boston o che lo faccia a Trigoria la strada gli è stata tracciata qualche anno fa da un uomo che ha venduto ed ipotecato un patrimonio per portare la Roma ai vertici del calcio mondiale.

Non chiediamo al magnate americato di andare in bolletta per la Roma, anche se magari un vero tifoso non ci penserebbe su due volte, ma che si arrabbi si. E allora se dovesse chiedersi chi potrebbe essere l’allenatore da chiamare, il Capello del momento insomma, la risposta verrebbe facile quasi a tutti. La strada porterebbe agilmente  al nome di Carlo Ancelotti. L’allenatore in carica al PSG non ha mai nascosto l’eterno amore per la sua Roma. Si, è vero, pare che si stia accasando al Real Madrid e allora perché dovrebbe venire a Roma? Lo dicevano anche al presidente Sensi: “presidente Capello? Ma non verrà mai a Roma…”, “presidente ma Batistuta? Ha trent’anni e costa sessanta miliardi” eppure ha avuto ragione il presidente.  Perché se vinci hai sempre ragione.

Mancini è un grande allenatore, ma portare Ancelotti a Roma sarebbe la medicina giusta per guarire tutti i mali e se al buon Carlo gli consegni una Roma con due tre pedine alla Batistuta allora forse si che potremmo tornare nell’Olimpo del calcio dove la Roma dovrebbe stare.

Nella realtà sono mille le difficoltà per portare Ancelotti a Roma, ma sognare non costa nulla. Proviamo a immaginare: Carletto (come lo chiamava papà) in panchina, un grande difensore, una punta di livello mondiale.  Perché non il piccolo gioiellino ex Pescara Marco Verratti, perfetto per prendere per mano la barra di comando e far veleggiare questa squadra nei mari che più le competono. Sperando che il vento torni a soffiare  benevolo.

Si arrabbi presidente. Si arrabbi…per favore.

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M48 07/06/2013 - Ore 09:53

ma magari.

franky asr 06/06/2013 - Ore 15:01

non sarebbe male ancelotti tutto giusto

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