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Sport & Economia: nasce Gea Tutor per accompagnare gli atleti nel futuro del dopo-agonismo

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 22-01-2014 - Ore 15:11

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Sport & Economia: nasce Gea Tutor per accompagnare gli atleti nel futuro del dopo-agonismo

Un percorso di accompagnamento al post carriera per sportivi alla ricerca di nuove strade: questo vuole essere Gea Tutor, presentato questa mattina a Roma nella cornice della sala del Cenacolo, nel complesso di vicolo Valdina della Camera dei Deputati.

Il Gea Tutor, spiega una nota, viene proposto come una delle possibili soluzioni ad un problema molto sentito tra gli
atleti, che spesso si ritrovano negli ultimi anni della loro carriera senza avere idee chiare su come gestire la transizione dall’attività sportiva al dopo agonismo. Un team di professionisti, coordinato dal coach e team project Giancarlo Marchetti, li accompagnerà passo dopo passo in un ciclo di incontri personalizzato a domicilio, istruendoli nella maniera più semplice e completa in tutti gli ambiti: dalla programmazione dell’uso delle proprie risorse economiche, dalla presa di coscienza della propria situazione fisiatrica a quella nell'ambito famigliare.

A far gli onori di casa l’onorevole Valentina Vezzali, componente della commissione cultura, scienza e istruzione della Camera ma soprattutto campionessa di scherma e sei volte olimpionica. “Bisogna avviare molte iniziative come questa - ha detto - che stimolino ed aiutino gli atleti a pensare al loro futuro mentre sono nel pieno della loro attività e non solo quando l'hanno terminata. Dopo una lunga carriera in un contesto particolare come quello dello sport non è facile ne immediato reinventarsi una professione, soprattutto quando ci si trova alla soglia dei 40 anni".

Il Gea Tutor, il cui programma di base durerà un anno per un totale di 20 appuntamenti, è stato introdotto dal presidente di Gea World, Alessandro Moggi: “Noi agenti di calciatori dobbiamo sviluppare un maggior senso di responsabilità, - ha spiegato - non possiamo limitarci ad occuparci delle questioni professionali degli atleti ma mettere l'essere umano al centro dell'attenzione".

“Troppi sportivi arrivano alla fine della propria carriera senza sapere cosa faranno una volta smesso di gareggiare - ha detto il direttore generale di Gea Carlo Oggero, commentando una ricerca della Figc secondo cui il 61% degli ex calciatori non ha attività lavorative -, Gea non pretende di aver la soluzione in tasca ma vuole contribuire a sollevare un problema diffuso, aiutando a dare agli atleti nuovi stimoli per una vita forse meno ricca di adrenalina ma comunque soddisfacente”. Il percorso, secondo l’esperienza Gea, deve essere intrapreso diversi anni prima della fine della carriera agonistica proprio per aver modo di "maturare" una maggior consapevolezza delle difficoltà che si dovranno affrontare una volta usciti
dall'isolamento che contraddistingue la vita dello sportivo.

Anche i numeri degli sport diversi dal calcio non sono incoraggianti e evidenziano come il problema non possa più essere rimandato: “Il 60% dei campioni azzurri dell’atletica leggera - ha spiegato Massimo Magnani, direttore tecnico delle squadre azzurre della Fidal - non ha fatto ancora alcun passo in previsione della fine della loro carriera, e il 78% di loro si aspetta un aiuto da società o federazione”.

Molti gli atleti e ex atleti intervenuti alla presentazione del Tutor. Hanno presenziato, tra gli altri Massimiliano Allegri, Ciro Ferrara, Aldo Montano, Salvatore Sanzo, Silvia Salis e Valerio Aspromonte.

Fonte: ilmondo.it

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