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Stadio della Roma, il comunicato degli ambientalisti di Legambiente

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 10-07-2014 - Ore 22:00

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Stadio della Roma, il comunicato degli ambientalisti di Legambiente

Cancellato il prolungamento della Metro B, i tifosi pagheranno 10 euro per il parcheggio auto - Oltre un milione di metri cubi di nuove cubature, di cui 920mila per uffici e alberghi che nulla hanno a che fare con lo stadio. Legambiente “Senza il prolungamento della Metro B, annunciato e ora cancellato, dov’è l’interesse pubblico per un intervento che è la più grande variante al PRG mai realizzata a Roma?”
 
Legambiente anticipa le osservazioni che presenterà al progetto dello stadio dopo aver preso visione e analizzato nel merito i materiali depositati presso la Casa della Città. “Tra le promesse fatte alla presentazione del plastico del nuovo Stadio della Roma il 26 Marzo e il vero progetto consegnato il 13 Maggio molte cose sono cambiate intorno a una operazione immobiliare e finanziaria dai contorni non ancora del tutto noti” - ha commentato Edoardo Zanchini vicepresidente nazionale di Legambiente –“  L’associazione ambientalista sottolinea come l’unica certezza rimasta sia proprio lo stadio, mentre intorno sono cambiate due condizioni assai rilevanti. La prima riguarda la dimensione urbanistica del progetto, dove accanto allo stadio e alle sue attrezzature, sono “spuntate” previsioni edificatorie a destinazione uffici per 920mila metri cubi e turistico/alberghiere per 48mila. Da questi conti Legambiente ha volutamente scelto di tenere fuori le previsioni commerciali, per ristoranti e bar, pari a 62mila metri cubi perché sono quelle proprie dello stadio. “Ci troviamo di fronte a 960mila metri cubi di nuove previsioni che nulla hanno a che fare con lo stadio e che rappresentano una operazione immobiliare colossale per una città come Roma” ha dichiarato Edoardo Zanchini. Per dare una idea della dimensione della trasformazione prevista, è come se 9 Hotel Hilton (il grande albergo in cima a Monte Mario) fossero realizzati a Tor di Valle, accanto allo Stadio della Roma e agli interventi commerciali. “Vorremmo capire, soprattutto, come una previsione di questo tipo si possa giustificare in assenza di un potenziamento del trasporto pubblico come quello annunciato alla presentazione del progetto da parte sia dell’amministrazione comunale che del proponente. I tifosi della Roma saranno infatti costretti a prendere l’auto e pagheranno a caro prezzo il parcheggio”. Legambiente mette in evidenza come dalle carte dell’operazione è infatti sparito il prolungamento della Linea B della metro alla stazione Muratella, con l’interscambio con la linea FM3, di cui avevano parlato sia l’assessore Caudo che l’imprenditore Parnasi. L’accessibilità pubblica prevista sarà solo quella possibile con la Linea Roma-Lido alla fermata Tor di Valle, tant’è che si stima che il 75% dell’accessibilità sarà con mezzi privati. I romanisti dovranno pagare, amara sorpresa, 10 euro per parcheggiare l’auto. Oltretutto, lo stesso 25% di trasporto pubblico attraverso la Roma-Lido è assolutamente sovradimensionato visto che si considera un passaggio di 8 treni l’ora, quando attualmente sono in media 4 e la domenica 2. “Il progetto del nuovo stadio della Roma si è trasformato in una operazione immobiliare colossale, con evidenti vantaggi per i costruttori, molto meno chiari per la città e gli stessi tifosi. Al Comune di Roma chiediamo di garantire l’interesse pubblico rispetto a una operazione di questo tipo, che vi potrà essere solo con modifiche al progetto e con il ripristino del prolungamento della Metro B, e attraverso una variante al Piano regolatore che stralci previsioni di pari dimensione per evitare una ulteriore cementificazione del territorio di Roma” ha concluso Zanchini.
 
Legambiente sta elaborando le osservazioni al progetto dello Stadio che presenterà al Comune entro il mese di Luglio e che approfondiranno anche gli aspetti idrogeologici, tema delicatissimo per un intervento realizzato accanto al Fiume Tevere “In un momento storico in cui le bombe d’acqua dovute ai cambiamenti climatici sono all’ordine del giorno, costruire a pochi passi da fiumi e torrenti è quanto mai pericoloso – dichiara Roberto Scacchi direttore di Legambiente Lazio -, e a Roma si sta progettando la costruzione di quasi un milione di nuovi metri cubi di cemento, oltre che dello stadio, a pochi passi dal Tevere e in questo caso anche del Rio Vallerano, uno dei maggiori torrenti del reticolo del reticolo fluviale secondario della capitale, che, già oggi, implica intorno al suo corso 481,3 ettari di territorio a rischio idrogeologico con ben 11.700 abitanti lì residenti (dati ABTevere).”
Tutte questioni che in ogni caso, anche se l’iter seguito è quello della Legge sugli stadi che permette di velocizzare i tempi di approvazione del progetto, dovranno essere affrontati nella Conferenza di Servizi nella quale saranno coinvolti Regione Lazio e Autorità di Bacino.

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