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Szczesny è il portiere giusto per questa stagione?

condividi su facebook condividi su twitter Di: Massimo De Caridi 13-09-2016 - Ore 17:09

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Szczesny è il portiere giusto per questa stagione?

Luciano Spalletti non l’ha mai comunicato ufficialmente ma le sue scelte parlano chiaro: il portiere titolare è Wojciech Szczęsny. L’estremo difensore polacco ha un anno di esperienza in più rispetto ad Alisson del campionato italiano ed il tecnico giallorosso ha imparato a conoscerne pregi e difetti sin dallo scorso gennaio quando si sedette sulla panchina romanista per la sua seconda esperienza. La società aveva già preso il brasiliano, titolare della Nazionale verdeoro, strappandolo alla Juventus ed evidentemente era questa scelta dei piani alti per difendere la porta della Roma in questa stagione. Szczesny è arrivato in prestito dall’Arsenal per la seconda volta su esplicita richiesta dell’allenatore toscano e nonostante dica di voler scegliere il più adatto alla gara che si disputerà e non c’è un titolare inamovibile, Alisson ha giocato solamente la partita d’andata del preliminare contro il Porto (e primo incontro ufficiale dei giallorossi in stagione), lasciando poi il posto al secondo portiere della Nazionale polacca. Nella sua prima stagione alla Roma, Szczesny ha avuto alti e bassi, mentre l’inizio di questa stagione non è cominciata nel modo migliore. Nelle sue 3 partite tra Champions League e campionato è almeno corresponsabile in tutti i gol sinora incassati dalla formazione giallorossa. Entrando nel dettaglio, il suo primo match lo ha visto inoperoso per quasi tutti i 90’ e senza reti al passivo, quando la Roma ha vinto per 4-0 contro l’Udinese. Nonostante questo, ha peccato di eccesso di confidenza quando ha tentato di stoppare un pallone che gli è passato sotto al piede su un retropassaggio e la palla è terminata sul fondo, poiché non era indirizzata verso lo specchio della porta. Peggio ha fatto nella gara di ritorno nel preliminare contro la squadra di Espirito Santo, nella quale non è esente da responsabilità in nessuno dei 3 gol al passivo. Sul primo, resta fermo sulla linea di porta e così Felipe può approfittare dell’errore di De Rossi e Juan Jesus e colpire di testa quasi nell’area piccola. Sulla seconda marcatura, tenta l’uscita spericolata a campo aperto e fuori dall’area di rigore non trovando né palla né avversario, che può calciare a rete senza problemi. Sul terzo, si fa beffare da un tiro sì forte ma sul proprio palo. La seconda giornata di serie A vedeva la Roma di scena a Cagliari ed anche lì i gol dei padroni di casa sono stati agevolati da interventi non precisi e scarso coraggio. I giallorossi si trovavano sul 2-0, quando 3 giocatori della retroguardia romanista si sono fatti beffare non da Zidane ma dal pur bravo Sau, che ha tirato da 7-8 metri e ha trovato una respinta incerta del portiere della Roma, che ha indirizzato il pallone non verso l’esterno ma al centro dell’area di rigore, permettendo a Borriello di fare un comodo tap-in. Peggio ancora ha fatto nell’occasione della rete del pari: disastroso Florenzi, che dopo aver recuperato palla, decide di passarla al centro al limite della propria area di rigore e serve un cagliaritano bravo ad allargare per Isla, che di prima intenzione mette in mezzo, Fazio liscia il colpo di testa e Sau è pronto a beffare Szczesny, fermo sulla linea di porta che cerca di intercettare il pallone modello portiere di pallamano ma senza esito. La gara contro la Samp è la sintesi dell’incertezza generale del reparto arretrato: al 18’, Muriel riceve un lancio in verticale da 40 metri con Juan Jesus disattento e Bruno Peres fuori posizione e di prima intenzione tira verso la porta giallorossa. Oggettivamente, un’azione bellissima conclusa da un tiro strepitoso dell’attaccante colombiano ma anche stavolta indirizzato non verso il secondo palo ma proprio dove era posizionato il numero 1 polacco, che invece di respingere coi pugni, si inarca indietro e tenta di ribattere a mano aperta ed il pallone si insacca. Il gol di Quagliarella vede ancora un concorso di colpe tra Juan Jesus, disattento nel marcare l’attaccante doriano e Szczesny, indeciso se uscire o rimanere tra i pali, la scelta è quella di rimanere inchiodato in porta e così la palla gli sfila davanti con l’ex Torino pronto a segnare a porta vuota. Oltre a questi errori, da segnalare anche 2 parate provvidenziali che hanno impedito che il passivo fosse più largo al termine del primo tempo ma il concetto non cambia. E’ vero che Alisson non è perfetto con i piedi e deve migliorare nelle uscite alte ma se è per questo, neanche l’estremo difensore della Polonia ha dimostrato grandi doti da questo punto di vista ed allora la domanda sorge spontanea: perché non dare un’altra chance ad un portiere che ha grandi doti tecniche come il numero 1 del Brasile ed avrebbe bisogno solo di un po’ di fiducia?

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