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Teste di Calcio - Garcia vattene! Sabatini ostaggio degli oligarchi russi

condividi su facebook condividi su twitter Di: Eduardo Barone 30-01-2015 - Ore 15:30

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Teste di Calcio - Garcia vattene! Sabatini ostaggio degli oligarchi russi

Avviso ai naviganti: tutto quello che è scritto qui è frutto dell'incoscienza di una rubrica priva di freni inibitori. Non prendere il tutto troppo seriamente (e, perchè no, distendere la bocca in un sorriso).

Eccoci qui. Siamo neanche a febbraio e con metà della stagione da giocare. La bella e fatta compagine giallorossa ultimamente ha qualche pareggio di troppo sul groppone. E qual è il modo migliore per risolvere i problemi? Ma sì! Cacciare l'allenatore. Garcia vattene! 85 punti in una stagione è un'onta così oltraggiosa che la Roma non ha mai subito nella sua storia. Meglio riprendere Luis Enrique, che nello spogliatoio del Barcellona ha creato un clima disteso come lo studio del programma Uomini e Donne. E poi questo fatto di essere in corsa per tre competizioni...No è troppo. Non importa se la chiesa giallorossa è fuori o al centro del villaggio. E' meglio distruggerla completamente.

Comunque, nel frattempo, il calciomercato ci ricorda che niente è per sempre. Non lo saranno più gli insulti dei tifosi capitolini a Destro, che ha deciso di sventolare il fazzoletto bianco condito di lacrime (di coccodrillo) dal finestrino del treno in partenza per il freddo Nord. Milano lo ha già accolto da re, al contrario invece di Galliani a casa di Destro, che ha avuto all'inizio la stessa accoglienza dei testimoni di Geova. Ma poi, sapete com'è, il fascino di Zio Fester e il progetto del Milan intrigante come le corti di Bruno Vespa a Silvio B. hanno fatto il loro corso. E così la Roma si ritrova a cercare un nuovo numero 9 (da essere contestato e fischiato). Konoplyanka, Luiz Adriano e Doumbia. Ucraina e Russia, fredde sirene ammaliatrici ma desolanti terre del calcio, chiamano a gran voce Sabatini. E ci è giunta notizia che il ds romanista sia stato fatto ostaggio dagli oligarchi russi a capo delle squadre degli obiettivi giallorossi. Prigioniero in un gasdotto al confine della Crimea, senza sigarette da consumare per frenare la propria ennui, il sergente Walter forse si è pentito di quel giorno in cui ha deciso di fare affari con gente senza scrupoli. Ma quando Destro non c'è, i topi ballano. E ballano anche i lupi, che devono trovare un bel bomber entro la chiusura del mercato, pena la degenza straniera di un direttore sportivo.

Per lo meno  ora non si guarda più ad una punta made in Italy, ma si vogliono gol di straniere genti. Anche perché di grandi attaccanti nostrani se ne sono perse le tracce. Ce n'era uno bravino una volta. Ma ora vive a Liverpool, si è fatto i baffi e non ci pensa nemmeno a fare quello per cui è pagato: gol.

 

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