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Tommasi: "Lo stadio per qualcuno è diventato un luogo di impunità"

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 14-05-2013 - Ore 16:47

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Tommasi:

(Adnkronos) - «Lo stadio per qualcuno è diventato un luogo di impunità dove diventare famosi rimanendo nell'anonimato, bisogna risolvere il problema, perchè altrove ci sono riusciti». In questi termini il presidente dell'Associazione italiana calciatori, Damiano Tommasi, parla del problema del razzismo negli stadi italiani a margine del convegno 'Mondo ultras' all'università di Roma 3. «Non si può tollerare che alla partita ci si senta liberi di insultare o di attuare gesti che durante la settimana non si farebbero o verrebbero puniti diversamente». Tommasi torna anche sull'episodio di Busto Arsizio dove il Milan uscì dal campo, senza il nullaosta degli organi competenti, a causa dei fischi razzisti contro Boateng: «L'ordine pubblico non lo tiene il capitano del Milan o l'arbitro, uscire dal campo è stato un errore ma è molto peggio insultare un avversario per più di in minuto per il colore della pelle, mi fa rabbrividire parlare di queste cose nel 2013». «Bisogna riuscire ad emarginare chi si comporta male -prosegue il presidente dell'Aic- perchè non sarebbe giusto che per i comportamenti sbagliati di pochi ci rimettano le squadre o i tifosi per bene». Coinvolgere i calciatori? «Giusto farlo ma non si può chiedere a loro di risolvere il problema. Bisogna ricordare che i giocatori sono giovani e far prendere delle posizioni contro gli ultras può essere pericoloso perchè la sera rischiano di trovarsene qualcuno sotto casa», conclude l'ex giocatore della Roma. 

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