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Toni: "Con la Roma 6 mesi intensi, peccato per il finale"

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 25-09-2014 - Ore 13:20

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Toni:

Luca Toni, attaccante del Verona e prossimo avversario della Roma, è intervenuto ai microfoni di Roma Radio. Queste le sue dichiarazioni.

ll tuo passato con la Roma?
"Con la Roma sono stati sei mesi belli, intensi. Peccato per il finale".

Il calcio non è troppo robotizzato?
"Totti ha più esperienza di me ma ognuno ha la propria passione per il gioco del calcio, come me non molla e cerca di essere un esempio positivo per i proprio compagni, andando oltre ai soldi perché gli piace l’adrenalina della domenica e del gol. Sono queste le cose che mancheranno quando smetteremo".

Ti sei sorpreso da solo quando sei tornato a segnare a Verona?
"Sì, ho pensato che ce la facevo ancora. Già a Firenze ero tornato a segnare e la soluzione Verona era importante per me perché ero vicino casa e il pubblico è molto caloroso. Inoltre ho trovato un allenatore che mi ha saputo gestire e mi ha messo in condizione di fare tanti gol".

Belotti è simile a te.
"Dovremmo tornare a puntare sugli italiani. E’ bello trovare dei giovani italiani forti come lui o Destro perché servono dei giovani per una nazionale che sono un po’ di anni che non sta andando bene".

Mandorlini?
"Magari ha sbagliato un po’ perché era genuino e sa anche lui di aver fatto delle goliardate e qualcosa di sbagliato. Ora si concentra sul campo e prepara molto bene le partite e sa far crescere i giocatori, è un allenatore importante per il Verona".

Iturbe?
"Sì, è un giocatore veramente forte e può diventare un fuoriclasse. Ci ho parlato tanto l’anno scorso e gli ho detto che dipende da lui se vuole diventare un fuoriclasse o andare a lavorare in pizzeria, con tutto il rispetto per le pizzerie. Ora è in una squadra importante come la Roma e può vincere in questa piazza importante".

Quando incrocerete quegli altri (la Juventus, ndr) proverete a fermarli?
"Ci proveremo sabato come ci proveremo pure con loro. Fare i punti con le grandi vuol dire farne di più perché sono inaspettati. L’anno scorso la Roma non siamo riusciti a fermarla, ma la Juve sì".

Fonte: Roma Radio

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