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TOTTI a Roma TV: "Un altro scudetto prima di smettere. Il gol al Real un sogno"

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 26-09-2014 - Ore 19:32

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TOTTI a Roma TV:

Francesco Totti è l'ospite della quarta puntata di Slideshow, in onda su Roma Tv alle 18.45. Il Capitano giallorosso domani festeggerà il 38° compleanno.

Il mio primo derby? 
"Con Nesta ho fatto quasi tutto il settore giovanile assieme, poi le sfide in prima squadra. Si vedeva che noi saremmo diventati  capitani di Roma e di Lazio. Abbiamo sempre avuto un grande rapporto. Durante le giovanili ci frequentevamo spesso. Anche ora lo considero un grande amico".

Giannini?
"Il Principe, il mio modello da piccolo. Ho sempre seguito le sue orme pur avendo due ruoli diversi. Ci ho giocato e dormito assieme, da giovane. Mi ha insegnato tanto. Sono riuscito a fare ciò che ha fatto lui, diventare capitano e prendere il numero dieci".

Il primo gol contro il Foggia?
"Parlare bene del primo gol in A è banale ma ricordo il giorno precedente che il mister mi disse che avrei giocato dall'inizio al posto di Balbo. Rimasi incredulo, non me lo sarei mai aspettato. Fare gol dopo pochi minuti, davanti al nostro pubblico, fu un'emozione unica".

La mia famiglia? 
"Se sono arrivato a questo punto devo ringraziare loro, mi hanno sempre seguito, insegnato tante cose, mi hanno fatto crescere nella maniera migliore e anche ora li ho sempre dietro. Io ora famiglia, con moglie e figli, ma loro sono sempre presenti e questo mi ha aiutato tanto".

Mazzone?
"Un secondo padre per me. Ho avuto la fortuna di trovarlo al momento giusto della mia carriera. Mi ha fatto crescere in campo ma soprattutto fuori. Conosceva l'ambiente di Roma, mi ha gestito da grande persona oltre che da grande allenatore. Lo ringrazierò per tutta la vita. Mi ha fatto crescere tantissimo".

I tifosi?
"Ti trasmettono tanto. Solo a guardarli mettono i brividi. Sono stato in Curva, so cosa provano, quello che vogliono. Essere tifosi della Roma è un orgoglio a 360 gradi. Nessuna tifoseria dà così tanto amore. Posso solo ringraziarli".

Roma-Parma dello scudetto?
"Un giorno che difficilmente dimenticherò. Il 17 giugno 2001, il mio primo scudetto con la Roma, segnare sotto la curva, un sogno indescrivibile. Spero che si possa ripetere prima che io debba smettere".

Il Colosseo? 
"Tra le cose più belle di Roma, se non la più bella. Roma si identifica anche nel Colosseo ed essendo romano non posso non dire che Roma è la città più bella del mondo. Sono fiero di essere romano".

Il cucchiaio al derby?
"Uno dei tanti gol segnati alla Lazio, uno dei più belli e importanti. Momenti difficili da dimenticare. Gioie ed emozioni che vivi e che poi fa piacere ricordare".

Gabriele Sandri?
"Un tifoso ucciso per una partita è una cosa vergognosa. Qualunque squadra sia, non dovrebbe mai succede. Una gara di calcio è divertimento. Ho avuto la fortuna di conoscere la famiglia Sandri, sono persone umili, delle belle persone. Il tifo va messo da parte, ho avuto l'istinto di andare anche al funerale. Da uomo mi sono sentito di fare questo gesto che va oltre il tifo".

Papa Francesco?
"Conoscere un altro Papa trasmette emozioni uniche, indimenticabili, che vanno vissute al momento".

Il matrimonio?
"Tra i giorni più belli della mia vita. Ho conosciuto una ragazza splendida, che mi ha dato tanto, mi fa stare bene. Una ragazza bella, sia bella che fuori ed è anche grazie a lei che riesco a fare sul campo quello che voglio divertirmi e giocare bene. Lei mi fa stare bene, mi dà tutto. Mi ha dato due gioielli, sperando me ne dia altri. I miei figli sono la mia vita, fare qualsiasi cosa per loro. Ci gioco, ci parlo, anche quando dormono mi sveglio, vado da loro, li annuso, vedo come dormono. Quello che ti danno loro non te lo dà nessuno. Non c'è cosa più bella di essere padre".

Il cucchiaio all'Inter?
"Il primo o il secondo gol della mia carriera, sono indeciso. C'è tutto: classe, tecnica, astuzia, forza. Un gol stratosferico, difficile da vedere".

Il gol al Real?
"Tra i gol più importanti della mia carriera. Primo gol al Bernabeu contro il Real, la seconda squadra per cui ho tifato. Segnare in campi così importanti ti dà sensazioni incredibili, averlo fatto con la Roma in Champions sarebbe il sogno di qualunque giocatore".

Il gol contro lo Shakhtar?
"Un gol non importante ma straimportante. Il mio primo gol di sinistro dopo l'infortunio. La prima partita in Champions dopo l'infortunio, un gol sotto la Sud e dopo la partita ho pensato che il sinistro andava ancora bene".

Totti vede poi una scena del film Il Gladiatore
"Sembra Mattia Destro (ride ndr). Per noi romani un film importante, la te, la forza, la tenacia, la passione, la cattiveria per affrontare qualunque tuo avversario. Con la testa riesci a ottenere ciò che vuoi".

De Rossi?
"Un amico con cui ho vissuto tanti momenti belli e brutti, più belli. Abbiamo vinto un mondiale assieme, speriamo di vincere anche altro insieme. Sono fiero possa essere lui il futuro capitano. Tra un po' lo diventerà sicuramente ma è come già se lo fosse".

A Totti viene poi mostrata la fascia di Capitano
"Ho messo i nomi dei miei figli e un'immagine come se fossi io e Ilary".

Il cucchiaio contro l'Olanda?
"Non so se fossi matto o no. In un momento così importante quasi nessuno avrebbe fatto un gesto simile ma ho sentito di farlo e anche durante gli allenamenti, parlando con i miei compagni in Nazionale, dicevo che se fossimo andati ai rigori l'avrei tirato così ma nessuno ci credeva. Mentre andavo verso il dischetto ho pensato che non mi sarei potuto tirare indietro. Ho avuto paura ma il coraggio e l'istinto mi hanno detto di farlo ed è andata bene".

 

Il rigore contro l'Australia?
"Probabilmente se non avessi segnato non saremmo passati. Avevo tanta rabbia in corpo dopo il brutto infortunio".

 

La vittoria ai mondiali?
"La vittoria più importante al livello internazionale. E' il sogno di tutti vincere una Coppa del mondo. Per l'Italia è stato bello essere campioni del mondo".

 

Buffon?
"Uno dei pochi amici nel calcio. Speravo di poter giocare assieme nella Roma e c'è mancato poco ma è un avversario stimato. Lo sento spesso, non lo frequento perché lui è a Torino ma quando posso mi fa piacere vederlo".

 

Cassano?
"Un matto. Il giocatore con cui mi sono trovato meglio. Calcisticamente parliamo la stessa lingua, facevamo giocate che nessuno si aspettava. Abbiamo condiviso tante cose belle, quando è venuto a Roma l'ho adottato come un fratello. Poi un piccolo problema ci ha allontanato, ancora non so il motivo preciso ma fa parte della vita. Ogni tanto ci sentiamo e per me ha fatto meno di quello che poteva fare. Tecnicamente è tra i più forti al mondo, soltanto che quella capoccia che ha l'ha condizionato".

 

Maradona?
"E'è il calcio, è il pallone, come se ci fosse la sua faccia su quella sfera che gira. Quello che ha fatto lui con la palla non l'ha fatto mai nessuno e non lo farà mai nessuno. Ha fatto cose straordinarie, tutto quello che c'era da fare l'ha fatto. L' ho conosciuto e mi emoziona vedere la foto di noi due abbracciati".

 

Franco Sensi?
"Una figura troppo importante per me. Mi ha dato il cuore, l'anima, mi ha fatto rimanere a Roma. Bianchi non mi voleva, mi considerava un giocatore normale e a dicembre lui andò dal presidente a dirgli O Totti o me. Il presidente gli disse che avrebbe scelto me e per fortuna non sono più andato via, altrimenti sarei andato in prestito alla Sampdoria, avevo già fatto tutto. Lo ringrazierò sempre perché mi ha dato tanto, gli ho dato tanto ma per me è stato un padre. Allo stesso tempo Rosella si è comportata da sorella maggiore. Ho avuto la fortuna di rimanere qui e indossare l'unica maglia che ho sempre voluto".

 

Montella?
"Diventerà tra i più bravi allenatori. Ho condiviso momenti belli e momenti brutti, lo scudetto. Ora è diventato allenatore ed è capace, competente, ha grandi prospettive, ha fatto grandi cose. Un allenatore su cui puntare".

 

Garcia?
"Un grande. non è semplice per un straniero entrare subito nell'ottica del campionato italiano. Ha un altro passo. Ha fatto una grande squadra ma soprattutto un grande gruppo, che si era sfladato dopo due anni di brutte cose. Prima che venisse, non lo conoscevo e posso dire ora di aver conosciuto una grande persona, una persona vera, che tratta tutti allo stesso modo. Tu fa stare bene e quando un giocatore sta bene dà il 101%. Speriamo di condividere cose importanti".

 

Pallotta?
"Un personaggio grandioso, giovane dentro, un tuttofare. Segue tutto, si interessa. Una persona giovanile, disponibile, un presidente che farà grande la Roma. Se un giorno ci dovesse dare la gioia di avere uno stadio nostro sarebbe ancora più grande".

 

Il nuovo stadio?
"Sarà la nuova casa della Roma. Un luogo dove trascorrere parecchio tempo, ci saranno molte cose belle attorno allo stadio. Solo vedendolo ti vengono i brividi. Giocarci sarebbe il massimo. Spero di poterci riuscire anche se sarà difficile. Aspettiamo con ansia se riuscirò a giocarci"

 

 

 

Fonte: Romatv

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