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UEFA: "No al razzismo"

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 03-09-2013 - Ore 15:00

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UEFA:

La UEFA dà il calcio d'inizio alla stagione delle competizioni europee per club 2013/14 con un messaggio chiaro e forte: nel calcio non c'è spazio per il razzismo, l'intolleranza e la discriminazione e pertanto vanno eliminati.

 

No al Razzismo è il messaggio trasmesso questa settimana da Montecarlo, il cui ritornello continuerà a essere scandito dall'organo di governo del calcio europeo e dai suoi partner. Intanto, la sensibilizzazione su questo tema è stata incrementata attraverso una serie di misure altamente visibili, in particolare durante le partite diUEFA Champions League e UEFA Europa League. 
 
La UEFA ha mostrato ai rappresentati dei mass-media presenti a Montecarlo un video in cui molte celebrità del calcio, tra cui il vincitore del Premio Migliore Calciatore in Europa UEFA 2012/13 Frank Ribéry nonché altri calciatori e calciatrici di spicco e arbitri, sottolineano la necessità di fare il possibile per scacciare il razzismo dal calcio. La visibilità del messaggio No al Razzismo sarà evidente in occasione di 340 partite in questa stagione. In particolare, vi saranno cartelloni a LED recanti la scritta No al Razzismo negli stadi, e una bandiera No al Razzismo sventolerà prima di tutte le partite durante lo schieramento delle formazioni. Inoltre, verrà fornito del materiale alle emittenti in occasione di tutte le giornate di calcio europeo. Attività specifiche avranno luogo, come di consueto, alla terza giornata di UEFA Champions League e UEFA Europa League. 
 
Le due competizioni fungeranno da piattaforma di alto profilo per la campagna contro il razzismo. "Il messaggio da parte del calcio europeo è molto chiaro: il razzismo va combattuto. Ne abbiamo abbastanza di certi cori negli stadi e di certe frasi da parte di alcuni calciatori – ha dichiarato il Presidente della UEFA Michel Platini -.Il nostro è un messaggio forte che sarà trasmesso durante l'intero anno e attraverso l'Europa”. 
 
Gli organi disciplinari UEFA hanno perseguito 102 episodi di razzismo negli ultimi cinque anni, di cui già 11 casi in questa stagione. Quest'anno la UEFA ha rinforzato la propria posizione contro il razzismo. Nuovi regolamenti sono entrati in vigore in tutte le competizioni UEFA. Pertanto, qualsiasi calciatore o dirigente di una squadra trovato colpevole di condotta razzista va squalificato per almeno dieci partite (o per un periodo di tempo corrispondente per i rappresentanti dei club). Se i tifosi di un club o di una squadra nazionale commettono azioni di stampo razzista, la sanzione (se si tratta del primo episodio) prevista è la chiusura parziale dello stadio della zona in cui l'episodio razzista si è verificato. In caso di reiterazione, la sanzione prevista è la chiusura completa dello stadio, nonché un'ammenda economica. Inoltre, i tifosi trovati colpevoli di condotta razzista saranno banditi dagli stadi dalle autorità statali. Inoltre, la UEFA e le sue federazioni affiliate hanno adottato una risoluzione nel corso del XXXVII Congresso Ordinario UEFA che ribadisce la determinazione del calcio europeo a eliminare il razzismo dal calcio. Attraverso di essa la UEFA e le federazioni si impegnano a elevare il proprio sforzo per estirpare il razzismo dal calcio. 
 
La risoluzione invoca la partecipazione di calciatori e allenatori alla campagna, e sollecita gli arbitri a interrompere o addirittura a sospendere le partite in caso di episodi di razzismo. Nel quadro della politica di tolleranza zero nei confronti del razzismo, la risoluzione richiede sanzioni pesanti in capo a dirigenti, calciatori e tifosi colpevoli di comportamenti a sfondo razzista. Gli ufficiali di gara possono intervenire contro il razzismo in virtù delle linee guida emesse dal Comitato Esecutivo UEFA nell'estate 2009. Se un arbitro nota, o gli viene fatto notare, un episodio di razzismo nello stadio, può interrompere la partita affinché vengano rivolti appelli a interrompere tali comportamenti attraverso gli altoparlanti dello stadio, e nei casi più gravi gli arbitri hanno l'autorità di sospendere le partite. Da oltre dieci anni, la UEFA intrattiene un rapporto di partenariato con la rete FARE contro il razzismo. I due organi hanno collaborato a organizzare eventi, rilasciare pubblicazioni, e usare la piattaforma pubblica e commerciale delle più importanti partite europee per trasmettere il proprio messaggio contro il razzismo. 
 
I delegati UEFA e gli osservatori FARE sono in contatto anche durante le partite, e dalla loro collaborazione può derivare l'apertura di procedure disciplinari per condotta razzista. "Soltanto una politica di tolleranza zero può eliminare questa piaga una volta per tutte – ha dichiarato il Segretario Generale UEFA Gianni Infantino -. Insieme possiamo vincere, e vinceremo, dicendo No al Razzismo”.
 

Fonte: Sporteconomy

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