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Una Roma padrona del campo, dell'avversario e di sé stessa

condividi su facebook condividi su twitter Di: Federico Paolini 07-10-2013 - Ore 17:00

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Una Roma  padrona del campo, dell'avversario e di sé stessa

E anche il primo big match è andato. Qualcuno aveva messo in dubbio la capacità della Roma di avere vita facile anche contro le grandi, me è stato subito smentito. 

La facilità appunto, proprio la caratteristica che sorprende di più in questa squadra. La Roma decide come e quando attaccare, come e quando fare male ad un avversario quasi sempre inerme. Come l'Inter di sabato, squadra molto solida nelle precedenti uscite, che si è dovuta arrendere alla forza esplosiva dell'undici di Garcia. 

I giallorossi sono padroni del campo. Perchè lo coprono nel modo più opportuno, tenendo la squadra molto corta e compatta nei reparti. Quando si ha la palla si fa possesso rapido ma mai precipitoso. Quando la palla ce l'hanno gli avversaria, si ripiega immediatamente dietro alla linea del centrocampo, con Totti che resta l'unico giocatore offensivo. Quando si va in vantaggio, poi, è c'è da ripartire in velocità, ci pensa la scheggia Gervinho. 

La Roma è padrona dell'avversario, appunto. Perchè sa benissimo come gestirlo quando attacca, con una difesa di ferro ed un centrocampo sempre pronto ad aiutare. L'unico sacrificato al servizio della qualità è Pjanic, con De Rossi e Strootman dediti al lavoro sporco e a far ripartire l'azione. Quando la palla arriva nei pressi di Morgan De Sanctis, poi, ci pensano Castan e Benatia, che con potenza fisica e senso della posizione la fanno da padrone. 

Ma l'aspetto più importante, quello che fa davvero la differenza, è che la Roma è padrona di se stessa a livello mentale. Concentrazione, grinta e propensione al sacrificio. Tutte qualità che le squadre di Luis Enrique e Zeman non avevano avuto. Frutto della presenza fissa in campo dei due leaders Totti e De Rossi, ma anche dell'arrivo di giocatori che di battaglie ne hanno affrontate tante. Non si vedono più isterismi inutili o giocatori con le mani sui fianchi. Tutti corrono per un'unica ragione, portare a casa i tre punti.

Rudi Garcia ci ha messo molto del suo, svuotando la mente dei giocatori dai brutti pensieri e riempiendola di convinzione nei propri mezzi. La convinzione che, strada facendo (e vincendo) continua a crescere. 

 

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