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Viola (Roma) vs AS Roma 0-3

condividi su facebook condividi su twitter Di: Gabriele Nobile 05-05-2013 - Ore 21:09

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Viola (Roma) vs AS Roma 0-3

Il modello “Fiorentino/Romanista” tanto osannato all'interno GRA è stato sconfitto dalla Roma targata Usa con un sonoro 3 a 0 rimediato nelle 3 partite disputate in questa stagione.

Il goal in extremis di ieri di Osvaldo, festeggiato sotto lo spicchio di tifosi romanisti presenti all'Artemio Franchi, fa il paio con  quello di Destro siglato nei supplementari nella partita dei quarti di TIM CUP che vanno a sommarsi alla valanga del 4 a 2 della gara di andata giocata ad inizio dicembre, allo stadio Olimpico ( doppietta di Totti,  Castan e il solito Osvaldo). 

Riassumendo: tre vittorie a zero per la Roma con 6 goal giallorossi contro i due messi a segno dai Viola.

Partendo dai numeri, che tanto contano nel calcio, non ci sarebbe partita in effetti. Tre indizi non fanno una prova, ma danno la certezza che la Roma è sicuramente di un altro pianeta in termini di realizzazione finale. Certo è che la Fiorentina, nelle partite disputate contro la Roma, ha sempre prodotto gioco e spesso ha messo in difficoltà la squadra romanista ( allenata da Zeman nei primi due incontri e da Andreazzoli, nella partita di ieri).

Probabilmente il trainer viola ed ex leggenda romanista Vincenzino Montella, non ha mai trovato la chiave di lettura per far interpretare ai suoi la partita giusta. Probabilmente l'aeroplanino soffre fin troppo la partita contro la squadra che l’ha reso celebre in tutto il mondo, o più semplicemente, Montella deve ancora farsi per bene le ossa come allenatore ad alti livelli. Motivo questo che giustificherebbe la scelta della dirigenza Romanista, che 2 anni fa, decise di non affidargli la prima squadra puntando sul progetto di Luis Enrique. Stesso discorso si potrebbe fare per gli altri ex romanisti, che oggi vestono la maglia viola della Fiorentina.

Pariamo dal “Peq” Pizarro, lasciato a parametro zero, ad inizio stagione, dopo le bizzarre prese di posizione del giocatore cileno (certificati medici ed altro). Vero pilastro e metronomo del centrocampo di Montella, probabilmente aveva chiuso la sua avventura giallorossa, e comunque non era considerato dal profeta boemo Zeman, che spesso gli preferiva il greco Tachtsidis anche nelle partitelle contro i boscaioli.  

Per Aquilani il discorso è legato alla vecchia gestione della sig.ra Rosella Sensi, quando gli oltre 20 milioni di euro offerti dal Liverpool, sono sembrati una manna dal cielo ed utili per riequilibrare le casse giallorosse di quel periodo. 

Luca Toni aveva lasciato dei grandissimi ricordi, dopo il secondo posto di Ranieri, ma sicuramente la lunga scia di infortuni e l’età del giocatore modenese ed ex campione del mondo, non avevano giocato a suo favore in termini di rinnovo con la Roma. 

Discorso diverso per il direttore sportivo Daniele Pradè, praticamente cresciuto dentro Trigoria ( per molti anni ombra dell’attuale DG Franco BALDINI). Nei suoi anni giallorossi, Pradè aveva sempre trovato un giusto mix come scopritore di talenti e genio nel piazzare colpi impossibili in uscita ( tra i tanti proprio quello di Aquilani al Liverpool e l’egiziano Mido al Tottenham). Purtroppo per Daniele, e specialmente negli ultimi anni di gestione Sensi, il budget a disposizione per i “colpi di mercato” era sempre più scarso, eppure, anche nell’autofinanziamento di quegli anni Pradè, ha dimostrato di saperci fare più che bene. Il suo non rinnovo è dipeso da altri motivi o forse dalle aspirazioni lecite da parte di Pradè di non essere considerato sempre il numero due e mai il protagonista (con il ritorno a Roma proprio di BALDINI). Sicuramente indifferente ai più (romanisti e viola) la presenza dell’ex medico giallorosso dott. Pengue e della nuova coordinatrice dell’ufficio stampa viola, Elena Turra (operativa da giugno).

Stesso discorso per il secondo portiere del nostro scudetto Cristiano Lupatelli, vera meteora anche per i supporter della curva Fiesole.

Insomma, il modello Roma importato a Firenze, in termini di classifica (almeno a 3 giornate dalla fine del campionato) ha sicuramente portato entusiasmo ed ottimi risultati, molto meno negli scontri diretti con la “casa madre giallorossa”. La famiglia Della Valle, ha puntato su un modello che a Roma, ha dato dei discreti risultati ma nulla di più.

I tifosi della Roma si augurano che la proprietà a “Stelle e Strisce”  possa sicuramente fare di più che copiare ed incollare giocatori da un'altra squadra. Perché Firenze sarà pure una felice colonia giallorossa. Ma si sa, l'Impero è Romano. 

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