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Visti dalla curva: Roma-Chievo 3-0

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 18-10-2014 - Ore 21:35

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Visti dalla curva: Roma-Chievo 3-0

Le ultime due settimane sono state dure. Hai voglia di ripartire, di ricominciare a sognare. Si perché quello che è accaduto a Torino è stato un insulto alla Passione di chi crede ancora in qualcosa oltre a quella palla che rotola. Il voler raggiungere il risultato, il vivere la partita, il viaggio, i sorrisi e l'emozione. Di fronte a tutto questo capisci che in serate come quelle il risultato sul campo non potrà arrivare perché la partita invece di riuscire a viverla sei costretto a subirla mentre i sorrisi si trasformano in facce tese, l'emozione diventa rabbia e il viaggio si trasforma in un lungo pensiero condiviso su quello che è stato e quello che invece doveva e poteva essere.

È stata persa l'ennesima occasione di rendere  ancora possibile far scorrere quel brivido lungo la schiena in una partita sentita a chi ama i Propri Colori. Quel che più ti sorprende, anche se non dovrebbe visto il passato, è il fatto che tutto quello che è accaduto te lo devono far passare che è tutto normale, che fa parte del gioco. Si può sbagliare, è dubbio, che sono le scuse di chi non vince. E te lo ripetono fino allo sfinimento fino a quando non si convincono che sia così. Parlano, parlano, parlano, solo parole. In tv, in radio, sui giornali. Solo scuse a tratti anche confuse. Gli attacchi avversari arrivano non dal campo ma dai microfoni. Ma non è davanti ad essi che si dimostra chi si è. Questo è quello che detesti  perché sarebbe il campo a dover parlare, perché non è una sconfitta a fare di qualcuno un perdente tanto quanto non è una vittoria a fare un vincente. Si può essere   perdenti anche avendo una bacheca piena ma questo, questo è meglio non dirlo chi come unico scopo ha il risultato sopra a tutto. E sopra a tutto si intende sopra ogni valore, sopra ogni riconoscimento, sopra ogni emozione. Queste sono  le persone che insultano chi in tutta questa baracca milionaria e fuori dal mondo vede ancora qualcosa di pulito nel cuore di chi lo segue. E quindi dopo tutto, dopo i novanta minuti... chi chiede scusa al tifoso derubato non di una partita, non di tre punti, e nemmeno dei soldi spesi inseguendo quel vessillo (è meglio tralasciare).

Quale avversario o istituzione chiede scusa alla Sua Passione portata in GIRO PER L'ITALIA, quale avversario o istituzione rende onore a chi nei Suoi novanta minuti ha dato tutto come e quanto chi era in campo facendo si che Squadra e Tifosi sembrassero una sola cosa pronti a respingere l'assalto bianconero tenendo in alto quella scritta, quel Nome, quella Storia... ROMA. La Città e la Sua Squadra hanno dimostrato di valere oltre il risultato e tutti sono pronti per riprendere il cammino, tra il sogno e la realtà. A spostare questa linea immaginaria della realtà più lontano di quella del sogno. Oggi arriva il Chievo e DOVRÀ TREMARE al cospetto di ambiente ferito ma ancor più fiero e determinato a raggiungere l'obbiettivo. Bisogna essere più forti di tutto poiché si sa, dalle Tue parti per vincere bisogna stravincere. E devi riprendere da stasera mentre il sabato si avvia verso il tramonto a passi lenti ti incammini verso il cancello. La "palla" sullo sfondo ti indica la strada. Poi i brindisi e le risate che tornano. Sono queste le cose che a volte ti danno più di un gol, più di una vittoria. Intorno a Te sono tutti carichi, ti senti pronto al rilancio quando le bandiere iniziano a sventolare e le mani ad alzarsi al cielo. Guardi tutto, guardi tutti. Vedi chi ha dato e continuerà a dare tutto per questi Colori, per questa Città, per questa Curva. QUANDO ENTRATE IN CAMPO ER CORE CE SE INFOCA ed è così che tutto si colora e i fumogeni giallo e rossi vanno a mischiarsi nell'aria sopra la Tua testa mentre le voci forti ricordano ripensano a quel che è accaduto due settimane fa e sembrano dare il via alla partita. I fumogeni devono ancora diradarsi quando una palla finisce in area del Chievo e la deviazione è subito vincente, è subito gioia, è subito vantaggio.1-0. e ora IN CURVA SUD NOI STAREMO AD ASPETTAR... È appena iniziata ma già Roma fa capire quale via deve prendere questa giornata. Lo sguardo è verso l'area avversaria quando una apertura ti avvicina ad essa.

L'ingresso in area, il tiro, la gioia e gli abbracci. 2-0. Ora è in discesa. Tutto è ancora più amplificato, ti è mancato il campo durante questa sosta soprattutto per come lo avevi lasciato. Le bandiere sempre più in alto, i cuori sempre più accesi. Vuoi che i gialloblù alzino bandiera bianca prima del tempo e ad un tratto l'arbitro indica il loro dischetto. La palla ci viene posata e il fischio da il via all'esecuzione. La rete si scuote e le braccia ancora verso il cielo. 3-0. Ti senti al sicuro ma sai di doverla portare fino alla fine e durante l'intervallo provi ad immaginare come. Quando si parte per il secondo tempo una parola è quella che riassume tutto... RIGORE... ma questi sono discorsi diversi dalla partita di oggi ma che sintetizzano lo stato d'animo generale. LA MUSICA È SEMPRE LA STESSA intanto sul campo e i passaggi che si susseguono per 45 minuti sembrano il conta alla rovescia verso alla vittoria scandito dai cori sempre alti. Poi arriva il fischio finale senza rischi e allora BARBERA, CHAMPAGNE, STASERA BEVIAM... riagganciandomi la vetta in attesa dell'altro risultato. Mentre torni a casa puoi cominciare a pensare a martedì. Sarà ancora Europa, saranno ancora emozioni, quelle emozioni che nessuno mai, anche se ci prova, potrà mai rubarti.

Alessandro Capone

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