Calcio Internazionale

Una Roma Real vince ai rigori ma servono rinforzi

condividi su facebook condividi su twitter Di: Massimo De Caridi 18-07-2015 - Ore 13:10

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Una Roma Real vince ai rigori ma servono rinforzi

Esordio della Roma e del Real Madrid nell’International Champions Cup, la sede è quella del Melbourne Cricket Ground per un’amichevole internazionale di prestigio. E’ la nuova Roma di Garcia, per lui è la terza stagione sulla panchina giallorossa ed il suo amico Rafa Benitez, ex di Napoli e Liverpool, all’esordio internazionale con la maglia dei “blancos”. Piccola differenza di preparazione tra le due squadre, con la Roma che ha una settimana in più sulle gambe e questo si nota appena inizia il match, con i giocatori della Roma messi leggermente meglio sul piano fisico, aiuta anche il clima di Melbourne con i suoi 8 gradi al momento dell’inizio del match. Garcia dà subito i primi segnali, anche in sede di calcio mercato, schierando dall’inizio il suo pupillo Gervinho, devastante nei primissimi minuti dell’amichevole di oggi. Il tecnico di Nemours manda in campo una formazione neanche troppo sperimentale, con Totti sulla trequarti con l’ivoriano ex Lille a sinistra e Iago Falque sulla destra. In difesa, la coppia Castan Yanga-Mbiwa con Maicon a destra e Cole a sinistra, centrocampo con Nainggolan De Rossi ed Uçan. Come accennato, la Roma parte molto forte, il Real che schiera la coppia di divi Ronaldo e Bale in attacco ma che sembra subire il gioco della Roma, che nei primi minuti è pericolosissima con De Rossi che centra la traversa e poi il tiro di Totti che si smarca in piena area di rigore con classe e maestria e Maicon che non riesce ad insaccare da pochi metri. Da segnalare anche un tocco di Uçan davanti alla porta che esalta i riflessi di Navas. Per il Real unico tiro nello specchio, porta la firma di Bale, para facile De Sanctis. Prima sessione di gioco che porta la firma di Gervinho con le sue incursioni, bene sia Maicon che Cole, con Leo Castan in difficoltà sullo scatto breve.C’è da dire, però, che i suoi avversari diretti erano Bale e CR7 ma ancora dovrà lavorare per trovare lo smalto perso nell’anno di inattività; benino anche Uçan mai in difficoltà davanti ai suoi illustri avversari di reparto. Nella sua mezz’ora giocata anche Totti ha dimostrato che quando i ritmi sono bassi riesce ancora a deliziare i tifosi, non solo quelli della Roma. Nella ripresa, tantissimi cambi per le 2 squadre e col solo De Sanctis che ha giocato tutta la gara. I giallorossi inseriscono Florenzi a destra, Manolas al centro e Torosidis a sinistra, col solo Mapou in campo nella seconda parte ma per altri 15’, quando viene sostituito da Capradossi. Quest’ultimo cambio è interessante, perché fa capire che le trattative per Romagnoli esistono e non lo si vuole rischiare. A centrocampo, dentro Keita, Paredes e Pjanic, che gioca sulla trequarti dietro Doumbia prima e Destro poi. Sulle fasce offensive si posizionano Iturbe e Ljajic. Buona la prova di Manolas e Florenzi, già in ritmo campionato. Unico a creare un paio di pericoli alla difesa del Real è Destro, che però non trova la porta con un bel tiro di sinistro sugli sviluppi di un calcio di punizione e Doumbia, su uno splendido cross di Florenzi ma l’ivoriano sbuccia il pallone. Il secondo tempo vede i madrileni in costante possesso palla e fanno loro la partita ma creano un solo reale pericolo con Luis Vasquez, che però si fa respingere coi piedi il tiro da un attento De Sanctis. Il Real Madrid cambia tutti i suoi elementi tranne il portiere Navas ma la classe di alcuni interpreti come Isco, Kroos e Benzema mettono pressione alla retroguardia giallorossa. Il match si conclude a reti inviolate e si va ai rigori, che solitamente non portano bene alla squadra di Garcia ed invece al settimo rigore, Luis Vasquez sbaglia per gli uomini di Benitez e con la trasformazione di Keita, portano a casa la vittoria ed i 2 punti nell’incontro dell’International Champions Cup. Siamo ancora luglio e molto ci sarà da fare ma sembrano sempre più indispensabili il centravanti (tutti sperano sia Dzeko) ed anche un terzino sinistro di livello e magari un esterno d’attacco in grado di dare superiorità numerica e mettere dentro qualche buon assist. Buona la prova complessiva della squadra, con il cambio di modulo (si è passati al 4-2-3-1) che ha visto Pjanic prendere in mano le redini della squadra e le ali titolari (Gervinho e Iago Falque) giocare una buona gara.

Fonte: Massimo De Caridi

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