Calcio Internazionale

Ciao Klas, il saluto di Insideroma. Elfsborg: "Ha combattuto fino alla fine"

condividi su facebook condividi su twitter Di: Francesca Ceci 30-10-2014 - Ore 18:30

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Ciao Klas, il saluto di Insideroma. Elfsborg:

Fare questo mestiere è un grande privilegio. Me lo ripeto ogni giorno. Ma anche chi, come me, usa sempre le parole a volte, però, le perde.

Questa volta è il mio "però". Klas Ingesson si è spento ieri dopo aver combattuto per 5 anni contro un mieloma multiplo.

Ma io voglio partire dall'inizio, non dalla fine.

E' il 21 agosto, sono a casa e mi imbatto per caso su Internet in un articolo che racconta la storia del guerriero Ingesson. Confesso che non sapevo della sua malattia, ero rimasta al ricordo che avevo di lui da giocatore, di quel ragazzone alto, biondo che sembrava invincibile. Una sedia a rotelle, il volto provato dalla malattia. Sembra un'altra vita. Un'altra storia. Un'altra partita. Eppure è sempre lui in campo e sembra che vincerà anche questa di partita.

Di getto scrivo all'ufficio stampa dell'Elfsborg, la squadra di serie A svedese che ha allenato fino a pochissimi giorni fa. Voglio raccontare la sua storia, la storia di un uomo che non si è arreso e sta combattendo esattamente come faceva in campo.

Mi risponde Catalina dopo qualche tempo e mi dice che Klas sarà felice di rispondere alle mie domande entro una settimana. La ringrazio. Ma i giorni passano. E io non ricevo più risposta.

Capisco che c'è qualcosa che non va, ma voglio sperare che sia semplicemente troppo impegnato.

Poi ieri la notizia. Klas non ce l'ha fatta.

Scrivo ancora a Catalina per esprimere il cordoglio mio personale e di tutta la redazione di Insideroma. Non mi aspetto risposta, invece Catalina mi scrive ancora autorizzandomi a rendere pubbliche le sue parole: "Mi dispiace tanto che Klas non ha avuto l'opportunità di fare questa intervista. Era così forte e ha combattuto contro la malattia fino alla fine. Non lo dimenticheremo mai, sapere che era una persona cosi amata, ci aiuta. Sei la benvenuta, ti aspettiamo. Manteniamo salda la fede, come avrebbe fatto Klas. Ancora una volta , grazie".

Chi come me fa questo mestiere, sa che le soddisfazioni più grandi vengono dalle interviste fatte. Si fa questo mestiere anche per questo. Per raccontare storie. Poi ci sono momenti in cui, come nel calcio, salta ogni schema. E si inizia a giocare. Per davvero. Questo è il mio schema saltato. Questa è la mia eccezione. La mia eccezione si chiama Klas Ingesson. Questa è l'intervista che non farò mai e che non dimenticherò più.

Io accetto l'invito di Catalina e andrò a visitare i ragazzi dell'Elfsborg che hanno avuto il privilegio di essere allenati da un grande uomo, un uomo che gli ha insegnato che non si molla mai.

Ricordava Klas: “Il momento migliore fu quando Fascetti mi diede la fascia di capitano. Io gli dissi: mister, ma non parlo l’italiano. Fa niente, mi rispose: fallo col cuore”.

Ha vissuto cosi. Fino all'ultimo giorno. Col cuore.

Ciao Klas.

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