Calcio Internazionale

Dal Parma di Malesani ad oggi, l'Italia che snobba l'Europa League e perde punti nel Ranking

condividi su facebook condividi su twitter Di: Davide Aprilini 15-04-2016 - Ore 10:30

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Dal Parma di Malesani ad oggi, l'Italia che snobba l'Europa League e perde punti nel Ranking

Liverpool, Shakhtar Donetsk, Villareal e Sevilla. Questi i nomi delle semifinaliste dell'Europa League. Una competizione che dalle squadre italiane viene costantemente snobbata da anni, colta come un'occasione per fare turn-over, per dare spazio a chi non gioca mai. Eppure squadre come Sevilla e Liverpool, quando si affacciano in Europa non perdono l'occasione per dimostrare il loro valore.

L'ULTIMA DELLE ITALIANE – L'ultimo successo di una squadra italiana in Europa League risale alla stagione 1998-1999, la competizione si chiamava ancora Coppa Uefa e a regalare questa gioia agli italiani fu il Parma di Alberto Malesani: Crespo, Vanoli e Chiesa siglarono il successo dei gialloblu contro il Marsiglia, dell'allora capitano Laurent Blanc. Negli ultimi anni Roma, Fiorentina, Napoli, Inter, Lazio hanno sempre impattato contro squadre alla loro portata, vedi i biancocelesti di Formello contro lo Sparta Praga. Eppure l'Italia, raggiunta dalla Spagna e prossima ad esser superata, detiene il primato di EuropaLeague/Coppa Uefa vinte, con ben 9 edizioni.

LA RECONQUISTA SPAGNOLA - Poi, con l'avvento del 21° secolo l'Italia decide di scomparire dalla circolazione, mai più un'italiana in finale. La Spagna detiene decisamente il primato nelle edizioni che vanno dal 2000 in poi con ben 7 edizioni conquistate, di cui 4 dal Sevilla, ancora in corsa per portarsi a casa la quinta edizione; 2 quelle dell'Atletico Madrid del Cholo Simeone, 1 del Valencia di Rafa Benitez. Insomma a guardare il Ranking dei club europei e osservare la Spagna al primo posto si capisce il perché già solamente dall'Europa League. Solo Barcellona e Real Madrid? Balle spaziali! I punti del ranking passano anche dall'Europa League e la Spagna in questa competizione porta (quasi) sempre alle fasi finali le sue squadre (Deportivo Alavés, Valencia, Villareal, Sevilla, Atletico Madrid e Athletic Club).

VANTAGGI DELL'EUROPA LEAGUE – Le squadre italiane se non si qualificano per la Champions League vengono colte da un malumore improvviso, come se allora esistesse solamente la Champions League. Chiaramente quest'ultima porta più denaro in cassa e allora a cosa serve l'Europa League? Prima di tutto a mettere in bacheca un trofeo e in secondo luogo a scalare la classifica ranking dei club per un miglior sorteggio in tutte le competizioni europee. Prestigio e una sorta di "wild-card" sul mercato, dove il club diventa improvvisamente rinnomato e ricercato dai giocatori stessi, vedi Konoplyanka che dal Dnipro è passato guardacaso al Sevilla, vincitrice delle ultime due edizioni e appunto in corsa per ottenere la terza Europa League consecutiva, sarebbe un record pazzesco. Chissà, forse il Giovedì non piace perché distoglie troppo dal campionato. Eppure vale anche per gli altri principali campionati europei.

L'ESEMPIO DI LIVERPOOL vs BORUSSIA DORTMUND – Il 'Kloppismo' ha trionfato in tutto il suo splendore, il passato contro il presente e, forse, diretto verso il futuro. Il Liverpool sotto di 1-3 in casa, all'Anfield, al minuto 57' aveva bisogno di 3 reti per passare il turno. Una rimonta da brividi, trascinata da uno stadio pieno, dall'entusiasmo di crederci e credere che l'Europa League, in fin dei conti non è poi così male. Il gol di Dejan Lovren al 91' è il tipico gol che ogni tifoso vorrebbe vivere sulla propria pelle, non da avversario chiaramente. Una partita epica, che rimanda i tifosi del Liverpool e gli amanti della Coppa Uefa all'edizione che culminò il 16 Maggio del 2001 proprio a Dortmund. In campo c'era il Liverpool di Gerrard, Owen e Fowler, contro il Deportivo Alavés di Jordi Cruyff, Ivan Tomic e Javi Moreno. Il risultato finale fu un 5-4 per i Reds inutile sottolineare quanto fosse stato pirotecnico, visto che si concluse al minuto 117' dei Supplementari, dopo un 4-4 nei tempi regolamentari.

OGGI – La speranza è che, già a partire dalla prossima stagione, le squadre italiane giochino questa competizione per vincere. Per riprenderci il quarto posto, qualche trofeo che non guasta mai e rialzare il livello di un campionato divenuto ormai troppo mediocre e che continua a peccare di superficialità, arroganza e narcisismo.  

Fonte: DAVIDE APRILINI - INSIDEROMA.COM

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