Calcio Internazionale

Fair play finanziario, è partita la contromossa

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 07-05-2013 - Ore 08:48

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Fair play finanziario, è partita la contromossa

(Il Messaggero) Le rivoluzioni calcistiche non portano la firma solo di allenatori o presidenti, a volte sono anche illuminati avvocati a smontare il sistema pallonaro per poi ricostruirlo. è successo aJean-Louis Dupont, legale dell’ormai leggendario Jean Marc Bosman, per semplificare, quello della «legge Bosman». Stavolta, nel mirino del legale belga c’è il «Fair play» finanziario, quindi Michel Platini, presidente dell’Uefa. 

IL BREAK EVEN
Dupont, dopo la sentenza della Corte di giustizia Ue del 1995 sul libero spostamento dei calciatori, stavolta pone le basi per la rimozione della regola fortemente voluta dal presidente della Uefa Michel Platini, sui pareggi di bilancio, previsti in vigore dalla stagione 2013-2014. È infatti a Dupont che l’agente belga della Fifa Daniel Striani si è affidato per ottenere che la Commissione europea dichiari nullo il «break-even» (appunto, il pareggio di bilancio), articolo 57 e cuore dell’intera disposizione, sulla base del quale una società non deve spendere più di ciò che incassa. Una norma alla quale sono state fatte corrispondere anche precise sanzioni, fino a quella più estrema dell’esclusione dalla Champions. La normativa punta a mettere un tetto alle spese pazze dei club che negli ultimi anni hanno contratto debiti milionari, secondo la coppia Striani-Dupont viola i principi fondamentali che animano la filosofia Ue: la libera competizione ed il libero movimento di capitali, giocatori, e servizi. 

IMPOSIZIONI SBAGLIATE
Imponendo di stringere la cinghia alle società – spiega il legale – si ingessa, fossilizzandola, la struttura del mercato; si riduce il numero di trasferimenti; e si produce di riflesso anche una riduzione dei salari di giocatori e agenti. Una serie di «limitazioni» alle libertà che non possono essere «giustificate - conclude l’avvocato – con gli obiettivi della Uefa di stabilità finanziaria a lungo termine dei club; e integrità delle competizioni». 

PASSIONE E RAGIONE
Ma perché il Fair play finanziario? Si è capito che le disparità tra le società sono dovute più a fattori economici che non sportivi. I dirigenti Uefa si sono resi conto dell’indebitamento che le società affrontano a seguito di enormi spese durante le campagne di calciomercato.Michel Platini lo ha ritenuto fondamentale per il benessere del calcio. Lo lanciò Platini, accompagnandolo con queste parole. «Lo scopo è che tutti i club giochino secondo le regole, soddisfino i criteri di fair play finanziario e raggiungano un bilancio sostenibile, in modo che passione faccia rima con ragione».

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