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Calciomercato: i voti alle 20 squadre di Serie A

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 03-08-2014 - Ore 17:06

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Calciomercato: i voti alle 20 squadre di Serie A

Prosegue il nostro appuntamento con il giudizio sul mercato delle squadre di serie A, a poche settimane dalla chiusura della sessione estiva. Un'istantanea fatta in attesa di vedere gli ulteriori sviluppi e che quest'oggi vede protagoniste tre big come Milan, Napoli e Roma, oltre che il neopromosso Palermo di Zamparini e la provinciale di lusso Parma. 

MILAN 4,5 – Commentare l’attuale mercato dei rossoneri è come andare al fast food dopo essere stati cresciuti a champagne e caviale Beluga. Finora, il piatto pregiato della campagna acquisti di Galliani è stato il rimediare gli avanzi dalla sontuosa cucina del ristorante di lusso Paris St Germain: Alex avrà l’ingrato compito di sistemare la difesa dopo le sciagurate esibizioni dello scorso anno e farà coppia con Rami (definitivamente strappato al Valencia dopo una faticosa trattativa), mentre l’eterna promessa Menez è chiamata a decidere finalmente che cosa vuole fare da grande, dopo aver annichilito negli ultimi anni l’indubitabile talento tecnico con la sua impassibile svogliatezza. Le possibili fortune del Milan passeranno forse più per il recupero di alcuni elementi già presenti in rosa (De Sciglio, El Shaarawy e Balotelli su tutti) che per i nuovi innesti, ma vedere alcuni nomi nella lista dei possibili titolari della prossima stagione in un club che ha vinto sette Champions League non può che suscitare una tenera, amara nostalgia tra i tifosi rossoneri. Galliani, impegnato nelle solite manovre per mantenere il potere del calcio nelle mani di chi ne ha provocato il declino, dovrà dimostrare di essere un bravo dirigente di club anche in tempi di vacche magre. L’anno scorso, non ci è riuscito affatto.    

NAPOLI 5 – Se il teatralissimo Presidente De Laurentis facesse seguire i fatti ad ogni suo pomposo proclama, probabilmente il Napoli avrebbe già vinto almeno uno Scudetto. Anche questa campagna acquisti, al momento, è tipica di chi si trova sempre sul punto di spiccare il volo, senza però alla fine riuscire nel definitivo salto di qualità. L’operazione più fragorosa per ora è la cessione di Behrami all’Amburgo (inevitabile, ma certo non indolore nell’economia della squadra); per il resto, soltanto alcuni acquisti di secondo/terzo piano, il più significativo dei quali (si fa per dire) è quello di Michu, attaccante spagnolo reduce da una stagione in chiaroscuro con lo Swansea. Il sogno Mascherano è ormai sfumato, mentre si lavora ancora alacremente per Fellaini, calciatore da molti ritenuto sopravvalutato ma che porterebbe certamente una ventata di entusiasmo nella calorosa ma un po’ perplessa tifoseria napoletana. Da sciogliere anche la grana Reina, il cui addio è ormai certo. Trovare qualcuno più affidabile di lui potrebbe comunque non essere un’impresa titanica.

PALERMO 6 – Dopo un anno di purgatorio, la neopromossa squadra di Zamparini sta operando in prevalenza sul mercato delle giovani promesse, buone per il futuro ma incognite in un presente che reclama maggiori certezze. Dalla B, si è andati a pescare il terzino sinistro di origine marocchine Lazar, mentre decisamente interessante è l’ innesto del centrocampista bulgaro Chochev (promettente ventunenne prelevato dal Cska Sofia), così come preziosa la conferma di Belotti, prima punta dell’under 21. Gli unici due arrivi d’esperienza sono a centrocampo (il settore più rafforzato finora), e portano il nome di Della Rocca (tornato alla base dopo la poco fortunata esperienza col Bologna) e di Rigoni via Chievo, l’unico dei nuovi acquisti sicuramente destinato  ad una maglia da titolare.   

PARMA 5 – Le difficoltà economiche del club unite al disimpegno del presidente Ghirardi dopo l’esclusione dall’Europa League conquistata sul campo non facilitano il lavoro dell’esperto DG Leonardi. Dolorosa, ma necessaria la cessione di Parolo, con il quale i ducali hanno incassato poco più di 5 milioni di euro, mentre per Paletta si attendono offerte interessanti. Mercato in entrata quasi completamente bloccato, fatta eccezione per il ritorno di Belfodil (riscattato dall’Inter dopo la non certo brillante parentesi  nerazzurra) e alcune operazioni in tono minore. Decisamente poco, ma questo passa il convento.   

ROMA 8,5 – “Vogliamo una Roma arrogante”, diceva Sabatini tre anni fa durante la conferenza stampa della sua presentazione. Per il momento, ad essere arroganti sono lui e il DG Baldissoni, capaci di muoversi negli intricati meandri del calciomercato con la voracità e la rapidità di esecuzione propria degli squali più feroci. La tentacolare iperattività del primo e la concreta serietà del secondo hanno permesso alla Roma di condurre in porto alcuni colpi di mercato dall’indubitabile utilità tecnica, ma soprattutto dall’enorme peso politico: mai come quest’anno i giallorossi hanno dato prova di una forza muscolare tale da apparire quasi sfrontata, se rapportata alle angosciose ristrettezze di quasi tutti gli altri club italiani. In un’ipotetica griglia di partenza, è d’obbligo mettere la Roma in pole position, nonostante l’inciampo con l’Inter nella International Guinness Cup. Entrando nello specifico, la linea ‘usato sicuro’ adottata con Maicon e rivelatasi vincente nella passata stagione è stata replicata con gli arrivi di Keita e Cole: la loro mentalità e l’abitudine a competere nel calcio a quote vertiginose saranno particolarmente preziosi in Champions League. L’arrivo di Astori (beffardamente soffiato alla Lazio) costituisce un ottimo rincalzo nel pacchetto arretrato, così come quello di Emanuelson a centrocampo (anche se l’esperienza dell’olandese al Milan è stata tutt’altro che brillante). L’attenzione per la linea verde, marchio di fabbrica di Walter Sabatini, si è concretizzata negli arrivi di Iturbe (e qui è la Juve ad essere stata clamorosamente irrisa) e Ucan: gemme pagate a caro prezzo, ma che potrebbero rivelarsi in prospettiva dei veri e propri crack. Ciliegina sulla torta di questo mercato, la cessione di Dodò all’Inter per complessivi nove milioni: una plusvalenza importante, che tornerà utile per tenere il bilancio in ordine agli occhi dei controllori del FPF.  Si prospetta un anno delicato per Destro, tra la responsabilità di dover essere la punta da venti gol e i mugugni di una tifoseria che non riesce a mettere da parte le perplessità sul giocatore, nonostante i numeri siano tutti a suo favore. Mezzo voto in più per come è stata gestita la vicenda Benatia: bastone e carota (più il primo che la seconda), proprio come dovrebbero fare le grandi società. 

Fonte: Massimiliano Rossi - Insideroma

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Diabolik 03/08/2014 - Ore 22:08

Io al Milan avrei messo meno, più per la rosa che c'hanno che per il mercato in sè!

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