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Defrel, il vice Dzeko e non solo

condividi su facebook condividi su twitter Di: Ricardo Andres Pompili 15-07-2017 - Ore 21:12

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Defrel, il vice Dzeko e non solo

Foggia-Roma solo andata? Sembrano lontani i periodi in cui Gregoire Defrel giocava al Pino Zaccheria: stagione 2011-2012, la prima da giocatore professionista con i satanelli. Tante presenze, ben 23, ma pochi gol, solo 4. Le reti arriveranno, con calma, durante gli anni, ma molti osservatori avevano già notato quel francesino di proprietà del Parma. Ci arrivò prima di tutti il Cesena che lo fece crescere. Arrivò la promozione in Serie A e il cambiamento da esterno d’attacco a punta centrale. Purtroppo per Defrel, la sua migliore stagione (fino a quel momento) culminerà con la retrocessione dei romagnoli. L’esperienza a Cesena termina, ma il Sassuolo, distante solo 150 km, è la svolta. Conosce Di Francesco, si prende le critiche di una piazza tranquilla, ma che inizia ad essere ambiziosa con l’arrivo in Europa League e cresce a dismisura. Il mercato si inizia ad interessare a lui con Roma, Lazio, Inter e Juventus che negli anni hanno chiesto informazioni al patron Squinzi: 20 milioni è la cifra che il club neroverde ha sempre risposto. Sedici reti nell’ultima stagione e un rendimento (quasi) costante, cosa che nella sua carriera non era mai accaduta. L’arrivo di Di Francesco a Roma non fa altro che far rincorrere le voci su tanti sui giocatori presi e valorizzati nella favola Sassuolo: Pellegrini, riscattato poi dalla Roma, Berardi, Adjampong, Acerbi e lui. Ora sembra ormai tutto definito per arrivare nella capitale con Monchi pronto a sborsare la cifra richiesta dagli emiliani. Defrel è il giocatore da sempre richiesto da Di Francesco; un giocatore duttile, un attaccante atipico ma allo stesso tempo moderno. Completamente diverso da Edin Dzeko, può ricoprire due ruoli, così da poter essere utile come jolly o con moduli diversi, oltre il 4-3-3 canonico di DiFra. Le qualità maggiori del francese sono la rapidità, l’imprevedibilità e la tecnica, tanta tecnica. Il continuo svariare e il non dare punti di riferimento sono altre caratteristiche che nel tempo Defrel ha migliorato divenendo una spina nel fianco per le difese avversarie. I punti deboli però riguardano la freddezza sotto porta. L’attaccante del Sassuolo non è mai stato un grande bomber durante la sua carriera. In parte sembra rivedere Gervinho, ossia un giocatore capace di crearsi tantissime possibilità di andare a segno, ma poi capace di realizzarne solo un terzo. L’altro suo limite, sul quale Di Francesco ha già lavorato moltissimo, riguarda la costanza nei 90 minuti. Estraniarsi dal gioco e dalla manovra spesso e volentieri è stato il punto d’achille del francese, giocatore che durante la stagione ha collezionato alcune prestazioni incolori. Insomma un giocatore da oltre 200 presenze in carriera, ma che a tutt’ora deve fare il definitivo salto di qualità e di maturazione. La Roma e Di Francesco lo aspettano.

Fonte: a cura di Ricardo Andres Pompili

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