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Romagnoli: la strategia mediatica di Galliani ed i silenzi della Roma

condividi su facebook condividi su twitter Di: Gabriele Nobile 15-07-2015 - Ore 13:09

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Romagnoli: la strategia mediatica di Galliani ed i silenzi della Roma

Per il nuovo corso del Milan firmato Berlusconi, Mr. Bee e Sinisa Mihajlović sembra che Alessio Romagnoli sia diventato un pensiero fisso. Ieri, il club rossonero ha lanciato un messaggio definitivo attraverso le telecamere amiche di Milan Channel con un’offerta da 25 milioni di euro per il difensore classe 1995 cresciuto nel vivaio di Trigoria, tanti soldi per un giocatore così giovane alla quale la Roma (non ufficialmente) ha risposto di non voler scendere sotto i 30 milioni di euro. Il club di via Aldo Rossi ha deciso di non mollare l’osso pensando di alzare nuovamente l’offerta, sfiorando o raggiungendo quota 30 milioni.

In questa fase così delicata, il Milan con Galliani in testa, sperava di riuscire nell’impresa di non far salire il giovane Romagnoli sul volo che ieri ha portato l’intero team giallorosso dall’altra parte dell’emisfero, precisamente in Australia, per partecipare al prestigioso torneo dell’International Cup. Operazione non riuscita al manager rossonero e questo può considerarsi un primo punto a favore della dirigenza giallorossa che, almeno in questa prima fase, ha saputo mantenere la calma del killer senza farsi influenzare dalle cifre impressionanti messe sul piatto da Galliani. Altro elemento da non sottovalutare è la bravura mediatica del super manager milanista che utilizza lo strumento della comunicazione come se Sky, Mediaset ovviamente è casa sua, Gazzetta ed altri media nazionali, fossero teleguidati da colui che poi le antenne satellitari le ha portate per primo in Italia. Un vero e proprio salto di qualità dell’uomo che veste solo con le cravatte gialle che solamente 6 mesi fa si era dovuto recare personalmente, in treno, per citofonare a casa di Mattia Destro e convincerlo a vestire la maglia del diavolo. E la Roma? È chiara anche la strategia del club di Piazzale Dino Viola, le parole del DG, Mauro Baldissoni, di qualche giorno fa, furono profetiche: "Abitualmente non parliamo di mercato" ha detto. "Come sapete proviamo a mantenere segrete le trattative perché è l'unico modo di renderle efficaci“. Questo silenzio mediatico ha fatto lievitare il prezzo del giovane di Anzio da 10/12 milioni di euro fino ai 25 di ieri; in attesa di capire come andrà a finire questa telenovela che vede protagonista nel bene o nel male la Roma, cerchiamo di capire chi ci guadagnerà tra la Roma ed il Milan con un Romagnoli in più in rosa.

La Roma del nuovo corso americano non si è mai creata particolari problemi nel vendere giovani e promettenti calciatori, convinti che a fronte di una cessione eccellente esista sempre la possibilità concreta di comprare un altro giocatore della stessa qualità ma ad un prezzo decisamente inferiore. Il messaggio del presidente James Pallotta fu chiarissimo "Tutti i giocatori sono sempre sul mercato. Vale per la Roma come per i miei Boston Celtics". Tutti meno uno, Totti: "Lui farà sempre parte della Roma. Voglio che rimanga comunque qui.” Eravamo a giugno del 2013, sono passati due anni ed alcuni giocatori sono stati venduti ed altri comprati, si chiama “Player Trading” e Walter Sabatini è il massimo esponente di questa nuova scuola filosofica relativa al calciomercato. La domanda, però, è: Alessio Romagnoli è un giocatore particolarmente dotato? Forse si, vediamo i numeri della sua giovane carriera: 13 presenze ed un gol con la maglia della Roma nella stagione 2013/14 e 30 presenze e 2 reti in quella appena conclusa con la maglia della Sampdoria; con una media voto di 5.98 (Corriere dello Sport/Gazzetta dello Sport / TuttoSport) oltre a 6 presenze con la Nazionale U21, di contro nessuna presenza in coppe internazionali e solamente 2 presenze nella nostra Coppa Italia. Insomma un “Curriculum” decisamente poco esaltante ma resta il fatto che in molti lo paragonano al’ex di Lazio e Milan, Alessandro Nesta, che alla sua stessa età aveva già raggiunto oltre 60 presenze in Serie A oltre ad aver esordito in nazionale maggiore. Quindi Romagnoli potrebbe diventare il nuovo Nesta ma di questo non vi è ovviamente certezza; di contro il giovanotto nonostante che sia stata baciato dal talento potrebbe anche non splendere oltre alla normalità e fare la fine di molti altri giovani predestinati che intorno ai 20 anni erano dei fenomeni per poi retrocedere ad una carriera meno prestigiosa, l’esempio classico in casa romanista è stato Ubaldo Righetti, classe 1963, esordio nella Roma con il Barone Nils Liedholm nel 1981 a 18 anni, poi molta panchina e scampoli di gloria (rigore segnato nella finale di Coppa dei Campioni contro il Liverpool) per lui un totale di 102 presenze ed un solo gol con la maglia della Roma in 7 anni. Le aspettative su di lui erano molto alte, tanto che Righetti gioca anche otto gare nella nazionale maggiore, ma il suo rendimento subisce una flessione proprio quando avrebbe dovuto affermarsi in modo definitivo, ceduto all'Udinese nel 1987-88 chiude, dopo un'altalena tra serie A e B, nel 1994-95 con il Pescara la sua carriera.

30 milioni di euro sono un buon motivo per non farsi prendere dal panico e decidere con grande serenità, conta anche molto il volere del giocatore che non è mai sembrato affezionato alla maglia che porta, si parla di un suo tifo per la Lazio ma questo conta poco: a differenza della sua non smisurata voglia di competere e dedicarsi anima e corpo per la squadra che l’ha scovato, alla Roma non servono giocatori che non abbiano dentro quel “fuoco sacro” che spesso coincide con quel senso di appartenenza che hanno avuto prima di lui giocatori importanti come Totti, De Rossi e per ultimo Florenzi.

I contro? Beh facile intuirlo; se mai Alessio Romagnoli dovesse diventare l’asse portante del Milan del futuro e quindi anche della Nazionale Italiana, magari facendo coppia con l’altro talento della Juve Daniele Rugani, sarebbe una ferita difficile da rimarginare per la Roma ed i propri tifosi, cosa che capitò negli anni ‘90 quando i dirigenti di quella Roma, cedettero frettolosamente alla Juventus colui che per tantissimi anni diventò una certezza e forse uno dei più grandi portiere della storia recente, il suo nome? Angelo Peruzzi. Sono passati oltre 25 anni e la Roma (anche in questo calcio mercato) è ancora alla ricerca di un portiere.. Strano il destino, no?

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