Copa America Centenario

The American dream

condividi su facebook condividi su twitter Di: Paolo Valenti 21-06-2016 - Ore 15:18

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The American dream

PAOLO VALENTI - Giornata importante per la Copa America: si giocano le semifinali del torneo alle quali è approdata anche la formazione allenata da Jurgen Klinsmann, che si era posto proprio questo obiettivo all’inizio della competizione. L’ostacolo, stanotte alle 3 ora italiana, sarà proibitivo: l’Argentina di fuoriclasse e campioni che punta dritto al titolo finale. Affrontare Messi, Higuain, Di Maria e gli altri farebbe tremare le gambe a chiunque, figuriamoci a chi è abituato a disputare un campionato dove le stelle arrivano a giocare spesso più per prendere una lauta pensione e imparare la lingua che non per esprimere il meglio delle loro capacità, ormai declinate solo al passato. Klinsmann, però, alla vigilia della partita, rilascia dichiarazioni da spogliatoio più che da conferenza stampa, facendo leva sul concetto che dietro ogni problema, come può essere quello di battere l’Argentina, si nasconde un’opportunità, unica per questi ragazzi che cercando con volontà di far crescere le loro quotazioni ma, soprattutto, quelle del soccer. Così, in un discorso a metà tra la convinzione teutonica e la voglia di inseguire un sogno, Klinsmann ha invitato i suoi a crederci, a dare il massimo, anzi “il 10% in più” per poter battere la nazionale albiceleste. “L’ho detto ai ragazzi prima dell’allenamento – ha continuato il coach – che questa è un’opportunità che capita una volta nella vita. OK, siamo arrivati in semifinale, ma adesso dobbiamo dare ancora di più. Dobbiamo essere ancora più affamati, ancora più aggressivi, più determinati di quanto non lo siamo mai stati”. Queste le armi alle quali si aggrapperanno the Americans per poter coronare un sogno che, a dire il vero, tale sembra dover rimanere. Troppo in forma la squadra vista contro il Venezuela per pensare che possa uscire proprio ora che il gioco si fa interessante. Anche se, giova ricordarlo, in una situazione analoga gli Stati Uniti dettero parecchio filo da torcere ai futuri campioni del mondo del Brasile prima di uscire dal mondiale del 1994 con una sconfitta di misura. Anche allora il soccer stava cercando di emergere e giocarsela con i brasiliani dette una carica agonistica pazzesca a una squadra che non valeva nemmeno la metà dei giallo oro. Che, nonostante l’espulsione di Leonardo per una bruttissima gomitata a Tab Ramos, riuscirono ad imporsi 1-0 e a vincere poi la coppa ai rigori proprio contro l’Italia.
Vedremo stanotte come andrà a finire. In ogni caso, il soccer oggi sembra davvero pronto a diventare football.  

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