La Squadra

Poca personalità e certezze smarrite: dopo i "caroselli" estivi, ora inizia un altro campionato

condividi su facebook condividi su twitter Di: Vincenzo Nastasi 01-02-2015 - Ore 09:30

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Poca personalità e certezze smarrite: dopo i

“La Juventus difficilmente rifarà 100 punti”. “E’ quasi impossibile che i bianconeri vincano 4 scudetti di seguito”. “La partenza di Conte avrà fortissime ripercussioni”.
Questi, in ordine sparso, alcuni degli auspici che, quest’estate, sono stati più volte utilizzati per suffragare la convinzione che, nel campionato 2014-2015, la Roma di Rudi Garcia avrebbe dovuto vedersela solo contro la Juventus, unico vero ostacolo sul cammino per la vittoria del tricolore.
Un vizio tipico di Roma, quello di dare per scontato l’andamento di una stagione ancora a bocce ferme, che oggi suona un po’ come un presagio di sventura.
Già, perché da questa sera invece, la Roma di Rudi Garcia inizia un nuovo campionato, ancor prima che le altre giochino le partite della domenica: c’è infatti da prendere atto che, alle condizioni attuali, i sogni di Scudetto vanno accantonati, per concentrarsi sul mantenimento di quel secondo posto che, da “dovuto”, oggi sembra addirittura messo in pericolo dalle inseguitrici.

Un misto tra perdita di personalità e crisi di appagamento (non si sa bene dopo aver vinto cosa) è infatti alla base della maledizione che sembra aver colpito la Roma e che non è peregrino far risalire al famoso 7-1 rimediato all’Olimpico contro i campioni del Bayern.
Una coincidenza? Nulla può essere escluso, ma i numeri parlano chiaro: prima della débacle in Champions League la Roma aveva giocato in campionato 7 gare, collezionando 6 vittorie e una sconfitta (quella dello Juventus Stadium), grazie a 14 gol fatti e 3 subiti. Dopo la “scoppola”, il tracollo: 14 partite giocate, di cui 6 vinte, 7 pareggiate e una persa (contro il Napoli), accompagnate da 19 gol fatti e ben 14 subiti.

Difficile sostenere che quei 90’ minuti aleggino ancora nelle teste dei giocatori al momento di scendere in campo, come anche non è corretto imputare alla preparazione estiva un gap fisico, che al momento non c’è, viste le, seppur flebili, reazioni che i giallorossi hanno mostrato nelle ultime settimane una volta preso gol.
Ma qualcosa, quel maledetto giorno, deve essere successo. Dopo i caroselli estivi e i mantra di cui prima si parlava infatti, la Roma sembra aver scoperto la dura realtà: per vincere i campionati, non basta che gli altri non portino a casa punti, ma è necessario conquistarne di propri.
E’ così che la Roma ha polverizzato quanto di buono costruito, allontanandosi dalla vetta e consentendo alle inseguitrici di riposizionarsi “a vista” di specchietto retrovisore. Da due mesi manca la vittoria in casa: un sintomo di come la squadra, dalla convinzione che tutto le fosse dovuto, stia stentando a crescere e ad acquisire quella voglia e quella fame che sono alla base (al netto dei torti arbitrali) delle vittorie della Juventus degli ultimi anni.

I rimedi? Al momento spetta solo a Rudi Garcia trovarli, con l’aiuto di una società che, seppure con qualche errore (vedi l’assenza, tra le varie indiscrezioni di mercato, del minimo interesse per un terzino degno di questo nome), sta cercando di mettergli a disposizione tutte le risorse per trovare, anche dal punto di vista tattico, un’alternativa alla ricerca ossessiva del passaggio a Gervinho.
Ci è riuscito lo scorso anno, dopo il 26 maggio e quando nessuno avrebbe scommesso su una Roma così solida, è giusto che gli sia dia l’opportunità di riuscirci adesso, con una rosa rinforzata e un “tesoretto” di punti che può ancora dare qualche soddisfazione, non soltanto in campionato.
A patto però di ritrovare convinzione e unità di intenti, unici collanti di una squadra che al momento sembra sfaldata.

Fonte: Vincenzo Nastasi - InsideRoma.com

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