La Squadra

Szczęsny: "A Roma sto avendo la fiducia di tutti. Derby? Abbiamo solo una cosa in testa, la vittoria"

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 31-03-2016 - Ore 10:10

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Szczęsny:

Il portiere della Roma, Wojciech Szczęsny, autore di 34 presenze tra campionato e Champions League, è intervenuto questa mattina ai microfoni dell’emittente radiofonica Roma Radio. Queste le sue parole:

Pensi che Rudiger sia il miglior difensore degli ultimi 50 anni?

"Si, l’ho detto in tempi non sospetti e le sue prestazioni mi danno ragione".

Tu quando hai deciso di fare il portiere?

"No, nessuno da bambino vorrebbe fare il portiere. Ho iniziato a giocare a calcio a 7 anni e volevo fare l’attaccante ma si vedeva che ero lontano da quel ruolo. L’allenatore che avevo mi chiese di provare in porta, tra l’altro ci giocava anche mio padre, e le cose sono andate bene nel nuovo ruolo".

Tu confermi la tradizione che i portieri sono un po’ matti. Ma perchè è così?

"Probabilmente siamo matti perchè giochiamo in porta e viceversa. Un mio compagno di nazionale mi disse: “Del resto, uno che vuole essere colpito dalla palla e fa un lavoro che qualche volta è noiosissimo non può che essere matto”. Ma i giorni in cui vediamo portieri matti sono alle spalle, adesso iniziamo a vedere sempre più spesso portieri molto posati".

C’è un po’ di somiglianza tra l’Arsenal, la squadra dalla quale sei in prestito, e la Roma?

"Da un punto di vista calcistico è vero, entrambe le squadre hanno dei giocatori molto forti a livello individuale e tecnico. E’ difficile fare dei paragoni sulle due squadre perchè giocano in campionati diversi: quello inglese è più fisico, quello italiano è più tattico. Vediamo il prossimo anno come andranno le cose, sia Arsenal che Roma hanno avuto una stagione abbastanza buona ma noi ci auguriamo di più e speriamo che entrambe possano vincere i rispettivi campionati".

Ho l’impressione che tu a Roma ti sia inserito bene… Ti piacerebbe restare?

"Per me il calcio è sempre stato al primo posto nella mia vita. Se le cose vanno bene nel calcio anche la vita va bene. Qui sto avendo la fiducia di tutti, quando ho la fiducia dei compagni, del mister, dei tifosi e di tutto il club le cose funzionano al meglio. Il merito non è solo mio ma di tutte le persone che mi hanno aiutato".

Chi sono i compagni più pazzi in squadra?

"Il podio è tutto di Nainggolan. Probabilmente anche io me lo gioco, ma sono di gran lunga inferiore a lui. Al suo cospetto io sono quello calmo, tranquillo e serio".

Si sente nello spogliatoio che la partita di domenica tra Lazio e Roma è una partita diversa?

"Si naturalmente si sente che è una partita speciale. E’ un derby contro una buona squadra, arriviamo nelle migliori condizioni possibili, abbiamo fatto bene nelle ultime settimane e la fiducia e il morale è alto. Abbiamo solo una cosa in testa, la vittoria. Per noi deve essere una partita come le altre perchè vale tre punti, ma per i tifosi sappiamo che non è così".

Spalletti ti ha chiesto se avessi bisogno degli occhiali?

"Eravamo a Empoli. Dzeko entrò in campo e Spalletti durante le rimesse dal fondo mi urlava: Dzeko, Dzeko. Ho sbagliato uno dei lanci e il mister mi ha rimproverato. Abbiamo vinto, ma mi ero talmente impaurito che avevo paura di incrociarlo nello spogliatoio. Il mister non accetta errori in campo, fuorio dal campo e nello spogliatoio. Questo è quello che lo rende speciale e che ha fatto si di cambiare l'inerzia della stagione, di averci fatto vincere 8 gare consecutive, di pareggiare quella contro l'Inter che avremmo dovuto vincere. È proprio questo suo perfezionisto che sta facendo la differenza".

Fonte: Roma Radio

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