La Squadra

Andreazzoli: "Osvaldo? No problem per me"

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 08-03-2013 - Ore 13:55

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Andreazzoli:

Il mister Giallorosso, Aurelio Andreazzoli, in conferenza stampa, prima del delicato match di domani ad Udine, nel dettaglio le sue dichiarazioni ufficiali, rilasciate ai giornalisti presenti a Trigoria:

 

Domani contro l’Udinese non ci sarà Pjanic che ha fatto il regista nelle precedenti gare. Pensa che l’Udinese si possa attaccare con i lanci lunghi? Lei ha detto che Di Natale è un fenomeno, con il massimo rispetto, non è pericoloso che le migliori espressioni di questo calcio sono Totti, Di Natale, Pirlo. Tutti giocatori sopra i 35.

“Io credo che il calcio italiano stia esprimendo valori importanti tra i giovani e mi sembra ci sia la tendenza ad utilizzarli. Il problema sta lì, se non si ha il coraggio di metterli in campo perchè si preferisce l’esperienza che è comunque importante, non hanno possibilità.

Prendi Romagnoli se gli dai la possibilità te lo dimostra. Uno poi deve essere bravo al di là del dato anagrafico.

Per quanto riguarda la partita è delicata, difficile, sai quali sono le difficoltà e i pericoli e presumi di poterli contrastare ma un conto  è dire e l'altro è fare”.

 

Settimana scorsa all’Olimpico ci ha detto che ha raggiunto molti dei suoi obiettivi. Qual è il merito di Andreazzoli nel cambio di rendimento della squadra?

“Credo di non aver fatto nulla di particolare se non esprimere la mia idea di calcio. Se vogliamo indicare qualcosa di preciso in cui credo di essere stato è bravo è stato nel creare sinergie sia nello spogliatoio che nella società che all’esterno”.

 

Aveva detto che Daniele De Rossi aveva bisogno di 3 settimane per ritrovare la forma. Potrebbe essere lui a prendersi carica dei compiti di regia al posto di Pjanic?

“Daniele sa fare l’uno e l’altro, non si può fare in maniera spiccata l’uno e l’altro ma lo può fare.

È evidente che con Pjanic la coppia funziona in maniera particolare, ma Daniele lo sa fare, lo ha fatto in Nazionale, con noi. È anche un problema di condizione, 3 settimane per vederlo in buone condizioni, non abbiamo la bacchetta magica ma è migliorato tanto”.

 

Da quando è a Roma questo è il momento più difficile per Osvaldo. Come l’ha visto e come se ne esce?

“In settimana l’ho visto bene. Per un attaccante non segnare è fastidioso, lo sarà sempre. Questo lo rende nervoso. È un problema per lui, non per me. Ai miei calciatori chiedo comportamenti che vanno al di là della prestazione e io sono contento. Se mancano i comportamenti in campo sono meno contento e di questo prendo nota. Questo vale per tutti, non solo per Osvaldo”.

 

Che sfida è Andreazzoli Guidolin?

Siamo su due piani diversi, lui è un allenatore con la a maiuscola io sono più antico di lui però dal punto di vista della visibilità in serie A devo ancora pulirmi il naso rispetto a lui.

Credo che sarà un confronto tra due persone che hanno visto tanto calcio.

Anche lui è un amante delle due ruote, questo ci accomuna”.

 

Florenzi e Tachsidis da quando c’è lei giocano poco. Come si gestisce lo spogliatoio nei confronti di chi prima aveva tanto spazio e adesso ne ha meno?

Io di loro penso solo cose positive, c’è applicazione, impegno. Quando sono stati chiamati in causa hanno risposto alla grande. Florenzi in particolare ha fatto la differenza.

La gestione è quella di un gruppo che lavora insieme poi arriva il momento delle scelte e non sono facili perché è pesante escludere ragazzi che lavorano in maniera ammirevole.

Ce ne sono anche altri mai scesi in campo. Certo è che chi era abituato a giocare la soffre ma non quanto chi non ha mai giocato.

 

L’altra settimana aveva anticipato che Osvaldo avrebbe giocato. Questa?

“Questa settimana non ti rispondo. L’altra ha fatto un’eccezione”.

 

L’Udinese ha un centrocampo muscolare. Peserà nelle scelte sul centrocampo da schierare?

“Si”.

 

Si aspettava questi risultati? 3 vittorie, tanto entusiasmo.

“Io speravo di vincere a Genova come avremmo meritato. Sui risultati non potevo avere certezza, ma sulla partecipazione di tutti si. Alla mia prima intervista ho detto che abbiamo una squadra forte e con la squadra forte è probabile che fai risultato specie se tutti partecipano.

Poi sono i risultati che ti danno le certezze o te le tolgono”

 

Ha trovato risposte alle difficoltà che la Roma ha incontrato contro il Genoa?

“Ho rivisto la partita e quella serie infinita di corner che abbiamo subito, 11 calci d'angolo una parte dei quali in un lasso di tempo stretto, mi ha mandato in ansia. Ma la squadra ha fatto anche cose buone, sotto l'aspetto tattico abbiamo fatto una buona gara”.

 

Si rincorrono voci sulla panchina della Roma per il prossimo anno, da Allegri passando per Mancini. Le da fastidio? Non sente in cuor suo di averlo meritato il rinnovo?

Sincero? Sì. Credo che il lavoro fatto è buono. E se mi fosse chiesto un consiglio io lo consiglierei Andreazzoli. Io credo in me stesso, ma ho già detto più volte che sono un dipendente della società e sono a disposizione a svolgere i compiti che mi verranno assegnati. Io voglio stare bene con le persone con cui lavoro. Non sono miei superiori ma sono amici. Se stai bene a lavoro tutto diventa meno pesante. Io sono in queste condizioni e non ho nessun tipo di preoccupazione, sono pronto a ogni soluzione con gioia.

Se il prossimo anno sarà scelto Allegri o Mancini, nomi che avete fatto ed io caldeggio,  io sarei a disposizione come ho fatto con Luis Enrique, Montella, Zeman.

 

Sente pressione?

“Ora  non ho più l’alibi di non aver tempo, è un mese che lavoro con loro e sono più criticabile”.

 

Prendo spunto da una vecchia battuta di De Rossi: può giocare anche senza Pjanic? L’altra è su Lamela; lei ha inziato mettendo molti giocatori di qualità poi li ha ridotto mettendo più muscoli.

“È vero perché io considero sempre l’avversario , gli dò valore. Ho una mia fisionomia ma prima di batterlo voglio combatterlo. A volte scelgo la qualità altre volte meno. Questo non è cambiare idea ma cambiarla in funzione dell’avversario. A me poi piacciono sempre i giocatori di qualità. De Rossi lo vedo giocare da 8 anni, Pjanic è venuto l’anno scorso. Daniele giocava anche prima. Ha giocato con Pizarro e senza. Lui è un calciatore importante non solo a livello italiano e questo dice tutto”.

 

Da qualche giorno c’è Castan. Come sta? Se dovesse impiegarlo in base a quale criterio sceglierà?

Il criterio è la logica. Non mi chiedere che logica userò. Castan sta bene ha lavorato tutta la settimana, non ci sono difficoltà nel suo utilizzo eventuale”.

 

Totti e Di Natale che sfida sarà? Che messaggio lanciano questi due giocatori?

"Sono esempi per i giovani, non si arriva là e non ci si esprime così a caso”.

 

Prima di tutto auguri a nome dei tifosi della Roma nel mondo arabo che sono molto entusiasti di lei. Che significa per lei allenare un top class come Totti che contro il Genoa ha eguagliato Nordhal?

“Intanto grazie e ti prego di salutare tutti i tifosi nel mondo arabo. Allenare Francesco Totti per me è una cosa normale, vedo tanti campioni da 8 anni e mi approccio con loro come con i miei figli”.

 

Una curiosità su Balzaretti. È uscito tra i fischi. È un ragazzo d'esperienza, ha spalle larghe.Come l’ha trovato in settimana visto che quest’anno non è mai riuscito ad esprimersi sui livelli che speravamo. (domanda del nostro direttore Diego Angelino )

“Vado al di là delle prestazioni quando si parla di Balzeretti bisogna togliersi il cappello. Un professionista esemplare, a livello di gruppo, in allenamento mai interpreta il suo lavoro in maniera superficiale. Le prestazioni possono essere buone medie o scarse ed è giusto criticare ma io alla gente chiedo una critica costruttiva, in linea al tipo di persona alla quale è rivolta. Io so che il pubblico romano ama certi valori e io dico che in quel ragazzo ci sono e sono veramente tanti”.

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