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BAD WALTERSDORF, DE SANCTIS: "Quest'anno serve umiltà, perché la Juve è sempre la più forte. Benatia? Non sempre si peggiora vendendo"

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 12-08-2014 - Ore 19:40

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BAD WALTERSDORF, DE SANCTIS:

Morgan De Sanctis parla alla stampa direttamente dal ritiro di Bad Waltersdorf. Ecco le sue parole:

"La società ha effettuato un ottimo lavoro. Vedremo come andranno le cose fino al 2 settembre, entro il quale è probabile che cambierà qualcosa, ma abbiamo fiducia nel fatto che siamo una squadra che potrà ben figurare in tutte e tre le competizioni che affronteremo".

Cosa pensi dell'eventuale cessione di Benatia?
Ritengo che sia condivisibile il fatto che non ci siano più incedibili nel calcio italiano, che sta vivendo un momento di esportazione.
Per quel che riguarda noi calciatori, non possiamo far altro che lavorare bene sul campo. A Medhi riconosco che da quando è iniziata la stagione ha sempre fatto tutto con la massima disponibilità e il massimo impegno. Sta facendo il professionista esemplare e con lui, sia sul campo che nello spogliatoio, non è cambiato nulla.
Perderlo potrebbe essere una cosa negativa, ma ci sono delle situazioni che prevedono dei sacrifici, che non sempre sono a perdere ma sono anche a guadagnare. Basti pensare a quanto è successo lo scorso anno, quando si piangevano le partenze di giovani talenti, sostituiti da giocatori funzionali al progetto Roma.

Cosa pensi di Tavecchio?
Prima della sua elezione, pensavo che Albertini fosse la persona giusta. L'auspicio ora è che Tavecchio possa in questi due anni e mezzo di mandato fare in modo che alcune cose delle cose per le quali è stato criticato non sono vere e lo giudicheremo per quello che farà.

Pensi che per lo Scudetto sia ora o mai più?
Condivido questo discorso solo dal punto di vista personale. Io, Francesco (Totti, ndr) siamo nella fase finale della carriera e la volontà di chiudere con un trofeo c'è sempre. Per la Roma in generale invece, non posso non immaginare che per come sta impostando il lavoro, i tifosi possano stare tranquilli circa un futuro importante.
Per vincere contano tantissime cose. Ad esempio sarebbe meglio non trovarsi di fronte anche il prossimo anno una squadra che fa più di cento punti.

Come hai vissuto la giornata di ieri in Federazione? Cosa pensi dell'acquisto di Pallotta di tutte le azioni?
Sulla seconda domanda, dico che per quella che è la mia esperienza, vedo assolutamente come una cosa positiva la presenza degli americani ed è ulteriormente positivo che ora ci siano in maniera completa.
Il lavoro che stanno facendo è di innovazione. Spero, tornando alla prima domanda, che il sistema calcio italiano non sia di ostacolo all'idea americana di fare sport, coniugato i principi americani con la passione italiana. Spero fortemente che il sistema calcio si renda conto che la Roma è una grande opportunità. L'elezione del presidente della Figc è politica al 100%.
Ho smesso di idealizzare lo sport quando ho iniziato la mia carriera federale. Ci sono interessi molto importanti e tutto si risolve a giochi politici. Io mi augurerei sempre che certe volte gli interessi di parte cedano a quelli collettivi. Ancora non siamo maturi per questo. Spero che possiamo farlo in questi due anni e mezzo o in futuro.

Come stai dal punto di vista fisico?
Sto bene. Mi sono operato il 21 maggio, la prognosi era di 90 giorni ma sono tornato con la squadra con qualche giorno di anticipo. Sono al 100% a disposizione del mister. Le mie parole dello scorso anno furono spontanee. Sono stati i risultati però a legittimarle.
Quest'anno non penso di fare particolari discorsi perché non servono. L'anno scorso bisognava garantire coi tifosi e prendersi delle responsabilità. Quest'anno mi limito a parlare di umiltà.

Cosa farai nel prossimo futuro? Qual è il momento più emozionante che hai vissuto?
Non so cosa farò perché vivo alla giornata. Parlerò con la società e deciderò cosa fare verso metà stagione. Ora però mi concentro sulla Roma perché sarà una stagione impegnativa e ci vorranno tante energie.
L'emozione più grande spero che sia quella che riusciremo ad ottenere quest'anno. Nella mia carriera ho vinto poco perché non ho giocato spesso per squadre attrezzate per vincere, mentre questa squadra è costruita per vincere.

In una stagione così come è difficile organnizarsi nello spogliatoio coi calciatori che rientrano più tardi dopo il Mondiale?
I miei compagni di squadra che hanno giocato il Mondiale non sono andati molto bene quindi sono rientrati abbastanza presto e non credo che ci saranno particolari difficoltà. Diciamo che per quello che si è visto in queste prime uscite, vogliamo ricostruire e migliorare la prerogativa dello scorso anno, quando abbiamo vinto le partite facendo gioco ed essendo solidi in difesa. Manca solo Maicon, che tornerà credo nella giornata di domani.

Come si migliora una squadra come la Roma?
La società ha indicato la squadra: ha ampliato la rosa. Ci saranno sei partite in più da qui fino a dicembre, che cadranno sempre a metà della settimana e creeranno una dispersione di energia. Abbiamo allargato la rosa per qualità e quantità. Credo tanto in questa squadra e le sue qualità sono il frutto del lavoro sul campo. Contribuiranno a fare ciò i giocatori più esperti e l'allenatore. Siamo stati molto insieme quest'estate e questo ci serve per creare aggregazione collettiva. Io sono molto ottimista e molto ambizioso. Abbiamo le carte in regola per fare bene, ma serve umiltà.

Secondo te la rosa di quest'anno ha colmato il gap con la Juventus? Sarà più difficile giocare sotto pressione?
La Juventus rimane la squadra più forte perché non hanno cambiato molto. Anche il fatto che abbiamo cambiato allenatore non credo ne influenzerà le prestazioni. Certo, sarà molto difficile che rifacciano oltre 100 punti. Il campo comunque parlerà. Noi possiamo fare tutti i discorsi che vogliamo, riconoscendo alla società di aver fatto un buon lavoro, ma siamo ansiosi di rituffarci nel campionato. Lo scorso anno abbiamo fatto il miglior campionato possibile e non abbiamo vinto perché c'è qualcuno che ha fatto meglio di noi.

E' vero che verso la fine dello scorso campionato vi siete promessi di rimanere tutti qui per vincere? E' vero che quando qualcuno ha paventato di rompere questo patto sei stato il primo a parlarci?
Non è una ricostruzione proprio fedele di quello che è successo, perché così posta sembra che qualcuno si erga a paladino. Tutti ci rendiamo conto della possibilità di vincere nella Roma. E' una riflessione che tutti facciamo singolarmente e che ci ripetiamo fra noi. A volte si scherza, a volte si parla sul serio. Tutti ci rendiamo conto che vincere in una piazza dove non si è abituati a farlo ci sono delle soddisfazioni diverse da altri posti.
D'altro canto però è anche vero che il grande professionista non è quello che non cambia società o non accetta compensi superiori, ma è solo quello che fa il proprio dovere finché sta in una società. Nessuno è andato a parlare con nessuno. Purtroppo sta succedendo al calcio italiano quello facevamo noi vent'anni fa con Cragnotti, Tanzi, Moratti e Berlusconi. Anche la Roma deve guardarsi attorno e fare dei sacrifici che però, se forniscono soldi da investire bene, possono essere positivi.

Qualora partisse Benatia ti senti di assicurare ai tifosi che il gruppo rimarrà forte?
I tifosi li rassicuro nel momento in cui do il massimo per rappresentare la mia squadra a prescindere da ciò che farà la società. Non posso comunque immaginare che l'eventuale partenza di un giocatore possa cambiare il destino di una squadra.
Pensiamo alla partenza di Ibrahimovic dall'Inter: lì addirittura fecero una plusvalenza, oltre che vincere. I tifosi li rassicuro in ogni caso.

Ti aspetti per la prossima stagione una parità di trattamento con la Juventus dal punto di vista arbitrale? Ce la fai a rientrare per l'inizio del campionato?
Non mi preoccupa il fatto di non aver giocato, sono assolutamente sereno. Il discorso arbitrale l'ho affrontato anche durante la stagione, forse in modo poco opportuno perché ho prestato il fianco a chi ha pensato che cercassi un alibi.
Io ho un'idea che il sistema-calcio non si discosta dal sistema-Paese. Il calcio non si discosta da quello che viviamo tutti i giorni a tutti i livelli. L'idea di avere un calcio uguale per tutti c'è sempre perché altrimenti non faremmo bene il nostro lavoro. Durante la stagione si verificheranno delle situazioni: se saranno gestite bene, avremo avuto un campionato combattuto che permetteranno che vinca il migliore.

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