La Squadra

Boston. Ricci: "Faccio ciò che chiede Spalletti, sarebbe importante per me restare a Roma"

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 31-07-2016 - Ore 14:28

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Boston. Ricci:

Federico Ricci ha rilasciato una lunga intervista. Queste le parole del calciatore della squadra giallorossa, direttamente dall'albergo dove ha alloggiato la Roma a Boston, e rilasciate prima dell'allenamento.

Spalletti vorrebbe tenerla a Roma senza mandarla in prestito: conferma?
"Non so se sarò uno effettivo del prossimo anno, faccio quello che mi chiede e faccio del mio meglio. Lo sto provando a mettere in difficoltà, ma si saprà a breve il mio futuro. Sicuramente restare a Roma sarebbe una cosa importante per me, ma è anche importante per un giovane giocare e fare più presenze possibili. Riuscirlo fare con la maglia della Roma sarebbe la cosa più bella e più importante".

Lei ha impressionato sia Luis Enrique che Rudi Garcia: qual è il suo segreto?
"Con Luis Enrique sia io che mio fratello venivamo spesso in prima squadra su sua espressa richiesta. Faceva un gioco che era molto tecnico e a quei tempi eravamo ancora poco strutturati, ma giocavamo molto bene il pallone. A Luis Enrique piaceva molto questa cosa e ci portava spesso in prima squadra. Poi con Rudi Garcia sono andato in tournée e mi ha tenuto anche quell’anno in prima squadra facendomi esordire in serie A".

Cosa ama di lei Spalletti?
"Bisognerebbe chiederlo a lui, provo a fare quello che mi chiede facendo l’esterno nella squadra durante le partitelle".

Con una Juventus così forte il prossimo campionato è già finito?
"No, non è un campionato già finito. Sicuramente la Juventus parte davanti perché era già uno squadrone e con il calciomercato che ha fatto parte favorita. Ma la Roma dirà la sua e non parliamo di campionato chiuso in partenza".

Alessandro Florenzi è uno dei suoi esempi?
"Alessandro è un esempio perché sarebbe molto importante per me riuscire a fare il suo percorso. Fare la sua carriera è il sogno di qualsiasi ragazzo che cresce nelle giovanili per poi arrivare in pianta stabile con la Roma. Io ho avuto un percorso calcistico simile al suo, siamo andati entrambi a Crotone dove abbiamo fatto bene. Ora sta a me fare quello che è riuscito a fare lui".

Come è nata la sua amicizia con Gervinho?
"Ci capivamo a gesti, in un inglese un po’ rozzo (ride, ndr). Lui è nato lo stesso giorno mio, il 27 maggio. Avevamo un buon rapporto ed era molto simpatico."

Totti ha detto che bisognerebbe avere in squadra più giovani italiani, ma Sabatini ha spiegato che i giovani italiani non sono validi. Secondo lei perché si preferiscono gli stranieri?
"Vedo molti calciatori forti anche nella mia nazionale Under 21, siamo una squadra che può battere qualunque avversario europeo. Non vedo questa mediocrità di cui si parla, sicuramente il direttore non è stato interpretato al meglio, non voleva intendere quello. Italiani bravi ce ne sono, non è facile per un italiano giocare in Serie A e avere questa possibilità, perché si chiede sempre il massimo e subito e per un giovane non sbagliare mai non é semplice. Bisogna dare l’opportunità a un giovane di sbagliare e di riparare".

C’è anche il problema che se il giovane sbaglia rischia di bruciarsi...
"Non è facile arrivare pronti ad una livello del genere, un giovane deve riuscire ad essere pronto il prima possibile".

Come reagisce alla pressioni?
"Cerco di non pensarci, di fare il mio, di non guardare intorno e di fare il massimo per non avere rimpianti o il rimorso di non aver dato tutto".

A Crotone raccontano che finiti gli allenamenti lei rimaneva in campo a fare del lavoro supplementare. È vero?
"Mi piace rimanere in campo fare degli esercizi per migliorare e imparare. In questo ritiro lo faccio un po’ di meno perché arriviamo sempre esausti a fine allenamento. Per me è importante completare l’allenamento e rimanere anche dopo".

Potrebbe essere l’ultimo ritiro di Francesco Totti, ci sono 18 anni di differenza tra lui e lei. Com’è allenarsi con un campione simile?
"Ti rendi conto che è veramente forte, non ha più il dinamismo di un tempo ma se giochi vicino a lui e ti muovi ai tempi giusti ti mette in porta sempre. Fa delle giocate con una facilità imbarazzante, ha un piede mostruoso e capisci la sua potenza e il suo spessore anche durante gli allenamenti".

Come si comporta con i giovani?
"Scherza e ci aiuta. Lui è un esempio sia per i giovani che per tutta la squadra. Tutti i compagni lo apprezzano e lo stimano".

C’è un giocatore che l’ha presa sotto la sua ala?
"Mi trovo bene con tutti, sono un ragazzo abbastanza timido e cerco di rispettare tutti senza essere invadente. Cerco di stare sulle mie e piano piano con il tempo ci saranno altre opportunità".

Lei è un mancino a cui piace giocare a destra? 
"Si, però mi rendo conto che c’è gente forte ed anche a sinistra posso giocare tranquillamente".

Si è appena infortunato Mario Rui, come porrà rimedio Spalletti?
"Non ci voleva questo infortunio. Mi dispiace moltissimo per Mario perché si è presentato molto bene sia con i compagni che in campo e secondo me era un acquisto azzeccato, ma lo sarà anche per il futuro. Florenzi sa giocare benissimo in quel ruolo è un jolly e sa fare tutto, quindi potrà giocare in quel ruolo".

Tra i suoi sogni c’è quello di segnare un gol alla Lazio all’Olimpico visto che una volta in Primavera ne fece quattro?
"Sicuramente, è il sogno di tutti. Un gol al derby lo sogni da bambino. Prima della partita vivi un’atmosfera speciale e fare un gol derby sarebbe spettacolare".

Fonte: ForzaRoma.info

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