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Bruno CONTI: “Il Derby? È una partita particolare, la gente sa che è importante"

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 06-04-2013 - Ore 16:37

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Bruno CONTI: “Il Derby? È una partita particolare, la gente sa che è importante

(Asroma.it)  Il responsabile del settore giovanile giallorosso Bruno Conti ha parlato del derby in esclusiva per gli utenti dell'As Roma Membership.

Questa l'intervista: 

Hai giocato e vissuto tante partite, tanti derby. Quale ti è più caro? 

“Il derby che ricordo con più gioia è quello del ’77, vinto con un mio gol al volo. Uno dei pochi. Mi sono fatto tutto il giro della pista, non riuscivo più a fermarmi. Ci fu questa respinta, e io feci gol. Vincemmo 1-0. Da quel giorno mi resi conto cosa significa il derby a Roma”.
Cosa significa un derby?
“È una partita particolare, la gente sa che è importante. Oltre ai romani, Totti e De Rossi, anche altri ragazzi sanno ormai interpretare il derby. Senza nervosismo, con tranquillità. È una partita a sé. Ma il mister Andreazzoli starà preparando la squadra nel migliore dei modi. Per noi è un match importante sia per agganciare la Lazio, sia per l’obiettivo importante che è l’Europa”.


È vero che esser romani nel derby può condizionare la prestazione?

“I romani vivono con l’importanza del derby sin dal settore giovanile. Lo si deve interpretare bene, con tranquillità e serenità. Non bisogna perdere la testa, per cercare di vincere o recuperare la partita. Chi è romanista cerca sempre di interpretare al meglio il derby. Oltre a Francesco, anche Daniele tiene molto al derby. Sono convinto che questa squadra farà molto bene”.


Quel gol al derby è forse il tuo miglior centro con la Roma. 

“I miei gol sono sempre stati pochi, ma buoni. Quello al derby è uno dei migliori, ma sono stati tutti belli. E poi c’erano sempre i lanci di Agostino, o di Vierchvod. Col Torino, a San Siro con l’Inter, alla Lazio”.
Sei stato al Genoa per due stagioni. Il derby di Genova ha differenze con quello di Roma?
“Non ci sono differenze tra derby. Stesse coreografie, preparazione, stadio sempre pieno. È chiaro che da romanista vedo ciò che è il pubblico giallorosso. Si vede quello che hanno dentro, i tifosi della Roma. E lo fanno anche in modo simpatico. I nostri tifosi, però, allo stesso tempo tengono sempre presente i nostri problemi. Ecco perché dobbiamo regalargli mille gioie”.


Hai vissuto, da giocatore, lo scontro con la Juve e meno con la Lazio, che ai tempi militava in Serie B. Sentivi di più un derby o la sfida con la Signora? 

“Era la Roma Viola, che si stava costruendo, mentre la Juve era la più accreditata. Quando hanno iniziato a vedere che la Roma dava fastidio, è chiaro che sono nate delle preoccupazioni. Sin dal gol di Turone non solo si è accesa la rivalità, ma abbiamo sempre dato fastidio alla Juve. Per intensità, era una sfida che si avvicinava al derby. Ma era un periodo del tutto particolare”.
Hai giocato con Lionello Manfredonia, a suo tempo discusso per aver vestito i colori di Lazio e Roma. È giusto che ci sia una contestazione simile, o ci si può passar sopra?
“Quello che i tifosi non hanno mai accettato di Lionello fu il celebre articolo con su scritto: “io alla Roma non andrò mai”. Ricordo che non si poteva partire per Brunico, data l’intensità della contestazione. Ma poi le cose sono andate migliorando”.
Il tuo derby preferito? 
“È questo, quello di lunedì. Ho la convinzione che faremo bene, che faremo risultati. Questa squadra può dire ancora la sua, visto anche il campionato che ci aspetta”.

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