La Squadra

Buona la prima per Uçan. E se Garcia lo schierasse più spesso?

condividi su facebook condividi su twitter Di: Vincenzo Nastasi 23-03-2015 - Ore 12:40

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Buona la prima per Uçan. E se Garcia lo schierasse più spesso?

Da oggetto misterioso a sorpresa positiva: buona la prima (da titolare) per Salih Uçan. Già, perché prima di esordire dal primo minuto in campionato ieri a Cesena, il talento turco, giunto a Roma quest’estate con l’aura del predestinato, di giri di orologio ne aveva collezionati soltanto due, in una anonima apparizione contro il Chievo alla settima giornata quando Rudi Garcia, ormai sicuro del 3-0, lo aveva gettato nella mischia.
Da quel momento in poi, tanta panchina e qualche tribuna, prima di fermarsi per quasi due mesi a causa di un problema agli adduttori. E proprio quando il suo nome aveva ricominciato ad echeggiare in radio e tv private come l’emblema della frattura (presunta) fra Garcia e Sabatini, ecco il colpo a sorpresa.
Nel pre-partita di una delle sfide più importanti della recente storia giallorossa, del dentro o fuori che avrebbe potuto segnare, in caso di sconfitta, il sorpasso in classifica della Lazio, non ci credeva nessuno: Uçan titolare. Un abbaglio, un rischio, una provocazione di Garcia, avranno pensato tutti coloro che al posto degli squalificati Pjanic e Keita avevano pronosticato la presenza di Paredes. E invece sono bastati un paio di tocchi di prima per comprendere che la qualità, tanto ricercata nel reparto mediano, il turco ce l’aveva eccome.

67’ minuti di corsa e partecipazione, che gli sono valsi ben più della sufficienza. E poco importa se il suo assist per il vantaggio di De Rossi è in realtà uno stop sbagliato, anche perché un intermedio che si propone al limite dell’area, che scambia e che tira in porta con quella frequenza, era qualche mese che nella Roma non si vedeva.A dire la verità però, che il calciatore valesse lo si era capito già da quest’estate, quando lo stesso Garcia lo aveva impiegato stabilmente (come riserva, ci mancherebbe) nelle amichevoli pre-campionato. Una vera e propria fanfara lo aveva seguito dalla Turchia, dove per tutti è destinato a diventare un campione, tanto che in molti, in patria, hanno iniziato a tifare Roma nella speranza di poterne riapprezzare le gesta sui campi di Serie A.  

Un traduttore personale, una troupe della tv nazionale che lo segue ormai stabilmente da inizio stagione e un’operazione dai costi abbastanza alti (4,5 milioni per il prestito, opzione gratuita per prolungarne la permanenza di una stagione e poi diritto di riscatto fissato a 11 milioni nel 2017) però non sono bastati a garantirgli le presenze sperate. Troppo alto il divario con i colleghi di reparto, ma d’altronde, se la Roma non fosse stata in crisi, chi lo avrebbe schierato preferendolo a gente del calibro di Pjanic, De Rossi, Nainggolan, Strootman e Keita? 

Eppure, come le classiche storie a lieto fine, l’occasione è arrivata e Uçan l’ha sfruttata al meglio, garantendo quella mobilità che neanche Paredes (cui va il merito di essersi comunque fatto trovare pronto a tempo debito) aveva assicurato. Il giovane turco infatti tocca il pallone come pochi nel reparto nevralgico giallorosso sanno fare e non disdegna l’inserimento in area di rigore. Garcia, dopo la partita col Cesena, nel complimentarsi, ha preso la palla al balzo: “Se lo è meritato e il poco impiego era dovuto ai suoi infortuni”. Un alibi in meno adesso per il tecnico francese che, da “allergico” ai giovani, ora dovrà fare una scelta: insistere sulla vecchia guardia spesso inadeguata (leggi Pjanic) o provare, con le dovute cautele, a inserire più spesso il giovane turco?

Fonte: Vincenzo Nastasi - InsideRoma.com

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