La Squadra

Calcio in bianco e nero: Totti, Piola, il Grande Torino e i 3 squilli di tromba...

condividi su facebook condividi su twitter Di: Francesca Ceci 14-04-2013 - Ore 10:53

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Calcio in bianco e nero:  Totti, Piola, il Grande Torino e i 3 squilli di tromba...

Silvio Piola è il più grande cannoniere italiano di tutti i tempi, con 274 reti (290, sotengono alcuni) in serie A.
Francesco Totti, a quota 227, ha cominciato la sua rincorsa per raggiungere il "re del gol" dal quale lo separano 47 gol. 

Dopo la gara di Torino i giallorossi resteranno a Novara in vista della sfida del 17 aprile contro l'Inter al Meazza.

Novara, la città in cui Silvio Piola ha chiuso la carriera e segnato l'ultimo gol a quarant'anni. Contro il Milan.

Torino, dove Piola giocò l’intero campionato di guerra, quello del 1944 aggregandosi al team che l'anno dopo si sarebbe trasformato nel Grande Torino. Quello, per intenderci, di Mazzola, Loik e Ossola e dei 5 scudetti consecutivi dalla stagione 1942-1943 alla stagione 1948-1949 che costituiva la quasi totalità della Nazionale Italiana.

Tra i record del Grande Torino ce n'è uno messo a segno proprio contro la Roma, cioè la vittoria in trasferta con il più alto punteggio.

28 Aprile 1946: il Torino gioca a Roma, e realizza sei gol in mezz'ora, praticamente uno ogni cinque minuti. Nel secondo segna un altro gol, quello del definitivo 7-0.

Ma il Grande Torino era, è e sempre sarà al di sopra del tifo di parte. Era l'orgoglio di tutti; un simbolo della rinascita italiana dopo la guerra; un inno alla gioventù, alla forza, alla lealtà.

E' per questo che quando alle 17.00 del 14 maggio 1949 l'aereo con a bordo il Grande Torino si schianta contro il muraglione del terrapieno posteriore della Basilica di Superga si consuma la più grande tragedia del calcio italiano.

Il Torino fu proclamato vincitore del campionato a tavolino e gli avversari di turno, così come lo stesso Torino, schierarono le formazioni giovanili nelle restanti quattro partite.

Salutato il Grande Torino, il calcio italiano farà fatica per anni a ritrovare un modello di squadra così compatta e vincente. Anzi, di lì in poi salirà alla ribalta un ben diverso stereotipo di calciatore italico: viziato, superpagato, individualista, refrattario al sacrificio.

Chissà quanti ricordano quello che è passato alla storia come il famoso quarto d'ora granata: un momento particolare della partita, dedicato al pubblico dello Stadio Filadelfia dove il Torino giocava le partite in casa. Sugli spalti i tifosi aspettavano quei 15 minuti e i giocatori si divertivano a farli attendere. Quando la squadra non era temibile, i calciatori giocavano volutamente al di sotto delle loro potenzialita, finchè partivano 3 squilli di tromba dalla tribuna di legno. Da quell'istante partiva il quarto d'ora granata: Valentino Mazzola si tirava su le maniche della maglia, dando il segnale e la squadra aumentava il ritmo.

Di solito, la partita finiva li perchè in un quarto d' ora circa, il Toro riusciva a segnare anche 5-6-7 goal.

Storie di un altro calcio, in bianco e nero, più raccontato che visto, senza i giochi di potere, le banche, gli ingaggi folli e le furbizie.

Un calcio che a guardarlo adesso non c'è più. Quasi più. Perchè noi abbiamo Francesco Totti a ricordarcelo.
Lui, ogni volta che la squadra è in difficoltà, come faceva Capitan Mazzola, si rimbocca le maniche e dà il segnale, invita la squadra ad aumentare il ritmo. Come se sentisse ancora quei 3 squilli di tromba...

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