La Squadra

Da Lille a Roma, le imbarcate di Rudi Garcia a confronto

condividi su facebook condividi su twitter Di: Davide Aprilini 25-11-2015 - Ore 11:05

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Da Lille a Roma, le imbarcate di Rudi Garcia a confronto

DAVIDE APRILINI - L'Umiliazione subita, per mano della corazzatta Barcellona, è solo l'ultimo dei risultati eclatanti che ha incassato Rudi Garcia nelle sue esperienze europee. Un 6-1 lo aveva registrato anche nella Champions League 2012-2013, quando sedeva sulla panchina del Lille. L'avversario allora era il Bayern Monaco, che si laureò Campione d'Europa nella stessa edizione (ai danni del Borussia Dortmund). Più fresco, nella memoria dei tifosi giallorossi, è il 7-1 casalingo sempre per mano del Bayern Monaco nella scorsa edizione della Champions League. Un trittico di prestazioni imbarazzanti sulla cui panchina del perdente giaceva attonito (e remissivo) il nostro attuale mister: Rudi Garcia.

L'ESORDIO IN CHAMPIONS – Nella Champions League 2011-2012, l'esordio assoluto del tecnico di Nemours nella massima competizione continentale, è stata caratterizzata da una serie di prove non troppo deludenti in un Girone, però, tutt'altro che irresistibile: Inter, CSKA Mosca, Trabzonspor, Lille. Bottino ottenuto? Una vittoria, tre pareggi, due sconfitte. Quanto bastava per concludere il girone all'ultimo posto non conquistando nemmeno l'accesso all'Europa League. 6 punti, 6 gol fatti e 6 subiti. Scongiurate catastrofi, anche se la figura con la squadra turca di Trebisonda non è stata delle migliori: 1-1 in Turchia e 0-0 tra le mura amiche.

BIS DI ELIMINAZIONE e PRIMA IMBARCATA – In un girone decisamente più ferreo, di quello dell'esordio la situazione è peggiorata senza alcun dubbio: Bayern Monaco, Valencia, BATE Borisov e Lilla. La squadra francese perde le prime due partite: clamoroso l'1-3 casalingo a favore dei bielorussi, prossimi avversari nella decisiva sfida del girone di Champions League; e poi 2-0 al Mestalla di Valencia. Arriva il Bayern Monaco di Jupp Heynckes. Reduce da due sconfitte, il Lille di Rudi Garcia, si prostrava alla corte di una vera e propria corazzata, ma quantomeno, la sfida, richiedeva grinta, cattiveria, determinazione e concentrazione, nonché oculata organizzazione tattica. Quanto serviva per non uscire con le ossa rotte e non sfigurare. La prestazione invece fu imbarazzante, la squadra subì dall'inizio alla fine senza mostrare il benché minimo interesse nell'evitare la disfatta, senza esibire nemmeno l'orgoglio di chi a perdere in malo modo non ci sta. Il tabellone dell'Allianz Arena decretò al fischio finale il primo 6-1 subito da Garcia. Anche al tempo l'avversario fu definito: "una corazzata insuperabile", forse però vista la situazione, il Lille avrebbe potuto mostrare qualche qualità in più, tanto mentale quanto organizzativa. Trovando poi la vittoria in casa del BATE Borisov per 0-2 i francesi però terminarono ultimi un girone in cui erano chiamati quantomeno a raggiungere la qualificazione in Europa League. E invece col bottino di una vittoria, zero pareggi e cinque sconfitte, condite con 4 gol fatti e 13 subiti, Rudi Garcia si aggiudicò l'ultimo posto e il ritorno in Francia a mani vuote.

TERZA ELIMINAZIONE E SECONDA IMBARCATA – La Roma ritorna in Champions League tra gli applausi scroscianti di un 5-1 contro il CSKA Mosca che faceva ben sperare, si aggiunse poi l'ottima prestazione contro il Manchester City terminata con un 1-1 che lasciò anche un sentore di amaro in bocca per un risultato che sarebbe potuto essere diverso. Alla terza sfida, la Roma di Rudi Garcia si apprestava ad ospitare il Bayern Monaco di Guardiola. "Non snatureremo il nostro gioco, possiamo giocarcela", risultato finale 1-7 per i bavaresi. Olimpico subissato di fischi e una squadra che entrò in un loop mentale simile, da non esser in grado di rialzare più la testa fino alla vittoria salvavita del derby alla penultima di campionato della scorsa stagione. L'1-7 maturò in modo differente, la Roma fu presuntuosa e al terzo gol dei tedeschi il morale crollò a picco, lasciando all'avversario ogni iniziativa possibile. Una partita dall'approccio mentale imbarazzante, iniziata male e proseguita peggio, non emerse nulla della qualità di gioco e della cattiveria agonistica (positiva) mostrata dalla Roma sino a quel momento.

L'ESPERIENZA CHE NON INSEGNA – Il BATE Borisov, ieri alle 18.00, blocca in casa per 1-1 il Bayer Leverkusen, mettendo nei piedi della Roma le sorti del secondo posto del girone. Ma questo poco importava nella testa dei tifosi. La Roma va in scena al Camp Nou, dove era richiesta una prestazione simile a quella vista all'Olimpico. La squadra (non) è scesa in campo con la testa altrove, remissiva, come se giustificata del fatto che in virtù del risultato maturato nella sfida di Borisov si potesse giocare il tutto allo Stadio Olimpico la prossima settimana. Il Barcellona, squadra vera, composta da fenomeni, con una grande organizzazione tattica e uno spirito di adattamento anche al modulo difensivo della Roma, non si è fatta pregare due volte: 6-0, 'ammorbidito' dal colpo di testa di Dzeko finito in rete a tempo scaduto, 6-1. La terza terribile imbarcata subita dalla Roma (due con Garcia, una con Spalletti contro il Manchester United), la terza imbarcata subita da Rudi Garcia nella sua carriera (due con la sua Roma, una con il Lilla). Aspettando la delicata sfida casalinga contro il BATE Borisov dal risultato, a questo punto, tutto meno che scontato, la Roma si risveglia da un risultato quasi voluto e cercato.

IMBARCATE A CONFRONTO – UN 7-1, due 6-1. Rudi Garcia, in queste tre occasioni, si è mostrato inadatto ad adeguarsi al tipo di avversario. Compiendo scelte incoerenti all'interno del rettangolo da gioco, la colpa è più mentale che tattica. Nel 7-1 subito per mano del Bayern Monaco, la presunzione della squadra è stata punita, presunzione però accompagnata dall'incapacità di adattarsi alle esigenze tattiche imposte dalla superiorità dell'avversario. Il dettame di imporre il proprio gioco evidentemente non sempre funziona. Più simili invece i due 6-1 subiti dal francese. Andando a rivedere la partita tra Bayern Monaco e Lille, emergono gravissimi limiti mentali della squadra. Questa remissione, apparentemente e maliziosamente, indotta dall'allenatore ha il sentore di alibi che il tecnico stesso fornisca alla squadra. Un gruppo che oltre a noon aver mostrato la minima opposizione, resistenza, tenacia, grinta e cattiveria che una partita di cartello simile richiede, è apparsa abbandonata a se stessa senza alcun leader e senza alcuna guida.

BARCA CHE AFFONDA, DOMANDA CHE EMERGE - La differenza, pur abissale, a livello di qualità e di tattica non basta a spiegare risultati simili. Gli stessi BATE Borisov e Leverkusen non hanno subito gravi imbarcate, approcciando semplicemente la partita con la giusta mentalità e cattiveria agonsitica mai emersa invece nelle tre imbarcate subite da Rudi Garcia. Sorgono dunque spontanee alcune domande, sopratutto attraverso i social: Rudi Garcia è veramente un motivatore? E' l'allenatore giusto per una squadra che ha grandi ambizioni anche a livello europeo?

I tifosi si sono stancati di essere coscienti di avere una grande rosa che, però, mostra ancora gravi limiti e lacune soprattutto dal punto di vista mentale e organizzativo. Ora servono risposte concrete dal campo e una rinnovata consapevolezza dei propri mezzi. Atalanta e BATE Borisov i primi due test fondamentali.

Fonte: DAVIDE APRILINI - INSIDEROMA.COM

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