La Squadra

De Sanctis parla da leader: "Garcia mi piace. Ai tifosi dico: Rialzeremo la testa insieme" (FOTO) (VIDEO)

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 19-08-2013 - Ore 21:30

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De Sanctis parla da leader:

Morgan De Sanctis si presenta alla stampa. Alle 18:30, il nuovo portiere dei giallorossi incontra i giornalisti nella sala stampa dello Stadio Olimpico.

 

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Zanzi: "grazie di essere qui. Non ho bisogno di fare una lunga introduzione, Morgan ha una lunga storia qui in Italia e all'estero. Siamo contenti che siamo con noi, è un vero leader, dentro e fuori il campo. Benvenuto a Roma".

PAROLA A DE SANCTIS

Qual è l' obiettivo che ti ha spinto a Roma?

Per quello che mi riguarda la Roma a questo punto della carriera è una sfida, forse l'ultima se penso al calcio competitivo come quello europeo e italiano. Arrivo con entusiasmo e voglia di fare bene. Per la squadra è il terzo anno che la Roma non partecipa alle Coppa. L'obiettivo è tornarci, la società lo merita. 

 

La Roma dove si piazza nella griglia delle grandi?

La Juve è sopra tutti, il Napoli ha costruito un organico fortissimo che darà filo da torcere alle concorrenti. Io vedo la Roma competitiva. Ma la griglia di partenza è numerosa. Sulla carta siamo un pochino sotto, ma sono fiducioso. Ho conosciuto allenatore, compagni e tutto il contesto, e so che possiamo fare delle cose importanti. Ne avevo la convizione prima, l'ho ancora di più adesso perché ho conosciuto squadra e quello che la circonda"

 

Negli ultimi anni il ruolo del portiere è stato delicato: tu pensi di avere  le caratteristiche giuste che sono mancate alla Roma in questi anni?

Sì, per fare bene il mio lavoro. Ma il discorso è di squadra, perché quello che fa la differenza è il contributo di tutta la squadra, dall'attaccante al portiere, per quanto riguarda il rendimento. Negli anni è mancata prima la squadra e poi il portiere. Ci sarà da lavorare

Il Napoli lo scorso anno è arrivato 16 punti sopra la Roma, c'è ancora questa differenza?

Il Napoli attraverso il lavoro sul campo ha dimostrato sempre di andare oltre le aspettative. Se parliamo di aspettative, può darsi che in questo momento la Roma venga considerata al disotto della Juventus e del Napoli, ma sono assolutamente fiducioso dopo aver conosciuto allenatore, compagni e struttura della Roma che si possano fare delle cose importanti. Ne avevo la convinzione prima di venire, le ho ancor di più ora perché ho conosciuto tutto quel che ruota attorno alla squadra e la squadra stessa. L'obiettivo è costruire una mentalità di squadra forte, vincente e compatta, che i giocatori pensino prima alla squadra e sono convinto che attraverso questi presupposti la Roma potrà recitare da protagonista questa stagione"

 Sei già un leader

Sono 20 anni che gioco a calcio. Sono stato giovane, ora lo sono un po' meno, ma mi ha sempre fatto piacere avere a che fare con persone generose e che la pensano in modo costruttivo. E quest'anno ce ne sarà bisogno

Quanto incide la dialettica di un portiere? Com'è la coppia Benatia-Castan?

è fondamentale. La squadra è forte, ha dei valori tecnici e tatici importantissimi, bisogna compattarsi per ottenere risultati che ci facciano guadagnare un posto importante in classifica 

Differenze tra Mazzarri e Garcia? Come ti sei lasciato col Napoli?

Mi piace molto il nostro allenatore, sul campo e fuori. La cosa più positiva è proprio lui.  In poche settimane ha avuto la voglia e la capacità di apprendere l'italiano per comuncare in modo chiaro con tutti, A Napoli sono stati 4 anni meravigliosi, ho lasciato una società importante, ma avevo percepito messaggi neanche tanto nascosti che nel mio ruolo ci si stava guardando intorno per il futuro e questo non mi poteva lasciare indifferente

Come vedi Castan e Benatia? 

La squadra è forte, ha valori importantissimi. Bisogna compattarsi e dimostrare sul campo che questi valori ci sono, attraverso una classifica importante".

Ti sei confrontato con Totti?
"Durante la tournèe abbiamo parlato spesso, eravamo vicini sul pullman e ci siamo confrontati molto, siamo d'accordo sull'aspetto che questa deve essere una stagione importante per la Roma e io l'ho trovato molto convinto e entusiasdta, credo molto che Francesco possa essere un leader in campo e anche all'interno dello spogliatoio, già lo fa e quest'anno anche lui dovrà rendersi conto che ci vuole proprio la squadra per fare una grande stagione. Mi viene anche da pensare che si sta parlandoi tantissimo del suo contratto, da quando sto qui viene fuori una cosa che non esiste, Francesco è assolutamente concentrato su quello che si deve fare per tornare ad essere grandi io sono convinto che lui quest'anno possa fare ancora meglio di quella passata perchè ai risultati personali potrà essere aggiunto un discorso di squadra che gratificherà ancora di più i singoli calciatori, Francesco sarà il nostro leader sia negli spogliatoi che in campo"

Crede che a questa Roma sia mancata solo la mentalità?

"Solo la mentalità soprattutto se penso agli ultimi due anni, per me il discorso è chiarissimo, i giocatori sono forti indipendentemente dall'età la rosa è una rosa forte, l'allenatore è bravo è chiaro è semplice le cose che chiede le chiede in maniera efficacissima, quando è ripartito questo progetto e il mio Napoli affrontava la Roma avevamo un assoluto rispetto della qualità dei giocatori, adesso che sono a contatto con loro sono convinto che il passaggio chiave sia quello di diventare una squadra, un gruppo 'monolitico', difendere in 11 e attaccare in 11".

Dopodomani openday?

"Importantissimo, ma dipende da noi. Quello che ci auspichiamo è iniziare benissimo la stagione. È fondamentale. Non ho vissuto il derby del 26 maggio, però nei discorsi che ho fatto con i compagni che l'hanno giocato ho percepito che perdendolo si è creata un'amarezza grandissima, non solo nella tifoseria ma anche nella squadra. Abbiamo assolutamente la necessità di iniziare bene per riportare i tifosi dalla nostra parte. I tifosi non sono un'entità misteriosa, sono quelle persone che amano la squadra e a Roma questo amore è viscerale. Hanno bisogno di sentirsi - devo trovare la parola giusta - dentro noi giocatori, perché li rappresentiamo sul campo. La nostra espressione di gioco, di impegno e di qualità nei risultati sia positiva. Siamo noi che dobbiamo andare incontro a loro. Sono nuovo e questo discorso lo faccio con una serenità d'animo che non può appartenere a chi ha giocato quella partita.

Fonte: Redazione Insideroma.com

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