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Difesa solida ed attacco imprevedibile: così Garcia si aggiudica il Derby

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 24-09-2013 - Ore 19:00

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Difesa solida ed attacco imprevedibile: così Garcia si aggiudica il Derby

Agatha Christie amava dire che 3 indizi fanno una prova. Se questo è vero, la Roma ha già dato un segnale molto forte a questo campionato, poiché siamo arrivati al poker. La vittoria nel derby sulla Lazio non è solo la quarta su 4 in questa stagione ma è anche la quarta volta che i giallorossi segnano nella ripresa e non prendono gol in questa frazione di gioco. Nella prima parte del match, gli uomini di Garcia studiano l’avversario, proprio come fanno il mister dal campo ed il suo vice Bompard dall’alto.

Bompard è ormai abbonato a tutte le tribune stampa in cui gioca la Roma. E’ ormai entrata nella storia del club romanista, la telefonata tra Garcia ed il suo secondo durante il primo tempo di Livorno: grazie a quei suggerimenti, nei quali si diceva al tecnico francese di far tirare i suoi giocatori da fuori area, la Roma trovò il primo gol in stagione con De Rossi, a secco per tutto il precedente campionato.

 

Garcia è un neofita del nostro campionato ma si vede che cura ogni minimo dettaglio e pur avendo lui l’ultima parola su tutto, ascolta i consigli dei suoi collaboratori ma anche dei leader della squadra. Molto suggestiva l’immagine ad inizio ripresa del mister giallorosso che parla fitto fitto con Francesco Totti e si vede che cercano di trovare le soluzioni migliori per creare pericoli alla retroguardia laziale. In questo primo mese, spesso si è parlato di una Roma a 2 facce: primo tempo attento a come gioca l’avversario e secondo tempo lo prende nei punti deboli e lo colpisce. Rudi Garcia ha il viso di un boxer e come tale sembra comportarsi anche la sua squadra: nella prima metà dell’incontro, sfianca l’avversario, ad esempio con le accelerazioni improvvise di Gervinho, un lancio o un’apertura illuminante di capitan Totti, qualche giocata di alta scuola di Pjanic, la dinamicità di Florenzi, la classe di Maicon o la potenza fisica di Strootman che conquista palloni e fa ripartire l’azione.

Nella seconda parte di partita, concretizzano quanto pare esser in fase embrionale nei primi 45 minuti. Gli avversari sono più stanchi ed a quel punto, Garcia fa il primo cambio che spacca la partita: una volta entra Ljajic per Florenzi, un’altra esce il serbo per far posto alle progressioni di Gervinho, in ogni caso, la prima mossa è dare più freschezza ed imprevedibilità all’attacco mettendo in forte disagio le retroguardie avversarie.

 

Nel derby capitolino, l’ingresso del giovane serbo è stato determinante; Florenzi aveva aiutato molto sia Maicon che Balzaretti nei raddoppi su Lulic e Candreva, alla vigilia le 2 spine nel fianco più pericolose ma in fase offensiva il giovane esterno romanista poco aveva fatto vedere. In una partita in cui il miglior centrocampista è certamente De Rossi con Strootman e Pjanic sotto i loro standard stagionali, serviva qualcuno che creasse pericoli alla difesa laziale e che aiutasse il generoso ma impreciso Gervinho ed un Totti sempre nel vivo dell’azione ma preso a calci per tutta la gara. Ljajic è sembrato una vera zanzara per Konko, Cavanda, Ciani e Cana, poiché girava su tutto il fronte d’attacco non dando mai punti di riferimento e creando grande scompiglio. Alla fine ottiene ciò che voleva: si fa atterrare in area da Ledesma, si prende la responsabilità e realizza il rigore del definitivo 2-0.

La fase difensiva della Roma è stata attenta e puntuale in quasi ogni circostanza, ad eccezione della traversa presa da Ciani e dell’incursione di Klose su cui non è intervenuto tempestivamente Strootman. Perfetta la partita di Benatia, che non sta facendo rimpiangere per nulla Marquinhos ma che con lui avrebbe formato probabilmente la miglior coppia del campionato, anche se nella stracittadina Castan si è fatto valere. La prova di Maicon non è stata esaltante ma la sua presenza e la sua determinazione danno fiducia ai compagni. Certe volte sembra avere un eccesso di confidenza in zone del campo in cui è meglio non averne ma è quel giocatore che alla Roma mancava da tanti anni: un vincente con la mentalità vincente. Dulcis in fundo, la prestazione di Balzaretti: nei primi 20’ sembra il solito terzino che ce la mette tutta ma che soffre terribilmente la velocità di Candreva. Poi, anche con l’aiuto di Florenzi, prende le misure all’esterno offensivo laziale ed è lui a creare pericoli ai dirimpettai. Nella ripresa c’è la svolta che cambia il match e molti sperano anche la carriera romanista dell’ex difensore del Palermo: cross di Totti e tiro al volo di sinistro che si stampa sul palo alla destra di Marchetti. L’azione prosegue e Balzaretti non fa in tempo a lamentarsi con la sorte per il legno appena colpito che il capitano giallorosso gli regala una seconda opportunità, che stavolta trasforma incrociando il tiro verso il secondo palo e prendendo l’estremo difensore biancoceleste in controtempo, realizza la rete del vantaggio romanista e fa esultare tutti i tifosi dopo 5 derby di digiuno. L

a Roma ha approfittato delle incertezze di Cavanda, che Petkovic sostituisce troppo tardi ed al tempo stesso Garcia ha sfruttato la caparbietà di Balzaretti e l’intelligenza tattica di Maicon, Ljajic e Totti, che hanno fatto concentrare l’attenzione della difesa laziale su di loro, aprendo varchi importanti per le incursioni dei centrocampisti e degli esterni.

 

Domani la Roma è chiamata ad un incontro ancora più difficile, perché Delio Rossi è da sempre un brutto cliente per i giallorossi e perché la Sampdoria non ha mai vinto quest’anno. Vedremo quali mosse tattiche farà il tecnico romanista per cercare di avere la meglio su un allenatore molto scaltro come quello doriano. 

Massimo De Caridi

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