La Squadra

Ecco come lavora Garcia: “Spogliatoio in mano ai saggi. Ama le star, in tv fa centro”

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 13-06-2013 - Ore 21:15

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Ecco come lavora Garcia: “Spogliatoio in mano ai saggi. Ama le star, in tv fa centro”

(Ansa – T. Giannotti) - Problemi nello spogliatoio? Rudi Garcia fa come il presidente del Consiglio: ”Nomina un gruppo di cinque o sei giocatori, li chiama il Consiglio dei saggi. Sono loro i suoi rappresentanti nello spogliatoio. Di tutte le decisioni, parla prima con loro”. Del nuovo allenatore della Roma parla un suo omonimo, Vincent Garcia, inviato de L’Equipe a Lille. Dal ritratto del giornalista suo grande frequentatore, emerge un allenatore che ama il 4-3-3 ma sa cambiare modulo in corsa, che ha il difetto di voler imporre sempre il suo gioco ma che e’ molto abile nella gestione degli uomini. 

Tatticamente, in Italia, deve crescere. Il Rudi Garcia uomo, invece, e’ un quarantanovenne lanciatissimo che si presentera’ nella capitale da solo (e’ divorziato e ha tre figlie) ma con una fama di amante delle belle ragazze e dei riflettori. Con i giornalisti pare sia abilissimo: chi seguiva il Lille, con rarissime eccezioni, lo adorava. Il famoso ‘Consiglio dei saggi’, a Lille, aveva un uomo forte, Rio Mavuba, capitano e centrocampista anche con la maglia della nazionale. Lui era inamovibile, altri possono entrare e uscire dal ‘cerchio magico‘.

 

E’ toccato ad altri nazionali, come Benoit Pedretti, e a stelle come il belga Eden Hazard e soprattutto all’ex portiere dei Bleus, Mickael Landreau: ”Era il portiere della storica doppietta del 2011, campionato e coppa – racconta il Garcia giornalista – poi chiese di andare via e si mise contro il tecnico. Che a meta’ campionato gli ha preferito la sua riserva”. In generale, pero’, ‘‘quelli del ‘Consiglio’ li protegge davanti ai giornalisti, se deve dire qualcosa ne parla sempre prima con l’interessato”. E con gli altri? ”Se lo seguono, tutto e’ ok, ma se pensa che lo contesti e fai casino nello spogliatoio, diventa durissimo”. 

Come tutti i tecnici ha i suoi preferiti, il brasiliano Tulio de Melo lo chiamavano ‘il figlio dell’allenatore’, racconta l’inviato, ”piu’ giocava male e piu’ era titolare”. Ma che succedera’ con Totti o De Rossi? ”Sapra’ portarli dalla sua parte - spiega il giornalista – lui ama le star, con Joe Cole e’ rimasto grande amico anche quando l’inglese ha lasciato Lille”. Il gioco? ”Non ti annoia mai, e’ piuttosto offensivo, vuole che la squadra giochi bene, ordina il possesso palla, il 4-3-3 (ma lo cambia anche in corsa) e un pressing alto stile Borussia, anche sul difensore avversario chiamato a impostare. Il recupero palla e il rilancio in verticale sono fondamentali per lui. A volte si ostina troppo, come ha fatto contro il Bayern in Champions: 0-1 ribaltabile all’andata, 6-1 al ritorno con la squadra a giocarsela come fosse una partita di campionato”. 

Avvertenza importante per la difficile platea romanista: ”Puo’ metterci un po’ di tempo per ambientarsi. Ogni anno ad inizio stagione le sue squadre stentano, a novembre-dicembre iniziano a carburare, in inverno e primavera volano”. E la preparazione?”Molto dura in precampionato e nella prima fase – spiega l’inviato de L’Equipe - poi diventa una seduta quotidiana molto leggera, quasi tutto pallone e recupero fisico in palestra”. 

Roma e’ piazza difficile e l’Italia guarda anche molto l’immagine che passa in tv: ”Lui ha faccia tosta, in tv va benissimo, i giornalisti lo adorano, ridono con lui e lui li chiama fin dall’inizio col nome di battesimo”. Ama lo spettacolo e arriva a Roma sull’onda di immagini che lo hanno immortalato sui tappeti rossi del Festival di Cannes dove ha fatto la sua apparizione con una bionda mozzafiato di 22 anni piu’ giovane, Maud, eroina di un reality. ”Ama i riflettori”, dice il Garcia-giornalista, ”il suo miglior amico e’ un produttore di spettacoli, suona e adora la musica”. Suoi amici per la pelle erano i ragazzi di ‘Skip the use‘, gruppo rock francese della banlieue di Lille, con i quali passava molte serate.

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ALADINO 14/06/2013 - Ore 07:49

LA ROMA E' FINITA 35MILIONI NON BASTANO FUORI DALLECOPPE AGRAPPATI AD UN 37ENNE SIAMO FINITI FORZA ROMA

ALESSANDRO 14/06/2013 - Ore 07:47

TUTTE PAROLE SOLO PAROLE SERVONO I FATTI SIAMO MORTI COME DICE MARIONE 5 DERBI 5 SCONFITTE ADESSO ARRIVA IL FENOMENO VOGLIAMO TROVARE I VERI FENOMENI?

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