La Squadra

(Editoriale) Il pittore Garcia, la tela bianca e il capolavoro

condividi su facebook condividi su twitter Di: Francesca Ceci 05-01-2014 - Ore 14:00

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(Editoriale) Il pittore Garcia, la tela bianca e il capolavoro

Di solito i ringraziamenti si fanno alla fine. Io, invece, stavolta voglio farli all'inizio. Sarà che parlare a risultato acquisito è facile. Sarà, soprattutto, che non serve aspettare l'esito della gara di stasera per dire un bel Grazie Roma che, se ci pensate bene, è un po' come il nero. Sta bene su tutto e ci fai la tua bella figura in ogni occasione.
E allora Grazie Roma, non un grazie astratto. Un grazie che ha destinatari precisi, con un nome e un cognome. Grazie a questa squadra, a chi l'ha costruita e grazie a Rudi Garcia, l'uomo venuto dal futuro.

Insieme, tutti insieme, ci hanno portato dritti dritti dentro allo Juventus Stadium. A giocarci una sfida che vale una bella fetta di scudetto. Da imbattuti con 35 gol realizzati, 7 gol subiti e la miglior difesa. Un cammino inaspettato. Benedetto. Esattamente come tutte le cose che non ti aspetti che, chissà perchè, sono sempre più belle e persino un po' magiche.
E allora io oggi ripenso al 25 agosto e a quel gol di Daniele De Rossi contro il Livorno che ha cambiato il suo destino e chissà, forse pure quello della Roma, oppure alla corsa disperata di gioia di Federico Balzaretti contro la Lazio. Ripenso pure ai gol da attaccante del difensore (?) Benatia o a Gervinho che qualche volta sembra Eto’o con la parrucca, che gioca con la gioia di un bambino e fa il miracolo di farti sorridere e non arrabbiare persino quando sbaglia un gol a porta vuota.
Oggi mi piace pensare che tutto avesse un senso in questo strano disegno che prende forma partita dopo partita. E così, il pittore Garcia e i suoi allievi, a forza di pennellate decise su una tela anonima diventata piano piano capolavoro, ci hanno spinto fino al 5 gennaio. Una Roma a lungo in testa alla classifica che poi ha perso il suo Capitano e la vetta, ma che è riuscita a mantenere minimo il distacco dalla prima della classe, la Juve più forte dell'era Conte, lo dicono i numeri

E' stato già detto tutto in questi lunghissimi giorni che ci hanno separato dal big match con le feste di mezzo a rendere ancora piu snervante l'attesa: sono state già dette e ripetute le ragioni delle differenze tra "noi" e "loro", i veleni, gli aiutini, gli arbitri, i rigori, il mercato, i rancori e i dispetti.
Adesso la parola al campo. A Torino con rispetto ma senza nessuna paura. I pronostici sono quasi tutti pro Juve, del resto sono loro i migliori, la squadra da battere con la Roma nei panni della Cenerentola non gradita al ballo. Sarà per questo che in tanti sono convinti che gli uomini di Conte archivieranno facilmente la pratica giallorossa. A convincerli l'arroganza tipica del potere che, spesso, ti fa snobbare la bellezza di chi crede nell'impresa proprio quando è impossibile.
Come finirà, al di là di quel che il cuore spera, è impresa che non ci è concessa ma una certezza l'abbiamo: non ci aspettiamo una partita senza storia, a senso unico, quella del 4-1 tanto per capirci con la Roma di Zeman travolta in 20 minuti.
Siamo sicuri che quella di stasera sarà un'altra partita. Colpo su colpo, come ha detto ieri mister Garcia in conferenza stampa. Spinti da un grido d'amore che si spezza in gola, che un po' esce fuori e un po' resta dentro perchè non lo vuoi lasciare andare del tutto. Manifesto giallorosso di una fede destinata a non finire mai.
Perchè c'è una differenza tra il potere, arrogante, e la potenza di una squadra, intesa come gagliarda e maestosa. Facciamoglielo vedere. Stasera. A casa loro. Nello Juventus Stadium.

Stasera, nella notte fredda di Torino, la possibilità di dare un'altra pennallata a quello che finora è, senza rischio di smentita, un piccolo capolavoro giallorosso che ha tutto il tempo e la speranza di diventare ancora più grande.
Sei il nostro piccolo grande capolavoro, l'orgoglio mai perso di chi ha sempre creduto in te, di chi stasera ci crede. Di chi ci crederà, comunque vada, anche domani.
Sei pronta a giocarti il cielo a dadi. Senza paura. Perchè è nel momento in cui trovi il coraggio di sfidare il cielo che il cielo ti rassomiglia.
FORZA ROMA

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