La Squadra

(EDITORIALE) Siamo la Roma. E scusate se è poco

condividi su facebook condividi su twitter Di: Francesca Ceci 05-11-2013 - Ore 15:15

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(EDITORIALE) Siamo la Roma. E scusate se è poco

Quando al termine della gara contro i giallorossi, Giampiero Ventura (proprio lui sì, lo stesso che dopo la sconfitta col Napoli, in versione filosofo, si era affrettato a dire:  A differenza di altre volte in cui siamo stati penalizzati oggi non c'era comunque partita”) si è presentato tronfio ai microfoni di tv e radio come se il suo Toro avesse appena vinto la Coppa Campioni, la mente è andata a Bergamo contro l’Atalanta quando Colantuono sul 4-1 fa segno ai suoi di non infierire sulla Roma e li invita a fermarsi.  Oppure a Serse Cosmi che sul 4-0  per il Lecce urla ai suoi giocatori “Basta con i colpi di tacco. Fate i seri”.

La mente è andata, insomma, a quando la Roma era una squadra simpatica. Oggi la Roma fa paura. Perché, oggi se pareggi con la Roma festeggi come se avessi compiuto un’impresa.  In così poco tempo, quanto è cambiato.

Sarà per questo, diciamocelo chiaramente, che non vedevano l’ora di pronunciare quelle 5 parole: “La Roma si è fermata”, non vedevano l’ora di fermare un record che, chissà perché, non piaceva a nessuno. Eppure era il record bello, di una squadra bella, di un gruppo di uomini che sono caduti e hanno saputo rialzarsi. Una bellissima storia di calcio e d’amore. Un esempio, per lo sport. Per la vita. Un record per il quale tutti quelli che amano lo sport avrebbero dovuto tifare. Ma si sa, siamo cosi rassegnati alla mediocrità, che la bellezza ci fa paura, ci spaventa.

E’ per questo che adesso ti vogliono fare credere che sei stata un bluff, che queste 10 vittorie sono state frutto del caso. Ma tu, non je dà retta Roma. Non dare retta a chi prova a rovinare ciò che sa di non poter avere.

Federico, uno dei peggiori dello scorso anno, che scarica in rete il gol contro la Lazio e poi piange ce l’abbiamo noi.

Daniele che alla fine di ogni partita alza il braccio, guarda al cielo ed esulta come uno della Curva Sud ce l’abbiamo noi.

Kevin, che poi qualcuno ce lo spiegherà come fa a restare incazzato pure quando sorride, ce l’abbiamo noi.

Maicon Douglas dei tempi belli pure quello ce l’abbiamo noi.

Miralem che tira le punizioni alla Juninhopernambucamo tutto attaccato ce l’abbiamo noi.

E poi Francesco, il Capitano che per vent’anni ha indossato la stessa maglia. Anche lui è roba di casa nostra.

Rudi, il mister arrivato tra dubbi e scetticismi, ora osannato dalla stampa internazionale, sì quello che era arrivato cantando il porompompero e ora le sta suonando a tutti, pure lui ce l’abbiamo solo noi.

I tifosi, quelli de “L’amore non conosce sconfitte”, quelli del TI AMO, quelli che in 2000 vanno a Torino, si fanno 7 ore di pullman e tornano a Roma di notte facendosene altre 7. I tifosi sì, quelli più belli del mondo, insomma, tanto per capirci, pure quelli ce li abbiamo solo noi.

E vi paresse poco. Per gli altri che tutto questo possono solo guardarlo. Sognarlo. O, al massimo, sperare di rovinarlo. Domenica all’Olimpico c’è il Sassuolo. Senza nessuna paura. Sei la Roma. Siamo la Roma. E te paresse poco. E agli altri, che hanno gioito, illusi di aver fermato la nostra corsa, una domanda: fammi capire, ma tu veramente pensi che lo puoi fermare l’amore? 

Fonte: c

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Andrea 05/11/2013 - Ore 14:11

E pure la Direttora più bona der monno ce l'avemo noi! Afrodite Le pervade il cuore e guida la Sua mano... )))

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