La Squadra

GARCIA: "Grande campionato e secondi in Champions. Non me lo aspettavo"

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 15-11-2014 - Ore 14:08

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GARCIA:

Garcia a 360 gradi. Il tecnico francese si racocnta, e racconta la stagione fin qui disputata dalla Roma attrverso i microfoni di Roma TV. Queste le sue parole: "

Qual è la sensazione di essere in questi studi?
Sono belli studi, io seguo Roma Tv e Roma Radio. Siamo tutti importanti

La sensazione su Roma Tv?
E’ importante, io sono il primo a non accettare telecamere ma abbiamo trovato un modo di funzionare in maniera intelligente

Sono partito con Capello che libertà non la lasciava
A volte è importante quando prepariamo la partita di non dare informazioni all’avversario

“Mettere il piede sulla palla”: una frase del suo libro
Quando ho pensato di fare questa cosa all’inizio dicevo che non c’era niente da dire e alla fine ho scritto circa 300 pagine. Lavoro ogni giorno per fare un bel futuro, ma tenere conto delle cose passate può essere interessante. La Roma è in corsa per tutto, siamo secondi in campionato e diciamo anche che ho cancellato in parte la gara con la Juve che rimane la favorita. Siamo sulla strada giusta, può essere la ciliegina sulla torta il fatto che possiamo qualificarci in Champions

Se lo aspettava?
Quattro prime giornate eravamo due volte contro il Bayern e Il city non me lo aspettavo

Cosa ha funzionato bene e cosa meno?
Il gioco è sempre lo stesso, ci appoggiamo su questa cosa. Forse c’è solo un rimpianto: non essere entrati bene a Napoli, nel secondo tempo abbiamo fatto la nostra paritta. A parte il primo tempo con il Napoli non ho nessun rimpianto. Nemmeno contro il Monaco in casa, abbiamo fatto il nostro gioco rischiando anche di pareggiare con Gervinho. Dobbiamo crescere sul piano mentale, è possibile fare qualcosa in Champions ma l’obiettivo tanto alto è superare il girone. Uscendo dalla quarta urna avevamo un girone di ferro

L’ambizione fa parte della sua storia?
Sì in Francia veniva visto come un difetto ma io gioco per vincere

Cosa ha pensato quando Sabatini le ha detto che sarebbe stato l’allenatore della Roma?
Walter è una persona speciale, intelligente e intuitivo e anche io lo sono. Subito ho detto a Massara che faceva il tradutore che ci siamo capiti. Quando mi ha detto questa cosa ho sentito che la porta era aperta. Mi piacciono le sfide e la Roma era una bella sfida

Le piacciono le persone che vengono dal basso
S’ crescere con volontà, speranza e passione: si può riuscire a trovare la strada giusta con ambiazione. Abbiamo sempre bisogno di altre persone, a me hanno aiutato facendo la scelta di prendermi. Non bisogna mai scordarsi da dove arriviamo

De Rossi quando ancora non la conosceva, in camera con Pirlo, vide il suo video che cantava il Porompopero. Lei ha anche questo lato artistico?
“Sono una persona allegra, mi piace fare gli scherzi. Può essere una cosa positiva ma anche negativa. Oggi con la rete, con internet, i media possono gettare fango sulle persone anche in questo modo. Mi piace che De Rossi abbia detto è arrivato un chitarrista ma abbiamo trovato anche un allenatore”.

Pallotta le chiese più volte se fosse a suo agio?
"Il presidente è una persona molto paternale. Quando sono andato in America ho incontrato lui, la sua famiglia ed anche la sua squadra. Si vedeva che c’era un ambiente familiare, felice dove tutti sono amici"

Passando alla tattica, L’aggressione della squadra sui difensori avversari è la cosa che si vede di più nei suoi schemi…
“Cerchiamo di conquistare la palla nella metà campo avversaria, così con due tre passaggi abbiamo la possibilità di fare gol. Non voglio che i miei giocatori restino indietro, mi piace che tutti si posizionino in modo da poter conquistare subito il pallone”.
 
Manolas e Mapou si sono subito integrati…
Si, mi ricordo contro la Fiorentina, dopo soli due giorni di allenamento insieme, sembrava fossero qui da anni”.
 
Passiamo a parlare del vostro possesso palla…
“Il possesso palla serve per creare degli spazi e trovare facili conclusioni. Dobbiamo spostare il pallone sulle fasce, anche con cambi di campo, inserirsi e cercare la conclusione”.
 

Il lavoro degli attaccanti
“A me non importa come si posizionano i tre davanti. L’unica cosa importante è che chi si trova sulle fasce deve tornare indietro ad aiutare il terzino”

 

La squadra ha la capacità di ribaltare in fretta il campo?
“Si, è un nostro vantaggio. Quando hai giocatori velocissimi come Gervinho ed Iturbe è molto più facile”.

 

Gervinho è entrato in quasi tutti i goal della Roma
“Lui è uno che non segna tantissimo, ma fa quasi sempre il penultimo o l’ultimo passaggio. Si crea le occasioni da solo”.

(gli portano un campo di Subbuteo con due squadre sistemate sul tavolo da gioco una delle quali è la Roma)

 

Chi prenderebbe oggi tra Roma e Lille?
“Io ho trascorso undici anni a Lille, cinque da allenatore e sei da giocatore, saranno sempre nel mio cuore ma non sono il mio presente. Io vivo il presente quindi scelgo la Roma”.

 

Cambia mai modulo durante la partita?
“Si, con Pjanic è molto semplice cambiare modulo in corso. E’ un nostro bonus”

 

Ha mai difeso con la difesa a tre?
“Si, ma solo a partita in corso. Mettere un difensore in più per difendere il risultato fa si che la squadra avversaria stia sempre con il pallone tra i piedi nella tua metà campo. Preferisco mettere giocatori freschi ma non cambiare modulo”

 

Noi speriamo che possa restare qui 20 anni, ma ci pensa a diventare un giorno Ct della Francia?
“E’ un altro mestiere. Non hai la squadra sotto mano tutti i giorni e devi andare a vedere le partite durante il week-end. Non è al momento nei miei piani. Questo lavoro ti mangia le energia, quindi quando vuoi ricaricare le energia fare il ct è una buona soluzione”.

 

Che tipo era il presidente del Lille?
“Era un personaggio importante, è l’unico presidente che ha vinto la Champions in Francia. Lo ha vinto contro il Milan. Ero sul suo aereo privato e l’ho conosciuto così la prima volta. Poi mi ha fatto andare a vedere il Marsiglia, un pubbilco molto caldo. Ho guardato la partita e ci siamo messi d’accordo poi un giornalista mi ha chiamato dicendomi che era saltato tutto”.

 

Il contrario che è stato con i dirigenti della Roma?
“Il sale della vita e le opportunità si fanno sugli incontri. Ero curioso di vedere i dirigenti romanisti. Ero tranquillo con un anno di contratto col Lille. Stavo riflettendo, potevo continuare, trovare un progetto come la Roma o fare il commentatore che è una cosa che mi piace. Se non avessi fatto l’allenatore il giornalista era una cosa interessante”.

 

Come combatterebbe il razzismo e l’intolleranza?
“La società deve prendere spunto dallo sport, perchè nello sport nessuno pensa a queste cose, si pensa solo a battere l’avversario, sempre nel massimo rispetto, indipendentemente da tutto”.

 

Il suo rapporto con i tifosi?
“Sono andato in settimana a Tor Vergata all’università. Quell’incontro mi ha motivato e caricato. Qui a Roma si parla di questo fantasma, l’ambiente che non si sa bene chi sia se la stampa o i tifosi. L’ambiente sono quei tifosi che anche dopo la doppia sconfitta col Bayern e quelle di Torino e Napoli ci stanno vicino e ci fanno sentire il calore. Ho detto ai ragazzi che quest’anno dobbiamo festeggiare qualcosa con i nostri tifosi”.

 

Ora c’è l’iniziativa da parte della società di avere un nuovo pulman personalizzato con il brand e anche le foto dei tifosi. Che ne pensa?
“E’ una cosa molto bella. Io l’ho suggerita a Baldissoni, Sabatini e Zanzi perchè ho sempre pensato che andare in tutta Europa e presentarsi negli stadi con il nostro pulman ci avrebbe fatto diventare un grande Club”

 

Nel suo libro c’è scritto: Per sempre il nome di mio padre. Vule aggiungere qualcosa su questo?
“Lui mi dà la carica, dall’alto mi guarda e mi dà la motivazione per andare avanti sempre ogni giorno”.

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